Sono nata in inverno, forse questo spiega la mia passione per il freddo e per le realtà nordiche. Eppure c’è una destinazione che, incredibilmente, non compariva ancora nel mio taccuino di viaggio: la Finlandia. Dopo aver preparato la valigia con capi tecnici e impermeabili, inizia l’avventura alla scoperta della regione dei laghi, un territorio punteggiato da oltre 180mila specchi d’acqua: un’esperienza immersiva nella natura e nel silenzio, perfetta per evadere da una quotidianità metropolitana troppo spesso caotica. In poche ore di volo arrivo all’aeroporto di Helsinki, facilmente raggiungibile dall’Italia grazie ai collegamenti offerti da Finnair, che propone due voli al giorno da Roma e Milano e uno da Torino, a cui si aggiungono quelli stagionali da Catania, Firenze, Torino, Bologna, Venezia, Verona e Napoli.
Dopo una breve sosta fuori programma da Relove, un negozio multifunzionale dove trovo capi di seconda mano e un buon matcha latte, raggiungo la stazione. Pochi minuti di attesa e mi muovo in direzione Tikkurila, da dove parte il mio treno per Lappeenranta, considerata una delle capitali del caffè in Finlandia nonché la porta di accesso al lago Saimaa, il più grande del Paese. I suoi numeri sono piuttosto eloquenti: a caratterizzarlo sono circa 14mila isole e 15mila chilometri di costa. Se al turismo lento si preferisce l’immediatezza dell’aereo, i voli interni della Finnair permettono di raggiungere facilmente destinazioni come Kajaani, Kuopio o Joensuu
Direzione Lappeenranta
Il viaggio avviene su un convoglio lunghissimo e, una volta accomodati, tramite smartphone — collegandosi alla rete Wi-Fi gratutita — è possibile ordinare pasti recapitati direttamente al posto. Tutto è impeccabile e, soprattutto, silenzioso: nessuno parla ad alta voce e niente suonerie invadenti. C’è anche una carrozza dedicata ai bambini. Una volta scesa dal treno, in circa 20 minuti di auto mi addentro nella campagna finlandese muovendomi in direzione Pulsa. La curiosità prende il sopravvento e inizio a guardarmi intorno: a colpirmi, oltre ai prezzi della benzina (più alti che in Italia), sono le distese di verde e la totale assenza di traffico.

Un paesaggio che non ha lasciato indifferente l’interior designer svizzera Petra Karjalainen che, insieme al marito Lasse Karjalainen, ha scelto proprio Pulsa come casa. Qui ha aperto la Pulsa Railway Station, una destinazione turistica ospitata in una storica stazione ferroviaria inaugurata nel 1870 e divenuta un importante snodo della regione. Con il progresso e la costruzione di nuove linee, perse gradualmente centralità fino alla sua definitiva chiusura nel 1985, lasciando il villaggio in uno stato di progressivo abbandono.
Dopo una parentesi di riuso sociale, nel 2013 tornò nuovamente nel dimenticatoio. Nel 2014 la coppia decise di acquistarla e avviare un accurato progetto di recupero, realizzato nel pieno rispetto dell’identità storica del complesso, riportando così nuova vita all’intera area. Il colpo d’occhio è immediato: il luogo ricorda un piccolo albergo diffuso, con 15 alloggi distribuiti attorno a un bel giardino. L’edificio principale risale al 1869, mentre le altre costruzioni furono completate poco dopo per ospitare il personale ferroviario: oggi quegli spazi sono stati trasformati in appartamenti, ciascuno caratterizzato da una propria identità.

Io, ad esempio, ho soggiornato nella vecchia casa del capostazione: guardandomi intorno rimango colpita dalle pareti della cucina, decorate con ritagli di giornale risalenti al 1885. È un luogo di grande quiete e, nonostante la posizione remota, durante l’estate accoglie ogni giorno circa 400/500 persone che si fermano per gustare il caffè della torrefazione Makea Coffee e assaporare dolci rigorosamente fatti in casa. Naturalmente non manca la sauna, così come uno spazio dedicato alla pratica dello yoga e un delizioso negozio dove trovare prodotti artigianali. Le giornate sembrano non finire mai: qui infatti, tra maggio e agosto, il sole di mezzanotte illumina il cielo fino a tarda notte, facendo sì che il buio non sia mai completo.
Il mito della sauna

Il risveglio è allietato da un deliziosa colazione a base di bagel salati, croissant appena sfornati e birchermüesli. La prima tappa è Lappeenranta, una città il cui passato, segnato da influenze svedesi e russe, è piuttosto evidente nella parte più antica, dominata dalla storica fortezza. Dopo una passeggiata tra le boutique e i locali come il Café Majurska, noto per le sue specialità da forno, si può visitare la più antica chiesa ortodossa della Finlandia.

Spostandosi verso il porto turistico di Imatra, si cambia prospettiva: ad accogliermi è la Saunaraft SISU, una sauna galleggiante capace di ospitare fino a dodici persone e navigare (da maggio a ottobre) tra le acque del Lago Saimaa. Per chi desidera prolungare l’esperienza, è persino possibile pernottare a bordo.
Con un pizzico di coraggio, dopo una full immersion a circa 90°C e aver sperimentato il löyly — il gesto di versare l’acqua sulle pietre roventi per generare un’ondata di vapore — raccolgo abbastanza calore (e determinazione) per affrontare il passo successivo. Lentamente, attraverso l’apposita scaletta, mi immergo in acqua. Con una temperatura di soli 9°C, bastano pochi secondi per sentirsi rinvigoriti e per ricevere una sorprendente scarica di energia. Nella tradizione finlandese la sauna non rappresenta banalmente un momento di relax, ma un vero e proprio rituale sociale.
Seal watching nel Linnansaari National Park

L’acqua è il vero fil rouge di questo viaggio. E poche esperienze sono emozionanti quanto osservare gli animali nel loro habitat naturale. Dirigendomi verso Oravi e facendo base presso il Kanava Resort Villas — un complesso di nove cottage ecosostenibili in legno, caratterizzati da vetrate a tutta altezza e sauna privata — partecipo a un’uscita in acqua nel Linnansaari National Park con un obiettivo ben preciso: avvistare la rara foca dagli anelli del Saimaa, una specie artica oggi a rischio di estinzione. Indossata l’attrezzatura necessaria, (indispensabile sia per la sicurezza sia per affrontare il clima ventoso) salgo a bordo di una eco-barca alimentata a energia solare pronta a raggiungere l’arcipelago di Puumala.

Quando meno me lo aspetto, l’occhio esperto di Arto — la guida di Saimaa Holiday Oravi — avvista alcuni esemplari. Inforco il binocolo e, poco alla volta, le vedo apparire in tutto il loro splendore: prima una, poi un’altra e ancora altre. In totale ne avvistiamo ben otto, la maggior parte comodamente distese sugli isolotti rocciosi, intente a godersi i timidi raggi di sole che filtrano tra le nuvole. La destinazione si presta inoltre al birdwatching nonché a numerose attività lacustri.
Così, il giorno seguente — rigorosamente dopo una colazione a base di Karjalanpiirakka, piccole sfoglie di segale con un ripieno di porridge di riso o di patate — arriva il momento di pagaiare. A bordo della “Giant Canoe”, un’imbarcazione ampia e stabile, si procede con ritmo lento, lasciandosi avvolgere dal paesaggio. Le acque tranquille del lago, di un verde intenso per via della vegetazione sommersa, riflettono il cielo e le tipiche case in legno che costellano le rive del villaggio, ognuna con il proprio pontile.

Natura, storia e cultura si intrecciano continuamente lungo il percorso. Proseguendo verso Savonlinna, su una piccola isola rocciosa nel canale di Kyrönsalmi, si erge Olavinlinna, una fortezza medievale circondata dall’acqua costruita nel XV secolo per volontà del cavaliere di origine danese Erik Axelsson Tott come fortificazione strategica per garantire il controllo della regione del Savo alla Corona svedese. Un tempio del sapere ma anche un punto di ritrovo per la comunità che, in estate, si anima grazie al rinomato Festival dell’Opera, una manifestazione di respiro internazionale che, dal 1912, si svolge ogni anno a luglio. Per quattro settimane, richiama circa 70mila visitatori e, come mi racconta la guida, la nuova edizione dedica particolare attenzione al repertorio operistico italiano.
Ode a Madre Natura

Dopo una parentesi urbana, si torna all’avventura immersi nella natura del Koli National Park, un polmone verde di circa 3mila ettari caratterizzato da colline ondulate, foreste primordiali e una straordinaria biodiversità. Proprio qui, sulle rive del Lago Pielinen, si trova Korvenkota, una pluripremiata sauna a fumo capace di accogliere fino a cinque persone. Al suo interno, una grande stufa a legna viene accesa ogni mattina e lasciata bruciare a lungo, riempiendo la stanza di fumo. La decisione di aprire questo luogo al pubblico nasce dal desiderio di Asko Turunen – pescatore e guida naturalistica che oggi gestisce la proprietà – di preservare la cultura finlandese e condividere con i visitatori il fascino autentico della sua terra natale.
Indossare il costume quando all’esterno le temperatura sono piuttosto rigide richiede un certo coraggio, ma l’emozione è ampiamente ripagata dall’unicità dell’esperienza. Il rituale alterna il calore avvolgente della sauna a rigeneranti immersioni nelle acque del lago, per poi concedersi una pausa nella tradizionale kota, la tipica capanna finlandese. Qui, davanti al crepitio del fuoco, ci si riscalda sorseggiando un caffè o una tazza di tè, mentre la natura circostante invita semplicemente a fermarsi per ascoltare il silenzio.
Il lato romantico e mistico del Koli National Park

Una dimensione che segue il proprio ritmo, invitando ad alternare momenti distensivi ad avventure outdoor. Il Koli National Park offre infatti una fitta rete di sentieri: tra i vari itinerari, opto per l’Huippujen kierros Trail, una piacevole passeggiata di circa 1,4 chilmetri che collega le vette di Ukko-Koli — il cui nome richiama l’antica divinità finlandese del tuono — Paha-Koli e Akka-Koli. Una cornice così suggestiva da essere scelta da numerose coppie di sposi come sfondo per scambiarsi promesse d’amore.

Un luogo da visitare ma, soprattutto, da ascoltare e rispettare: è impossibile restare indifferenti davanti all’immensità di una natura che, secondo le antiche tradizioni animistiche e sciamaniche della Carelia settentrionale, custodisce una profonda saggezza. A questa forza vitale è possibile esprimere gratitudine attraverso pratiche di connessione e ascolto guidate dalla sciamana Helena Karhu, fondatrice del progetto House of the Bear.
La combinazione di paesaggi incontaminati, uno stile di vita rilassato e la tradizione della sauna sono tutti tasselli di un puzzle che, messi insieme, mi fanno capire perché, secondo il World Happiness Report, la Finlandia sia considerata il Paese più felice al mondo.