Tra le cime frastagliate e i laghi glaciali del Parco Nazionale Torres del Paine, in Cile, potevo sentire il rilassamento invadere il mio corpo. Facendo trekking con una guida stavo bruciando un bel po’ di calorie, ma il solo fatto di trovarmi nella foresta di pini mi riempiva di un palpabile senso di calma. E, anche se non è certo una cosa nuova che la Patagonia sia un posto incredibile per le escursioni, ero sorpresa dal mio stesso entusiasmo nell’allacciarmi gli scarponcini. Dopo tutto, soggiornavo all’Explora Torres del Paine, un lodge di lusso all-inclusive considerato tra i più sfarzosi del Paese.
Mi sarei potuta accontentare di rilassarmi nella piscina riscaldata con vista sulle montagne; invece, forzando me stessa a uscire, senza saperlo mi ero allineata a una delle più recenti tendenze di viaggio. «C’è stata un’impennata nel turismo escursionistico, soprattutto nelle aree più remote», mi ha spiegato Sebastian Correa, vicepresidente di Explora. La compagnia, che ha alberghi e strutture in Argentina, Bolivia, Cile e Perù, ha constatato così tanto interesse che nel 2025 si è espansa per la prima volta oltre l’America del Sud lanciando escursioni guidate attraverso l’Islanda meridionale. «Le persone vogliono immergersi nella natura per coltivare il proprio benessere olistico», concorda Tom Marchant, cofounder dell’agenzia di viaggi specializzata Black Tomato.
La società ha introdotto un itinerario in Groenlandia che include l’ascesa in cima all’Uummannaq, un’aspra montagna alta circa 1.200 metri sulla costa occidentale del Paese. Il tour operator di lusso Extraordinary Journeys propone invece escursioni di più giorni in luoghi come Namibia e Tanzania, come mi ha raccontato la ceo Elizabeth Gordon. Allo stesso tempo, un numero crescente di hotel di alta fascia si stanno attrezzando per fare da base di partenza per gli escursionisti. Alle Hawaii, ad esempio, dal 2024 il Sensei Lanai propone un programma di sei giorni che comprende camminate guidate nella rigogliosa campagna dell’isola, oltre ad allenamenti fitness, yoga e trattamenti in spa dopo le uscite.

Nelle Great Smoky Mountains del Tennessee, il Blackberry Mountain ha lanciato la HIIT experience che combina l’interval training con uscite di trekking. E The Ranch, rinomato brand legato al benessere nato a Malibu, ha aperto anche nella Hudson Valley, nello stato di New York, con programmi che prevedono camminate di circa 16 chilometri al giorno. In Europa, Rocco Forte Hotels ha creato le cosiddette Great Hikes of Europe. «Ognuna delle nostre proprietà ha sviluppato degli itinerari locali in risposta alle richieste degli ospiti», mi ha detto Natalie Rucellai, parte del team del gruppo, che si tratti del percorso ad anello di sei chilometri a Roslin Glen, in Scozia, o dell’escursione di tre chilometri attraverso la riserva naturale di Torre Salsa, in Sicilia.
Lo staff degli hotel può procurare una guida, se necessario, così come i transfer verso il punto di partenza e ritorno, e un pranzo in stile picnic. Da Palazzo Fiuggi, elegante resort wellness a poco più di un’ora da Roma, il nuovo programma Hiking for Longevity prevede soggiorni di tre o sei notti per favorire il senso di comunità e di connessione attraverso attività di gruppo negli Appennini. In Buthan, una destinazione da tempo associata al trekking, il Gangtey Lodge propone nuove uscite in collaborazione con l’agenzia specializzata Guides of Bhutan. La crescente rete di sentieri s’inoltra tra foreste di rododendri e monasteri e villaggi di epoche remote, permettendo ai viaggiatori di vedere da vicino luoghi accessibili solo a piedi.
E nello Sri Lanka, il gruppo alberghiero Resplendent Ceylon ha ufficializzato un sistema di cammini che attraversano foreste e piantagioni di tè. «Volevo che i viaggiatori potessero rallentare e connettersi in modo autentico con la storia del tè di Ceylon», racconta il fondatore Malik Fernando. «Siamo felicissimi che un nume- ro crescente di ospiti stia accogliendo l’idea di camminare».