Alto Adige autentico: tra la Val Sarentino e Vipiteno, dove la montagna racconta ancora le sue tradizioni

Alto Adige autentico: tra la Val Sarentino e Vipiteno, dove la montagna racconta ancora le sue tradizioni

Sentieri panoramici, borghi alpini, artigianato e ambiente incontaminato: un viaggio lento per riscoprire un rapporto profondo con la natura e la storia di questi luoghi.
La Gola di Stanghe, conosciuta anche come Gilfenklamm

Nel cuore dell’Alto Adige esistono territori che invitano a rallentare, ad ascoltare il silenzio dei boschi, a seguire il ritmo delle stagioni e delle tradizioni. Da una parte la Val Sarentino, appartata e autentica, profondamente legata alla propria identità culturale; dall’altra Vipiteno e le sue vallate, dove i sentieri attraversano gole naturali, pascoli alpini e panorami d’alta quota. Due anime diverse ma complementari, unite da un modo sincero di vivere la montagna.

A pochi chilometri da Bolzano, la Val Sarentino conserva ancora oggi un carattere quasi intatto. Circondata dalle Alpi Sarentine e attraversata dal torrente Talvera, questa ampia valle fatta di piccoli paesi e frazioni racconta un Alto Adige lontano dai grandi flussi turistici, dove il legame con il territorio è ancora fortissimo. Qui la vacanza si trasforma in un’esperienza autentica, scandita da antichi rituali, artigianato locale e paesaggi che sembrano rimasti sospesi nel tempo.

La natura è protagonista assoluta. Oltre 500 chilometri di sentieri permettono di esplorare boschi, malghe e vallate laterali, grazie anche alla cura costante dei volontari locali. A Reinswald, ad esempio, il percorso Urlesteig accompagna le famiglie lungo un itinerario panoramico tra aree gioco, installazioni in legno e scorci alpini raggiungibili comodamente in cabinovia. Poco più in là, il Lago di Valdurna regala una delle immagini più iconiche della valle, con le montagne riflesse nelle sue acque e numerosi percorsi escursionistici che si diramano verso rifugi e pascoli in quota.

E per chi ama i percorsi più avventurosi, il nuovo ponte sospeso Marterloch offre un’esperienza adrenalinica: con i suoi 272 metri di lunghezza e 130 d’altezza domina la gola dell’antica mulattiera che collegava la valle a Bolzano.

Il ponte sospeso Marterloch nella gola del rio Marter

Anche Vipiteno e i suoi dintorni raccontano la montagna attraverso il cammino. Con l’arrivo della bella stagione, il territorio si apre a itinerari che attraversano gole naturali, boschi e creste panoramiche, alternando percorsi rilassanti ad escursioni più impegnative. Tra le esperienze più scenografiche ci sono le Cascate di Stanghe, nella spettacolare Gilfenklamm, l’unica gola in marmo d’Europa: passerelle e ponti sospesi seguono il corso del torrente Racines in un ambiente scolpito dall’acqua e dalla roccia.

Più dolci e panoramici sono invece gli itinerari attorno a Campo di Trens, tra prati, piccoli nuclei rurali e viste aperte sulla conca di Vipiteno. Il percorso circolare dedicato a Michael Gaismair attraversa boschi e pascoli tra i 950 e i 1.200 metri di quota, offrendo scorci sempre diversi sulle vallate circostanti.

Per chi desidera vivere la montagna in modo più intenso, non mancano itinerari d’alta quota come quelli che conducono sul Monte Sommo o sulla Cima di Stilves, punti panoramici privilegiati sulle Alpi Sarentine e sulle Dolomiti più lontane. Tra i percorsi più apprezzati c’è anche quello che collega Vipiteno all’altopiano del Monte Cavallo, area outdoor molto amata durante la stagione estiva grazie ai suoi sentieri immersi nel verde.

Entrambi i territori condividono una forte attenzione per le famiglie e per un turismo lento e sostenibile. A Vipiteno, percorsi tematici come il Sentiero delle Api o il Sentiero dei Funghi trasformano la passeggiata in un’esperienza educativa e coinvolgente, mentre aree immerse nella natura come Rofis Boden invitano a trascorrere il tempo all’aria aperta tra laghetti, prati e giochi in legno.

Campo di Trens

In Val Sarentino, invece, l’identità locale emerge con forza attraverso tradizioni ancora vive. Il maso-museo Rohrerhaus permette di entrare nelle antiche abitazioni contadine della valle, tra stube gotiche, utensili storici e costumi tradizionali. L’artigianato continua a essere parte integrante della vita quotidiana: dalle celebri giacche “Sarner”, realizzate con la tipica lavorazione in lana locale, fino alle “Toppar”, le tradizionali pantofole ottenute con materiali di recupero. E poi il ricamo su cuoio con le penne di pavone, le pipe intagliate nel legno e il caratteristico cappello Sarner Huat, simbolo della valle.

Anche la gastronomia racconta il territorio. Nei rifugi e nelle malghe si gustano piatti della tradizione sudtirolese come canederli, zuppe, selvaggina e specialità locali come gli Striezel o gli gnocchi sarentinesi. Accanto alle ricette storiche trovano spazio anche progetti innovativi legati alla sostenibilità e ai prodotti del territorio, come la coltivazione di funghi gourmet o la storica produzione dell’olio di pino mugo, da oltre un secolo protagonista di rituali dedicati al benessere.

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