Zurigo, elisir di benessere

Zurigo, elisir di benessere

Istruzioni per ritrovare l’equilibrio nella città svizzera che più di tutte coniuga natura, arte e spazi dedicati alla cura del corpo e della mente.
Zurigo
Fraumünster e chiesa di San Pietro con riflessi nel fiume Limmat all’alba, nel centro storico di Zurigo. Foto di kavalenkava/Shuttertock

L’orologio sulla torre della Chiesa di St. Peter, nella città vecchia, è il più grande d’Europa: quasi nove metri di diametro. Osservando dal basso le sue imponenti lancette, ho avuto la sensazione che il tempo rallentasse fino a fermarsi. Ero già stata a Zurigo, ma la piazza di St. Peterhofstatt non mi aveva mai affascinata tanto: gli alberi in fiore illuminati dal sole, le case color pastello, le persiane verde acqua, grigie come la roccia o azzurre come il cielo di quel pomeriggio di aprile.

Camminavo tranquilla — raro per una milanese — quando ho imboccato una vietta stretta, Weggengasse, poi Augustinergasse, fino a un muro color cipria con una scritta: Ich denke in langsamen Blitzen che, tradotto, significa “Penso a lampi lenti”. Un ossimoro, una frase che accosta due termini opposti, eppure perfetta per descrivere ciò che mi stava accadendo. Io, sempre un fulmine in tutto, mi ritrovavo improvvisamente a rallentare, come se la città avesse imposto un nuovo ritmo al corpo e alla mente. Zurigo, con la sua calma sigillata di luce, mi stava trasformando in un “lampo lento”: un modo diverso di stare nel mondo, di pensare, di scomporre la realtà.

Così mi sono seduta in un parco dietro l’angolo e ho iniziato a osservare le persone intorno: chi leggeva il giornale, chi giocava a scacchi giganti, chi correva senza musica, chi conversava in tedesco tenendo tra le dita un grosso brezel. Non stupisce che Zurigo sia da anni ai vertici delle classifiche internazionali sulla qualità della vita: qui il benessere fa parte della quotidianità, è un’infrastruttura culturale.

Una città verde

La metropoli, la più grande della Svizzera, sembra disegnata per essere vissuta con calma. I suoi parchi — dal Rieterpark al Patumbah-Park — risalgono alle grandi tenute private del Settecento e dell’Ottocento, oggi restituite alla collettività. Foreste, corsi d’acqua, colline e aree agricole formano una biosfera urbana vivace e sorprendentemente ricca. La città investe da anni in sostenibilità, salute pubblica e mobilità elettrica, con l’obiettivo di elettrificare quasi completamente i trasporti entro il 2030. Ma ciò che colpisce davvero è l’approccio “persona-centrico”: la partecipazione attiva dei cittadini è considerata un pilastro della vita urbana. Gli spazi pubblici sono catalizzatori sociali, beni comuni da vivere, proteggere e condividere. Dai giardini del centro storico alle scuole e ai musei, fino alle saune in riva al fiume.

Tra hammam, rituali e relax come cultura

Hammam Basar & Salon

Una fuga di benessere a Zurigo diventa un viaggio sensoriale e insieme un’esperienza di costume: un modo per comprendere la città da vicino, coglierne le abitudini e l’orientamento. Tra bagni termali sui tetti, immersioni fredde nel lago e rituali di calore, la destinazione si presenta come un laboratorio urbano del wellness, dove acqua, architettura, scienza, movimento e cucina consapevole dialogano e diventano esperienza.

All’Hammam Basar & Salon, ispirato ai modelli marocchini, si entra in un mondo di luce soffusa, materiali naturali e profumi che evocano il Medio Oriente. I rituali di purificazione, i massaggi, le tisane biologiche e il bazar di artigianato creano un’esperienza che unisce corpo privato e cultura pubblica. Qui ho fatto il mio primo percorso in un autentico hammam: secchi d’acqua calda, scrub alle olive nere, maschere viso all’argilla bianca arricchite da lavanda e olio di argan. E, a seguire, un pranzo vegano tra i più piacevoli di sempre: couscous, tajine di ceci, succo di melograno e latte di dattero.

Mind Oasis by Rituals. Foto di Anna Gentili

Più orientato alla quiete mentale è Mind Oasis by Rituals, in pieno centro città: un luogo dedicato al riposo e alla rigenerazione psicofisica, dove tecniche di respirazione, fototerapia e stimolazione delle onde cerebrali mi hanno condotta allo stato theta, una forma di meditazione profonda. I materassi ad acqua calda, con idromassaggi mirati, sciolgono tensioni e riportano equilibrio.

Nuove frontiere del wellness: recupero attivo e longevità

Il futuro del benessere passa dal recupero attivo. Da KEEN Wellbeing, il primo “Active Recovery Club” d’Europa, nato sotto gli archi dell’ex viadotto ferroviario Viadukt, ho partecipato a una classe che alternava sauna, ice bath, breathwork e stretching in un ambiente multisensoriale fatto di luci, suoni e profumi. È un luogo che interpreta la salute come una combinazione di tecniche scientificamente validate e un approccio personalizzato, offrendo strumenti concreti per stare bene a lungo termine.

Anche il movimento consapevole diventa occasione di socialità. All’Urbansurf Zürich si può surfare su un’onda artificiale nel cuore della città, mentre i run club — da On a She Run — trasformano la corsa in un momento collettivo. Non si corre per battere un tempo, ma per sentirsi parte di una comunità.

Mangiare bene per sentirsi meglio

Una tavola al ristorante The Artisan

Il benessere continua a tavola. Zurigo è una delle capitali mondiali della gastronomia consapevole. La città pullula di caffè vegetariani o vegani, jus bar per succhi preparati al momento, buffet funzionali, bistrot artigianali con orto per il brunch. Haus Hiltl, il ristorante vegetariano più antico del mondo, dal 1898 propone una cucina vegetale raffinata e genuina. Si può ordinare alla carta oppure comporre liberamente il proprio piatto al buffet, che spazia dal salato al dolce: tofu in tutte le salse, hummus, verdure di stagione, cereali, bircher müsli, banana bread (da provare), cheesecake vegana.

Uno dei piatti del ristorante Haus Hiltl

Accanto, una costellazione di indirizzi moderni: Juicery21 per estratti e bowl energetiche, Simply Soup per un fast food sano, BEETNUT con le sue bowl plant-based ispirate ai sapori del mondo, Roots con il suo approccio mindful al cibo. Da non perdere The Artisan e Drei Stuben — i due ristoranti della chef Corin Schmid — per il brunch della domenica. Qui ho assaggiato un toast con pane a lievito madre, uova barzotte e pesto di erbette, accompagnato da un chai latte speziato davvero ottimo.

Ristorante Drei Stuben

Mangiare bene significa anche vivere bene: energia pulita, ingredienti naturali, preparazioni artigianali che fanno sentire in armonia con se stessi e con la natura che circonda la città. Tra gli altri indirizzi da segnare: Bean Bank Roasters per bakery nordica e caffè a regola d’arte, Paper & Tea per un matcha latte impeccabile, Confiserie Sprüngli per una pralina speciale da gustare passeggiando, B2 Library all’interno del B2 Hotel per una colazione tra i libri con chia pudding, pane ai grani antichi, crema di nocciola artigianale, bevande calde a base avena.

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