Il Cilento è una terra di piccoli centri medievali, boschi secolari e una delle coste tra le più affascinanti del Mediterraneo. Per scoprirne l’anima più autentica, c’è un indirizzo che vale il viaggio: il Convento Francescano, a Cuccaro Vetere, borgo di poco più di 500 abitanti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Cosa lo rende così speciale? Non è soltanto il convento del Trecento rinato come boutique hotel, né il fatto che – a meno di un anno dall’apertura – sia già entrato nella collezione Small Luxury Hotels of the World. Il vero valore del progetto sta nelle persone che hanno saputo dare nuova vita a questo luogo.
Tutto comincia con Alberto Carrato, brianzolo di 29 anni che, dopo la scomparsa del padre Dante, torna nel paese d’origine della famiglia all ricerca delle proprie radici. È qui che il sindaco gli apre le porte di un antico convento francescano, restaurato ma rimasto inutilizzato per anni. Alberto ne intuisce subito il potenziale: quel patrimonio silenzioso può diventare molto più di un albergo, può essere un modo per restituire valore alla terra dei suoi avi e raccontarla al mondo. Insieme alla madre Patrizia Portolano e alla compagna Maria Chiara Faganel, lascia Milano e si trasferisce a Cuccaro Vetere per creare un progetto di ospitalità capace di valorizzare l’identità del territorio attraverso le persone, la cultura e la gastronomia.
Dormire in un convento del XIV secolo
Fondato nel 1320 per custodire la reliquia del Legno Santo proveniente da Gerusalemme e accogliere pellegrini in cerca di rifugio, il Convento Francescano conserva ancora oggi quell’atmosfera di pace che ne ha segnato la storia. Il restauro ha scelto di dialogare con il passato anziché cancellarlo: frammenti di affreschi, intonaci originali, archi e colonne in pietra sono stati recuperati e valorizzati, convivendo con un design essenziale fatto di materiali naturali, arredi di recupero e alcuni iconici pezzi del design italiano. Le camere sono soltanto sette, tutte diverse, pensate secondo l’estetica del quiet luxury: legni, pietra, tessuti naturali, letti king size vestiti con la biancheria Rivolta Carmignani e pochi elementi d’arredo scelti con cura.

La Suite dell’Abate è la più ampia e scenografica: soffitti in pietra, una vasca freestanding e poltrone Frau definiscono uno spazio elegante dove passato e presente si incontrano. La Junior Suite del Priore occupa quella che un tempo era la cella del priore e conserva ancora tracce degli intonaci originari, accostati a pezzi di design contemporaneo. Nell’Affresco Signature Room, invece, si dorme circondati da decorazioni barocche del Settecento e da dettagli d’epoca che rendono il soggiorno unico. Anche gli spazi esterni invitano a rallentare. Tra il chiostro e l’uliveto, la piscina panoramica in pietra sembra fondersi con il paesaggio circostante; intorno, un solarium, una jacuzzi all’aperto, la sauna e la sala massaggi completano un soggiorno pensato per rigenerare corpo e mente.
Una cucina che racconta il territorio

La proposta gastronomica è uno dei punti di forza del Convento Francescano. Con i tavoli allestiti nel chiostro e aperta anche agli esterni per la cena, l’Osteria del Convento vanta appena sedici coperti, offrendo un’esperienza intima dove Patrizia Portolano racconta il territorio attraverso una cucina autentica e profondamente legata alla tradizione. Molti degli ingredienti arrivano direttamente dall’orto del convento, il pesce dalla vicina costa di Palinuro, mentre formaggi, salumi e conserve sono selezionati da piccoli produttori locali.
Da non perdere la Ciambotta cilentana al sugo fresco e i Ravioli fatti in casa di ricotta di bufala e sugo ai tre pomodori. Per il 2026, la selezione si arricchisce con il Menu del Monaco e la Cena dei Centenari, due percorsi culinari che omaggiano la cultura agro-pastorale e le ricette tramandate di generazione in generazione. Tra le novità c’è anche il Bar Orto, immerso tra orto e uliveto, dove concedersi un aperitivo al tramonto o un pranzo leggero preparato con le primizie raccolte in giornata.
Tante experience per scoprire la bellezza del Cilento

Ciò che distingue davvero il Convento Francescano è la capacità di creare un legame autentico con il territorio. Le esperienze proposte non sono semplici attività pensate per intrattenere gli ospiti, ma occasioni per incontrare persone che quel luogo lo vivono ogni giorno, ascoltarene le storie e scoprire tradizioni che continuano a vivere. Si può imparare a fare il pane e la pizza come una volta, partecipare a laboratori di cucina cilentana, degustare vini e oli insieme ai produttori, prendere parte a workshop di ceramica, assistere a proiezioni nel chiostro sotto le stelle o salire su una barca per esplorare la selvaggia Costa della Masseta con Aleboats Experience.
I due proprietari sono sempre pronti a condividere consigli e indirizzi selezionati: dall’aperitivo al Lido Mijeo Palinuro, ideale per ammirare il tramonto, alla cena alla Cantina Lamadé di Pisciotta, dove gustare la cucina tipica realizzata con ingredienti a chilometro zero. Alla fine del soggiorno si ha la sensazione che il convento sia soltanto il punto di partenza. La vera esperienza è il Cilento stesso, raccontato da chi ha scelto di tornarci per costruire un futuro senza dimenticare le proprie radici.