Il caffè vietnamita non ha bisogno di molte presentazioni. Ma ad Hanoi c’è una variante che spicca su tutte, sia per il gusto che per la storia: il caffè all’uovo. «Puoi trovare il caffè all’uovo quasi ovunque, anche al di fuori del Vietnam», ha detto a Travel + Leisure Tran Duc Thang, capo barista del Capella Hanoi. «Ma la vera esperienza è legata a una sensazione molto specifica. Il momento in cui ti fermi, ti siedi, ascolti il brusio di una strada mattutina affollata e tieni una tazza calda tra le mani. È il contrasto tra caos e calma».
Il caffè arrivò per la prima volta nel nord del Vietnam alla fine del XIX secolo, quando i missionari francesi introdussero le piante di Arabica durante l’epoca coloniale. Quello che iniziò come un modesto import agricolo, si trasformò in una delle culture del caffè più distintive al mondo. Alla fine dell’Ottocento, i caffè cominciarono a comparire in tutta Hanoi, con i primi racconti che descrivono locali in stile parigino lungo quella che oggi è la Trang Thi Street. Inizialmente riservati ai funzionari francesi e all’élite vietnamita, questi caffè divennero presto parte della vita quotidiana.
Con l’affermarsi della cultura del caffè, questa si adattò alle circostanze locali. La scarsità di latte fresco portò all’uso di quello condensato zuccherato, dando origine al cà phê sữa đá, oggi noto in tutto il mondo. Ad Hanoi, però, nacque un’idea ancora più creativa: nel 1946, il barista Nguyễn Văn Giảng inventò il caffè all’uovo durante un periodo di carenza di latte. Sbattendo il tuorlo con zucchero e latte condensato, ottenne una schiuma densa e vellutata da versare sopra un caffè scuro e forte. Il risultato è ricco e sorprendentemente equilibrato, una sorta crema soffice, spesso descritta come «tiramisù liquido».
«Ad Hanoi, il caffè all’uovo va oltre il sapore: è un simbolo di resilienza e ingegno», ha detto a Travel + Leisure Hoàng Tùng, lo chef hanoiano dietro il rinomato ristorante T.U.N.G Dining. «In un periodo in cui il latte non era disponibile, le persone non si lamentavano: creavano. Il caffè all’uovo ci ricorda che la cultura vietnamita ha sempre saputo trasformare le difficoltà in bellezza». Tran concorda: «Ciò che rende speciale Hanoi è che le persone non si limitarono a sostituire un ingrediente, lo hanno fatto diventare loro», ha spiegato. Tradizionalmente, la crema d’uovo veniva montata interamente a mano — un processo che poteva richiedere fino a 30 minuti.
Oggi le attrezzature moderne hanno semplificato la tecnica, ma il rituale e il sapore restano intatti. Per una tazza classica, Tran consiglia istituzioni locali come Cafe Giang, oltre a C.O.C Legacy Specialty Coffee, Cong Caphe – Nha Tho e, naturalmente, Diva’s Lounge al Capella Hanoi. Esiste persino un piccolo rituale per berlo: alcuni locali suggeriscono di iniziare con un sorso di caffè, lasciando che l’amarezza si contrapponga alla dolcezza della crema prima di mescolare. Tran, invece, preferisce l’approccio opposto: «Assaggia prima la crema», dice. «Ti permette di percepire distintamente entrambi gli strati prima che si uniscano». In definitiva, non esiste un modo “giusto” per gustarlo. «Il modo migliore — conclude Tran — è semplicemente quello che ti viene naturale, prendendoti il tempo per assaporarlo».
