Cheval Blanc St-Tropez, un soggiorno memorabile dove il lusso non è mai ostentazione

Cheval Blanc St-Tropez, un soggiorno memorabile dove il lusso non è mai ostentazione

Accordi mediterranei: la cucina di Arnaud Donckele, i trattamenti signature della spa, il servizio sartoriale e la spiaggia privata.
Veduta di Cheval Blanc St-Tropez con la pineta, la piscina e la spiaggia privata

La Bentley turchese smagliante è lì, nel parcheggio, a disposizione degli ospiti: pronta a partire in qualsiasi momento per una scappatella nel cuore di Saint-Tropez. Il più celebre villaggio della Costa Azzurra è a pochi minuti, non più lontano di quanto basti per poter entrare e uscire dalla scena senza restarne impigliati. È questo uno dei privilegi di Cheval Blanc St-Tropez: dopo una sfilata tra le vie del centro, si torna ogni volta in un rifugio disteso all’ombra di un’antica pineta, sulla spiaggia della Bouillabaisse – nome che richiama la celebre zuppa di pesce provenzale –, accordato sul ritmo lento e luminoso del Mediterraneo. Il check-in non è una procedura fredda ma una conversazione sincera che proietta subito nella dimensione di una maison, e non di un hotel.

I tavoli de La Terrace, il ristorante una stella Michelin

L’anima del resort è quella della storica Résidence de la Pinède, acquistata nel 2016 da Cheval Blanc (LVMH Hotel Management) e poi riaperta nel 2019 sotto il nuovo marchio. Il passaggio di testimone è avvenuto attraverso un’attenta ma leggera rilettura architettonica. Se l’esterno è stato curato da François Vieillecroze, interprete dell’estetica tropeziana che ha saputo preservare le radici provenzali della struttura, gli interni portano la firma di Jean-Michel Wilmotte. Il celebre architetto ha reinterpretato gli ambienti con una sensibilità contemporanea, orchestrando una grammatica essenziale fatta di bianchi luminosi e blu profondi. Legno, pietra e vetro dialogano con la luce, ma il vero tributo alla memoria del luogo risiede nelle opere di Roger Capron. Wilmotte ha riportato al centro della scena il maestro ceramista del XX secolo: le sue iconiche colonne sulla scalinata, i tavolini e le sculture non sono semplici decori, ma i pilastri di un tema che celebra l’identità mediterranea.

La selezione di pani servita a colazione

Le camere e le suitesolo trenta, a sottolineare una precisa idea di intimità – si aprono su terrazze immerse nel profumo dei pini o su scorci di mare che sembrano dipinti. E – dettaglio non trascurabile – mettono a disposizione ogni tipo di amenities. Ma è nell’offerta gastronomica che il resort – il quarto del gruppo – raggiunge una delle sue espressioni più alte. Al ristorante La Vague d’Or, tre stelle Michelin, Arnaud Donckele costruisce una cucina che è insieme memoria e paesaggio. Per lo chef, nato a Rouen ma ormai figlio adottivo del Sud della Francia, ogni piatto nasce come una musica nella testa, un ricordo che attende solo di essere svelato. «Penso con il cuore», racconta. «La tecnica è importante, ma prima viene sempre il piacere del cliente».

Le Bar, dal décor ispirato al mare, è uno dei tre outlet gastronomici del resort

Se a Parigi, nel suo ristorante Plénitude, Donckele indossa il grembiule da “profumiere” per creare salse complesse che guidano il piatto, a Saint-Tropez la sua scrittura diventa più romantica e istintiva. Qui, la Provenza è la protagonista assoluta, tra branzini, pomodori maturati al sole ed erbe aromatiche. Accanto all’eccellenza de La Vague d’Or, la proposta si fa più rilassata a La Terrasse (una stella Michelin), con una cucina moderna e apparentemente semplice ideale per un pranzo pieds dans l’eau, all’ombra dei pini. Mentre Le Bar – terzo outlet dell’hotel – invita a pause leggere, quasi cinematografiche, tra un bagno e un tramonto accompagnato da un perfetto Martini con la cartolina nitida di Saint-Tropez sullo sfondo.

La Spa Cheval Blanc by Guerlain

Oltrepassata la scalinata in vetro, il viaggio sensoriale può proseguire nella Spa Cheval Blanc by Guerlain. È un’oasi di pietra dorata e legni chiari, dove il tempo sembra sospeso e i trattamenti sono stati ideati ad hoc. All’esterno, la spiaggia privata, con i suoi lettini distanziati e il pontile proteso verso il mare, restituisce un’idea di Riviera ormai rara. E la piscina a sfioro, mantenuta alla temperatura costante di 30°C, prolunga il piacere dell’acqua in un’atmosfera quasi domestica. Il servizio, che qui viene definito “Arte del Ricevere”, è una coreografia invisibile di presenze attente, mai invasive, capaci di accontentare ogni desiderio. Gli “Alchimisti” della Maison costruiscono itinerari su misura che possono condurre tra le onde del Mediterraneo o lungo i sentieri dell’entroterra, sempre con la stessa cura. A Cheval Blanc St-Tropez il lusso non è mai ostentazione, ma un’accoglienza décontracté e sartoriale, capace di trasformare un soggiorno in un ricordo indelebile.

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