Il Cammino dei Cappuccini apre alle bici: 404 chilometri nelle Marche, ora anche in versione cicloturistica

Il Cammino dei Cappuccini apre alle bici: 404 chilometri nelle Marche, ora anche in versione cicloturistica

Nell’anno dell’ottavo centenario di San Francesco d'Assisi, l’itinerario gestito dai frati si rinnova con un tracciato dedicato alle due ruote tra borghi e natura.

Il 2026 segna un anniversario importante: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Un momento che, oltre al valore spirituale, diventa occasione per rinnovare e reinterpretare alcune delle esperienze più autentiche del turismo lento in Italia.

Tra queste c’è il Cammino dei Cappuccini, un itinerario unico nel suo genere perché direttamente curato da un Ordine religioso. Proprio in questo anno simbolico, il percorso marchigiano sceglie di aprirsi a una nuova modalità di viaggio: nasce infatti la versione bike, pensata per chi desidera vivere l’Appennino su due ruote senza rinunciare alla profondità dell’esperienza. Non si tratta di un semplice adattamento del tracciato pedonale. Il percorso ciclabile è stato progettato da zero, con varianti studiate per garantire sicurezza e fluidità: meno tratti tecnici, più spazio a strade secondarie, sterrati e percorsi a basso traffico. Il risultato è un itinerario che conserva intatto il suo valore paesaggistico e culturale, ma cambia ritmo, offrendo una nuova prospettiva di viaggio.

Il cammino si sviluppa per 404 chilometri lungo la dorsale appenninica delle Marche, partendo da Santuario del Beato Benedetto e arrivando al Santuario di San Serafino. Lungo il tragitto si incontrano luoghi iconici e spesso poco battuti dal turismo di massa: dalla suggestiva Gola del Furlo ai borghi di Cagli e Frontone, passando per l’eremo di Fonte Avellana, fino alle colline di Cupramontana, cuore del Verdicchio.

Il percorso attraversa poi Camerino, città simbolo per la storia dei Cappuccini, e prosegue tra i paesaggi spettacolari dei Monti Sibillini, toccando località come Sarnano, fino a raggiungere il sud della regione. In totale, dieci tappe – modulabili – con percorrenze giornaliere tra i 30 e i 50 chilometri e un dislivello complessivo che supera i 12.000 metri. Ciò che rende questo cammino speciale è la varietà continua del paesaggio: boschi, crinali, colline coltivate e piccoli centri che custodiscono un’identità ancora autentica. È un itinerario lontano dai grandi flussi, dove il viaggio mantiene una dimensione raccolta e personale, difficile da ritrovare nelle rotte più battute del cicloturismo europeo.

Dal punto di vista fisico, il percorso richiede un buon livello di preparazione. Proprio per questo, l’e-bike diventa un alleato prezioso: non solo facilita le salite più impegnative, ma rende il cammino accessibile a un pubblico più ampio, inclusi viaggiatori meno allenati o gruppi con diversi livelli di esperienza. Un altro elemento distintivo è l’assenza di segnaletica fisica dedicata al percorso bike. L’orientamento avviene tramite tracce GPX scaricabili gratuitamente, lasciando al viaggiatore un ruolo attivo nell’esperienza. Una scelta controcorrente che valorizza il senso di scoperta e preserva l’autenticità del cammino.

Per chi preferisce un supporto organizzato, esistono anche proposte guidate: tour in e-bike di più giorni permettono di affrontare alcune tappe con accompagnamento, logistica inclusa e soste nei luoghi più significativi, tra conventi cappuccini e borghi dell’entroterra marchigiano. Il risultato è un itinerario che unisce spiritualità, natura e avventura, offrendo un modo nuovo – e profondamente contemporaneo – di attraversare uno dei territori più autentici d’Italia.

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