La puntualità dei treni europei mostra segnali di difficoltà. Nel 2025 quasi un convoglio su cinque è arrivato a destinazione in ritardo. È quanto emerge da un report pubblicato dalla società belga Chuuchuu, che ha analizzato oltre 17,3 milioni di arrivi ferroviari in sette Paesi europei: Belgio, Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Svizzera e Italia.
Secondo lo studio, la puntualità media si è fermata all’80,9%, il che significa che circa il 19,1% dei treni ha superato l’orario previsto. Le criticità variano sensibilmente a seconda delle tratte e delle stazioni, ma uno dei momenti più delicati per la circolazione ferroviaria è il tardo pomeriggio: a partire dalle 17:00 i ritardi tendono ad aumentare.
Un altro nodo riguarda i collegamenti notturni. Durante la notte, infatti, i treni passeggeri devono condividere i binari con i convogli merci, che spesso hanno la priorità nella circolazione, con ripercussioni sugli orari di arrivo.
Le tratte con più ritardi in Europa
Tra i collegamenti ferroviari analizzati, il primato della tratta più lenta spetta al treno notturno EN 345 tra Stoccolma e Berlino, che nel 2025 ha accumulato 81,1 minuti di ritardo medio. Subito dopo si colloca il Nightjet NJ 420 Innsbruck–Amsterdam, con 80,8 minuti di ritardo, mentre il terzo posto spetta al Nightjet Vienna–Amsterdam, con 79,1 minuti oltre l’orario previsto.
La classifica della puntualità nei Paesi europei
Nel confronto tra i sistemi ferroviari nazionali emerge una forte differenza di performance. La Svizzera si conferma il Paese più affidabile, con una puntualità del 97,8% dei convogli. Al secondo posto si collocano i Paesi Bassi con il 93,9% di treni in orario, seguiti dal Belgio con l’88,6%. Più indietro Austria (82%) e Francia (79%).
L’Italia si posiziona al sesto posto con una puntualità del 62%, mentre la Germania chiude la classifica con il 58,5%. La rete ferroviaria tedesca è anche quella che ha accumulato il maggior numero di ritardi complessivi nel periodo analizzato: quasi 67 anni sommando il tempo perso da tutti i convogli.
La situazione in Italia
Nel caso italiano, il report ha preso in considerazione i treni Alta Velocità, Intercity e a lunga percorrenza che nel periodo osservato (dicembre 2024 – novembre 2025) hanno effettuato almeno una corsa a settimana. Tra le tratte con i maggiori ritardi spicca l’Intercity 795 Torino Porta Nuova–Reggio Calabria Centrale, con una media di 55,5 minuti di ritardo e un tasso di puntualità del 61,4%.
Difficoltà anche sulla lunga distanza tra Milano Centrale e Siracusa: l’Intercity 1963 ha registrato nel 2025 51,5 minuti di ritardo medio, mentre la tratta inversa, l’Intercity 1962 Siracusa–Milano, ha accumulato circa 51 minuti di ritardo.
Le stazioni con più ritardi
Lo studio ha analizzato anche le performance delle singole stazioni. In Italia il primato dei ritardi spetta alla stazione di Ascea, in provincia di Salerno, con un’attesa media di 15,9 minuti. Situazioni simili si registrano anche a Pisciotta-Palinuro, sempre in Campania, dove il ritardo medio sfiora il quarto d’ora, e a Orbetello-Monte Argentario (Grosseto), con oltre 13 minuti di attesa media. All’opposto, la stazione di Paestum, sulla linea Battipaglia–Reggio Calabria, si distingue per affidabilità con una puntualità del 98,5%.
I giorni migliori e peggiori per viaggiare
Il report individua anche le giornate più critiche per il traffico ferroviario. Il 1° luglio 2025 è stato il giorno con il maggior numero di ritardi: solo il 64,6% dei treni è arrivato puntuale, complice un’ondata di caldo eccezionale che ha portato le temperature fino a 40 gradi in diverse aree dell’Europa continentale.
Al contrario, il giorno di Natale 2024 ha registrato risultati migliori della media: con meno traffico sui binari, la puntualità ha raggiunto l’87,8%, con appena 5,2 minuti di ritardo medio.
I dati, sottolinea il report di Chuuchuu, evidenziano come la gestione del traffico ferroviario europeo resti una sfida complessa, soprattutto nelle ore di punta e sulle tratte più lunghe. Per milioni di viaggiatori, la puntualità dei treni continua così a rappresentare uno dei principali indicatori della qualità del servizio.
