In Val Badia ha aperto un hotel-castello che racconta mille anni di storia

In Val Badia ha aperto un hotel-castello che racconta mille anni di storia

Una dimora dell’XI secolo nel cuore delle Dolomiti, tra corridoi sotterranei, affreschi, volte romaniche e mura di pietra, custodisce ancora la forza dei secoli.
Castel Badia
Castel Badia

Il mantello di lana grigia le copriva il corpo dalla testa ai piedi. Sotto il cappuccio si scorgevano solo le punte dei lunghi capelli biondi e un colletto ecclesiastico di cotone bianco come la neve. «Benvenuta a Castel Badia», mi ha sorriso la receptionist, scoprendo il volto. Arrivata al castello, l’impressione è stata quella di trovarmi improvvisamente in un’altra epoca, catapultata in una fiaba di Andersen. Il salotto adibito al check-in si apriva sul paesaggio innevato della Val Badia in una trama di tonalità alpine, legni naturali e velluti pregiati a contrasto. Malghe, masi, foreste e laghi incontaminati incorniciavano un mosaico culturale e geografico dallo struggente fascino storico, senza eguali sul territorio: una fortezza dell’XI secolo appollaiata su una collina ai piedi delle Dolomiti, cinta da torri, diciassette giardini e una cripta antica mille anni.

Da fortezza del giudizio a monastero benedettino

La storia di Castel Badia risale all’anno Mille, quando il conte Otwin von Lurngau commissionò una “fortezza del giudizio”, successivamente convertita da suo figlio Volkhold nel primo monastero benedettino del Tirolo, dove per secoli soggiornarono le badesse. Per oltre settecento anni la struttura rimase un centro di spiritualità, fino alla dissoluzione del monastero nel 1785, per poi rinascere come ospedale militare e rifugio. A metà Novecento una famiglia locale, riconoscendone il valore, acquistò ciò che restava del complesso e avviò un lungo restauro che restituì il castello al cuore della Val Pusteria. Una nuova alba è arrivata nel dicembre 2025, quando Castel Badia ha riaperto come hotel cinque stelle, membro della collezione The Leading Hotels of the World.

Castel Badia
Castel Badia, a poca distanza da Brunico

Un progetto nato dalla collaborazione tra l’albergatore pugliese Aldo Melpignano — proprietario e direttore di Borgo Egnazia —, il Gruppo Kronplatz e le famiglie Gasser e Knötig. Gli spazi sono stati restaurati con rigore archeologico, riportando alla luce pietre, volte romaniche e affreschi in un equilibrio tra memoria ed estetica alpina contemporanea. Ai margini dei giardini affiorano i resti della Cappella di San Gottardo del XII secolo, mentre sulla sommità della collina si trova la Cappella di San Vigilio, probabilmente il nucleo più antico della fortezza. La chiesa e la cripta conservano absidi e navate in pietra, e frammenti di superfici affrescate che riportano alle origini del castello.

Le camere: rifugi di pace in legno e pietra ancestrale

Castel Badia
Una delle affascinanti camere della struttura

«La camera numero 5 dove alloggi è la mia preferita; la prima in cui ho dormito prima ancora che Castel Badia aprisse agli ospiti lo scorso dicembre», mi ha raccontato Shasa Battaglia, general manager. Un’ampia suite inondata di luce naturale, costruita attorno ai toni caldi del rosso, dell’arancio e del legno delle travi a vista. Le 28 camere e il lussuoso chalet — un rifugio di tre piani immerso nel verde, con terrazza panoramica affacciata sulle montagne e sul borgo — si aprono sulla valle, sul cortile interno o sul vicino villaggio. Materiali naturali come cirmolo e pietra nera dialogano con arredi contemporanei, mentre dettagli architettonici e rifiniture richiamano le stratificazioni storiche dell’edificio. Le stanze più esclusive sono impreziosite da vasche scenografiche, saune private e hammam.

Cenare in un’autentica stube di montagna

La quintessenza dello stile alpino si ritrova a tavola. Al piano terra del castello, il ristorante Stube Badia si sviluppa attraverso una sequenza di sale suggestive: stufe in maiolica, soffitti a cassettoni intagliati, sezioni di gesso riportate alla loro forma originaria. La cucina è affidata al giovane e intraprendente Alberto Toè, già direttore creativo del ristorante Horto di Norbert Niederkofler a Milano. In Alto Adige, il cuoco unisce un profondo rispetto per il territorio a un approccio etico e contemporaneo alla gastronomia: piatti intensi ma leggibili, costruiti su pochi elementi essenziali.

Castel Badia
La sala della Stube

Per ora la proposta è quella di un bistrot alpino, ma è già in cantiere un progetto di alta ristorazione: un ristorante gastronomico con chef table che renderà omaggio alle radici primordiali del cibo, reinterpretando l’identità della montagna attraverso brodi e fermentazioni, affumicature e ingredienti selvatici. Ho assaggiato in anteprima una pancia di ricciola con fondo vegetale e soia: un piatto denso di gusto, senza orpelli. Anche la colazione, servita alla carta, porta la firma di Toè: salumi e formaggi locali, torte della casa diverse ogni giorno, biscotti al burro e cannella, ricotta montata, uova al tegamino, pancake di grano saraceno da tuffare nel miele. E poi mele croccanti e profumate, sempre a disposizione degli ospiti in ogni ambiente dell’albergo, dalla hall alla spa sotterranea, dove le antiche celle monastiche sono state trasformate in sale per i trattamenti.

Spa nella roccia e avventure in quota

Incastonata nella pietra, la spa conserva l’eredità monastica della fitoterapia e le virtù curative dell’ambiente alpino. Il massaggio all’olio di lavanda è un omaggio a queste tradizioni e riflette un approccio etico e sostenibile alla cura del corpo e della mente. L’acqua accompagna il percorso benessere attraverso saune, hammam, bagno turco e una piscina interna riscaldata. Nei giardini, vasche esterne guardano le Dolomiti.

Castel Badia
La piscina interna della spa

Non solo relax: da Castel Badia si raggiungono facilmente laghi alpini dalle acque turchesi come Braies e Anterselva, antichi borghi che conservano mestieri tradizionali, foreste e vette che raccontano secoli di vita in armonia con gli ecosistemi. In inverno, Plan de Corones — a soli cinque minuti d’auto — offre 120 chilometri di piste e un collegamento diretto al comprensorio Dolomiti Superski. Sci di fondo, ciaspolate, slittino, biathlon e pattinaggio completano l’offerta stagionale. In estate, le stesse piste diventano sentieri panoramici per escursioni a piedi, in bicicletta e in mountain bike. Gli ospiti hanno inoltre accesso gratuito al Golf Club Pustertal, ai piedi di Plan de Corones, con campi da 9 e 18 buche in mezzo alla natura.

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