Il Labirinto Borges, situato sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, ha riaperto al pubblico dopo un intervento di restauro conservativo. Dal 10 luglio è possibile visitare nuovamente questo giardino composto da 3.200 piante di bosso, progettato dall’architetto britannico Randoll Coate in omaggio allo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Nato nel 1899 a Buenos Aires, è stato tra i più importanti scrittori del Novecento. Dopo gli studi a Ginevra durante la Prima Guerra Mondiale, si spostò in Spagna per partecipare alla nascita del movimento poetico ultraista. Ma perché questo labirinto è stato dedicato proprio al grande letterato e intellettuale argentino? L’architetto era profondamente legato a Borges e condivideva con lui il fascino per il tema del labirinto: la perfetta allegoria della complessità del mondo.
Alla scoperta del Labirinto Borges
Il labirinto si trova negli spazi verdi della Fondazione Giorgio Cini e si sviluppa per oltre un chilometro di sentieri. Ideato negli anni Ottanta, è stato inaugurato nel 2011 in occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Borges, avvenuta a Ginevra nel 1986.
Il disegno del giardino contiene riferimenti all’opera e alla vita dell’artista: una clessidra, un punto interrogativo, una tigre, il nome Jorge Luis e le iniziali della vedova María Kodama, che ha sostenuto la realizzazione del progetto insieme alla Fondazione Cini. L’ispirazione principale è il racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano, in cui l’autore immagina un romanzo-labirinto in cui ogni scelta apre a infinite possibilità. Il giardino oggi conta un’area di 2.300 metri quadrati in cui 3.250 piante di bosso alte 75 centimetri guidano un percorso lungo poco più di un chilometro, chiuso sul lato nord-ovest ed est dai cipressi, come svettante colonnato vegetale.
L’intervento di restauro, sostenuto da PwC Italia, ha riguardato l’uniformazione delle siepi secondo il disegno originale. La visita dura circa trenta minuti, costa 15 euro e include un’audioguida con colonna sonora composta da Antonio Fresa ed eseguita dall’Orchestra del Teatro La Fenice. Fino al 30 settembre non sarà disponibile la visuale panoramica dall’alto.