Milano cambia look: fino al 26 aprile la città diventa un laboratorio creativo diffuso, dove il design invade strade, palazzi, cortili e distretti storici. Il Salone del Mobile e il FuoriSalone trasformano i quartieri in un ecosistema di installazioni, mostre e progetti speciali attorno al tema “Essere Progetto”, un invito a considerare il design come processo in movimento, capace di mettere in relazione materiali, persone e ambienti, unendo rigore tecnico e fantasia, scienza e arte, realtà e immaginario.
Il ritorno del genio
«Un giorno ho iniziato a disegnare tessuti: è stata la fine della mia carriera da pittore», disse Ken Scott, colui che ha rivoluzionato il mondo della moda e dell’interior design del secolo scorso. Pittore, giardiniere, arredatore, cuoco, performer, fashion designer: un artista totale, poliedrico e libero, affamato di colore e capace di attraversare mondi diversi con un linguaggio immediatamente riconoscibile.
Nato in Indiana nel 1918, formatosi tra New York e l’Europa, approda a Milano nel 1955 e da qui sconvolge il gusto dell’epoca: fiori oversize, cromie accese, geometrie pop, un’energia visiva che anticipa il prêt-à-porter e il concetto di total look, includendo arredi e oggettistica quando ancora nessuno lo faceva.
Il suo stile – limpido e innocente, quasi infantile nel senso più puro – richiama Boetti e Warhol, ma resta inconfondibile: un’estetica gioiosa disciplinata dal rigore tecnico. «Il fenomeno prodigioso dei due emisferi», come diceva lui, riferendosi alla parte sinistra e destra del cervello: la prima più razionale e analitica, l’altra olistica e “spaziale”, originale e creativa. Questo patrimonio, oggi custodito dalla Fondazione Ken Scott e dall’archivio Mantero a Como, torna protagonista durante la Milano Design Week 2026.
La prima Ken Scott Suite nel cuore di Milano

Speronari Suites — lussuoso complesso di 22 suites a pochi passi da piazza Duomo — e l’azienda tessile Mantero presentano l’iconica Ken Scott Suite, un progetto che unisce l’universo dell’artista al mondo dell’ospitalità contemporanea. Un piccolo museo a cielo aperto articolato in due ambienti, progettato dall’architetto Francesca Attolini dello studio Xtra, che ha tradotto disegni originali, varianti colore e pattern emblematici in un racconto tridimensionale evocativo, immersivo e fluido. La carta da parati “Domino”, geometrica e trompe-l’œil, apre lo sguardo e introduce il ritmo visivo della Suite. Sul pianerottolo, una seduta su disegno Xtra rivestita con un motivo a righe dell’archivio Scott dialoga con il tappeto “Vanità”, un narciso scontornato di Carpet Edition.
All’interno, anche il colore diventa progetto. L’ingresso, incorniciato ancora da “Domino”, conduce a una stanza dove la testata del letto è un giardino in fiore: la stampa “Sanseverina”, nei toni dell’arancio, del rosso e del giallo, viene accesa dal contrasto con le pareti verde scuro. Accanto al letto, due comodini rivestiti in vetroresina con tessuti stampati aggiungono un dettaglio scultoreo. Nel salottino, le poltroncine rivestite con il motivo “Caterina” danno l’illusione di un drappeggio nei toni del bianco e del marrone; il tavolino Tom Dixon introduce un elemento metallico, mentre i tappeti “Ipomea” e “Castelbarco” alternano trame floreali e geometrie solari.
Quattro pouf riprendono il disegno grafico, creando un’isola cromatica che sembra uscita da un quadro dell’artista. Tutti i tessuti – riprodotti da Mantero su raso di cotone o superfici decorative – risaltano grazie alla luce naturale della Suite. Le cromie dialogano, si rincorrono e si amplificano. «È lo spettacolo continuato. La sfilata delle meraviglie», scriveva Ken Scott.
Un nuovo modo di abitare il design

«Il dialogo tra la linearità del design contemporaneo di Speronari e l’esuberanza delle stampe è sorprendente», racconta Lucia Mantero, responsabile sviluppo prodotto Mantero. «Questa Suite rappresenta la nostra visione di ospitalità: un luogo dove design, creatività e cultura si incontrano», aggiunge Paolo Catoni, co-fondatore di Speronari Suites.
La Suite, inaugurata durante la Design Week, resterà parte permanente dell’hotel. Una dichiarazione di contemporaneità che riporta l’attenzione sulla materia e sul colore, trasformando un archivio storico in esperienza e ricordando che il design non è un oggetto, ma un processo creativo in divenire. Potenza in atto. Per gli ospiti di Speronari Suites è prevista anche un’esperienza esclusiva e solitamente non accessibile: una visita guidata alla Fondazione Ken Scott di Como, custode di un archivio unico al mondo. Un’occasione per lasciarsi attraversare dal colore in uno spazio brulicante di «acrobatiche idee».
