Cinque errori che ogni turista commette negli Stati Uniti

Cinque errori che ogni turista commette negli Stati Uniti

Alcuni consigli utili per evitare di commettere passi falsi durante il viaggio.
New Jersey
Beach Avenue, Cape May, New Jersey. Foto di Jon Bilous/Shutterstock

Non esiste un modo “giusto” per visitare gli Stati Uniti. È un Paese diversissimo, composto da 50 Stati, un distretto federale e diversi territori autonomi e, ogni angolo, offre esperienze uniche e motivi diversi per essere visitato. Un’avventura on the road tra le montagne del North Carolina è tanto valida quanto un grande tour della California o una rilassante vacanza sulle spiagge del South Carolina. Esistono però approcci poco efficaci per affrontare un viaggio: abbiamo chiesto a tre guide locali quali siano le pratiche più comuni che i turisti tendono a seguire. Pur con risposte differenti, il messaggio di fondo è stato lo stesso: gli Stati Uniti sono tutt’altro che uniformi.

«Un’idea sbagliata che spesso hanno i visitatori internazionali è che persone e luoghi negli Stati Uniti siano piuttosto simili tra loro», afferma Todd Geist, ex travel director di Trafalgar. «Ma già dopo poco tempo, spostandosi tra diverse destinazioni, si rendono conto di quanto l’esperienza ‘americana’ possa cambiare da regione a regione. Paesaggi, accenti, cibo, musica, storia e persino il ritmo della vita possono essere completamente diversi a seconda di dove ci si trova». Pertanto, la prossima volta che ti prepari per un tour negli Stati Uniti, assicurati di portare con te curiosità e voglia di esplorare, e cerca di evitare gli errori che ti elenchiamo.

Visitare solo le coste

«Un errore comune tra i visitatori è quello di concentrarsi esclusivamente sulle coste degli Stati Uniti, in particolare su New York e California», afferma Sylvie Sadarnac, guida di ToursByLocals con base a Chicago. «Gli Stati Uniti sono un Paese vastissimo e i Grandi Laghi, insieme agli stati interni, ospitano una miriade di meraviglie naturali e culturali». Anche se potresti desiderare di ammirare un tramonto sulla West Coast o scattare una foto del Brooklyn Bridge, vale la pena aggiungere qualche giorno in una città o nell’entroterra. Il Midwest offre incredibili itinerari on the road; il Montana è ricco di bellezze naturali e il South Dakota si anima in primavera con vivaci fioriture selvatiche.

Non chiedere consigli a un locale

Una delle parti più entusiasmanti del viaggio è la pianificazione: scegliere l’hotel, decidere cosa mangiare, prenotare le esperienze che hai sempre sognato. Ma se non cerchi aiuto oltre lo schermo, rischi di perderti diverse cose. Secondo Jordan Friedman, guida di ToursByLocals con base a New York, molti turisti si affidano eccessivamente alle liste online dei ‘top 10’, a guide datate e a grandi tour di gruppo. «Così facendo, spiega, vedono solo i ‘grandi classici’ di una destinazione, che spesso sono affollati e privi della vera autenticità locale che molti viaggiatori cercano».

Sebbene sia assolutamente da non perdere una passeggiata al National Mall e una visita a Capitol Hill durante un viaggio a Washington, D.C., due tappe che compaiono quasi sempre nelle liste dei must-see, vale la pena fare anche un po’ di ricerca offline. «Rivolgiti a persone che conoscono luoghi speciali e meno turistici della zona», afferma Friedman. «Possono essere parenti, amici di amici, colleghi o guide locali che vivono, lavorano e trascorrono il loro tempo in queste destinazioni». Con il loro aiuto, puoi arricchire il tuo itinerario con quartieri meno rinomati (ma altrettanto interessanti), ristoranti e piccole attività nascoste. «Sono proprio questi momenti a offrire spesso ai visitatori una percezione più autentica della vita quotidiana americana», conclude Geist.

Non rendersi conto della reale vastità degli Stati Uniti

Sadarnac offre un consiglio ai viaggiatori, in particolare agli europei abituati a spostarsi da un Paese all’altro in poche ore: non sottovalutare le dimensioni degli Stati Uniti. «I turisti devono rendersi conto di quanto sia vasto questo Paese e organizzarsi di conseguenza», spiega. Gli Stati Uniti continentali coprono circa 8,08 milioni di chilometri quadrati: per fare un confronto, il Regno Unito supera di poco 243.500 chilometri quadrati.

«Che si viaggi in auto o in aereo, servono tempo ed energie per coprire le distanze e visitare più località tra una regione e l’altra. Alcuni dei nostri Stati più grandi potrebbero essere una vacanza a sé stante», afferma Geist. Ci sono due modi semplici per affrontare questa sfida: prendersi tutto il tempo necessario per viaggiare (da alcune settimane fino a diversi mesi) oppure, se non è possibile prolungare il soggiorno, affidarsi a una guida. «Scegliere un tour organizzato può aiutare a pianificare meglio ogni singolo momento, sia per approfondire una singola destinazione sia per costruire un itinerario che colleghi diversi punti salienti», aggiunge Geist.

Non fermarsi agli stereotipi

«I visitatori internazionali devono mettere in discussione gli stereotipi, a partire da ciò che mangiamo», afferma Sadarnac. «Il fast food può essere iconico nella cultura popolare, ma è ben lontano dall’essere l’unica realtà. Per esempio, a Chicago abbiamo 7.300 ristoranti autorizzati che rappresentano quasi tutte le culture. E vantiamo l’unico ristorante filippino negli Stati Uniti con due stelle Michelin».

Cosa significa questo per chi viaggia? Vuol dire partire con una mente aperta e capire che ciò che si è letto o visto su un luogo non racconta quasi mai la vera storia. L’intera Jersey Shore, ad esempio, non assomiglia all’immagine resa celebre dal programma Mtv lanciato nel 2009: Cape May è una destinazione affascinante e rilassata, con storiche locande e monumenti, mentre Spring Lake offre una splendida passeggiata in legno, eleganti case fronte mare e alcuni dei migliori scones della East Coast.

Visitare solo grandi città o destinazioni turistiche

Quando si viaggia negli Stati Uniti, molti turisti internazionali tendono a seguire un approccio “a lista”: vogliono vedere i Rocky Steps al Philadelphia Museum of Art, Central Park a New York e la scritta Hollywood sulle colline di Los Angeles. Questo modo di viaggiare rischia però di limitare l’esperienza complessiva, poiché i turisti potrebbero trascurare altre meraviglie e aspetti culturali meno conosciuti ma altrettanto affascinanti. «Le città statunitensi sono ricche di storia, cultura e gastronomia e, appena fuori da centri come Philadelphia, New York e Los Angeles, si trovano case progettate da architetti leggendari, siti che hanno cambiato il corso della storia americana, splendidi parchi, oltre a ristoranti di livello mondiale, molti dei quali sorprendentemente accessibili in treno o con brevi tragitti in auto», afferma Friedman.

Sadarnac esprime un punto di vista simile: «Le nostre montagne e i parchi nazionali sono ovviamente spettacolari, ma i visitatori dovrebbero ritagliarsi del tempo anche per scoprire località meno turistiche e incontrare chi ci vive». Visitare Philadelphia è certamente d’obbligo, ma vale la pena noleggiare un’auto e raggiungere New Hope, in Pennsylvania, per un weekend ricco di storia. Oppure partire da New York e dirigersi verso nord per una pausa rilassante a Woodstock.

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