Se fare vino è un’arte, sempre di più i linguaggi creativi incontrano il mondo della viticoltura condividendo codici e spazi, e dando vita a collaborazioni feconde. Non si tratta solo di etichette d’autore o cantine progettate da archistar – in entrambi i casi, gli esempi felici abbondano – ma di aprire gli spazi deputati alla creazione del vino a espressioni artistiche, tra collezioni permanenti e residenze d’artista, eventi e iniziative di mecenatismo. Così, filari e bottaie diventano le quinte per installazioni e opere site–specific, e il mondo del vino contribuisce a “ridisegnare il terreno culturale italiano promuovendo un turismo consapevole, dove la relazione tra persone, paesaggio e opere diventa parte integrante dell’esperienza”: lo racconta la piattaforma MetodoContemporaneo, il primo osservatorio permanente italiano dedicato al dialogo tra arti visive e territori del vino, frutto della ricerca promossa dall’Università degli Studi di Verona con BAM! Strategie Culturali. Ne esce fuori una mappa dinamica dei casi più significativi (oltre 60 in tutta Italia, con prevalenza al Nord) che investono nella relazione tra arte e vino, con iniziative virtuali e fisiche per invitare alla fruizione di questa sorta di museo diffuso e “agricolo” (magari accompagnata da un buon calice). Noi, intanto, vi diamo cinque spunti per iniziare a unire vino e arte.
Ca’ del Bosco – Franciacorta

A Erbusco, cuore vinicolo della Franciacorta, nella cantina guidata da Maurizio Zanella, il rapporto tra arte e vino si basa sul comune coinvolgimento di più sensi, che si tratti di vista, gusto, olfatto. Nasce così, fin dagli anni Ottanta, una raccolta di opere site–specific che esprimono valori o concetti legati al ciclo dell’uva e alla natura e si integrano armoniosamente con il luogo che le accoglie. Dal monumentale Cancello Solare di Arnaldo Pomodoro che, dal 1987, segna l’ingresso alle vigne, a Il Dioniso di Bruno Chersicla (1985, nella foto), fino al recente Handandland (2024) di Irene Coppola: una luminosa traccia poetica in neon soffiato che riprende le forme serpeggianti dei viticci, installata lungo il corridoio del porticato che conduce all’area di produzione della cantina, collegando terra e lavoro umano.
Ceretto – Langhe

La bellezza del territorio langarolo, Patrimonio Unesco, si arricchisce di forme e colori immaginati da artisti di rilievo internazionale grazie alla famiglia Ceretto, che ha disseminato opere realizzate ad hoc tra le diverse tenute aziendali: dalla celebre Cappella del Barolo, di Sol Lewitt e David Tremlett (1999, tornerà visitabile nell’autunno 2026 dopo lavori di restauro) che spicca con i suoi toni accesi nel Vigneto Brunate a La Morra, a Ovunque proteggimi di Valerio Berruti (2012, nella foto), che accoglie i visitatori alla Cantina Bricco Rocche di Castiglione Falletto inquadrando le vigne nelle sagome di acciaio di due figure unite in un abbraccio. Le collaborazioni con artisti come Marina Abramovic e Anselm Kiefer hanno “contaminato” anche i piatti dello chef Enrico Crippa al ristorante Piazza Duomo di Alba.
Zaccagnini – Majella

Fondata nel 1978 da Marcello Zaccagnini a Bolognano, borgo dell’entroterra pescarese alle porte del Parco Nazionale della Majella, la cantina abruzzese è stata tra le prime in Italia a sancire il legame tra arte, vino e natura. Qui, a poca distanza dalla sua Piantagione Paradise (progetto artistico a salvaguardia della biodiversità con 7mila alberi di specie in via di estinzione), nel 1984 il rivoluzionario artista tedesco Joseph Beuys tenne la sua celebre Discussione Difesa della Natura. Da allora, la stretta relazione tra vino, terra ed espressione artistica permea le attività della cantina, i cui diversi ambienti accolgono le opere di artisti contemporanei tra cui, oltre a Beuys, Mimmo Paladino, Pietro Cascella (autore de La Colomba Spaziale, nella foto), David Bade e Simone Zaccagnini.
Castello di Ama – Chianti Classico

Dal recupero di una tenuta abbandonata a Gaiole in Chianti, all’attenzione ai cru e a varietà non canoniche, fin dalla sua nascita nel 1976 Castello di Ama si è distinta per l’approccio innovativo e incentrato sulla valorizzazione di territorio e bellezza. Dalla visione comune tra Lorenza Sebasti, figlia di uno dei soci fondatori e oggi ceo, e l’enologo Marco Pallanti sono nati non solo grandi vini ma anche un progetto che unisce in maniera profonda enologia e arte contemporanea. Grandi artisti internazionali – tra cui Louise Bourgeois, Michelangelo Pistoletto, Anish Kapoor, Jenny Holzer – vengono invitati a creare un’opera lasciandosi ispirare dall’ambiente. Come in Revolution/Love (2003, nella foto) di Kendell Geers, che celebra la forza rivoluzionaria dell’amore. Anche quello per il vino.
Duca di Salaparuta – Costa d’Oro

Da tempo attenta agli ambiti della cultura – anche attraverso il supporto ad appuntamenti incentrati su cinema e arte –, in occasione dei suoi 200 anni l’azienda siciliana fondata nel 1824 da Giuseppe Alliata, Principe di Villafranca e Duca di Salaparuta, ha avviato un più organico progetto eno–culturale riassunto dal docu–film La Teoria dei Contrasti, che racconta lo “spirito” isolano anche attraverso personaggi come Guttuso, Scianna e Tornatore. Dall’estate 2025, le Cantine di Casteldaccia (a poca distanza da Palermo e da Bagheria) ospitano l’opera Poliedrica dell’artista Arrigo Musti: trittico di grande impatto visivo, è dedicato alla figura di Topazia Alliata, pioniera della cultura artistica in Italia, e invita a una riflessione su arte, mito e territorio richiamando le figure di Baccante, Demetra e Artemide.
