In crociera lungo il Mediterraneo sulla Explora I, per scoprire cosa vuol dire il lusso a bordo 

In crociera lungo il Mediterraneo sulla Explora I, per scoprire cosa vuol dire il lusso a bordo 

Cucina gourmet, attività per tutti i gusti e un’inattesa attenzione a cultura e inclusività: e il navigar m'è dolce.

La prima e finora unica volta che mi ero imbarcata su una nave da crociera avevo 3 anni: i miei genitori avevano deciso di portare con loro me e mia sorella in una breve perlustrazione tra Ionio ed Egeo, piuttosto temerariamente considerato che a quei tempi non era per nulla scontato che i bambini viaggiassero, tanto meno a bordo di una nave. Molte cose sono cambiate da allora nel modo in cui si viaggia. E decisamente molte cose sono cambiate nel mondo delle crociere, uno dei settori turistici in maggior espansione che oggi conta circa 38 milioni di passeggeri all’anno, un abbassamento dell’età media e la costante crescita quantitativa e qualitativa del comparto lusso.

Eppure, non era un caso che in quasi cinquant’anni da quella prima esperienza non mi fosse mai più capitato di fare una crociera: nonostante fossi cresciuta accompagnata dalle melense storie d’amore di Love Boat – serie televisiva ambientata su una nave da crociera andata in onda tra gli anni Ottanta e Novanta –, una volta adulta e diventata una viaggiatrice guidata da indipendenza e curiosità, avevo sviluppato una ferma ritrosia verso l’idea di ritrovarmi confinata su una nave, per quanto grande, in compagnia di passeggeri con esigenze e desideri molto diversi dai miei, immaginando buffet scadenti e pompose cene di gala, tornei di burraco o backgammon e tristi piano bar.

Insomma, una specie di villaggio vacanze che scarica di tanto in tanto su terra i suoi occupanti, e in mare i suoi residui. Quando ho ricevuto l’invito a imbarcarmi sulla Explora Icapostipite della flotta di Explora Journeys, compagnia di crociere di lusso di proprietà di MSC Group, varata nel 2023 e seguita dalla Explora II e dalla nuovissima Explora III, mentre altre tre imbarcazioni sono in arrivo entro il 2028 – avevo dunque molti dubbi. Ma anche qualche curiosità: il lusso a bordo può competere con gli standard della terraferma?

La piscina dell’Atol Pool & Bar sul ponte 10

Una crociera può essere sostenibile? Chi sceglie, oggi, di fare questo tipo di viaggio? Alla fine, le seconde hanno prevalso: avrei cercato di scoprire in cosa consista l’“Ocean State of Mind” annunciato da Explora Journeys, se davvero soggiornare in un hotel galleggiante mi avrebbe dato quel senso di “libertà, calma e la gioia di svegliarsi con un nuovo orizzonte ogni giorno”. E la promessa di una proposta enogastronomica di alto profilo – nel 2026 EJ è stata premiata da Food&Wine come miglior compagnia di navigazione di lusso – ha contribuito a convincermi.

Così, una mattina di giugno mi trovo a Civitavecchia pronta a imbarcarmi sulla Explora I in arrivo da Monte Carlo, porto di partenza per una crociera di sette giorni nel Mediterraneo tra Italia, Malta e Spagna, a Palma di Maiorca e Barcellona. Ignara delle procedure d’imbarco, resto un po’ spiazzata dalla meticolosità di controlli e documentazione – sto, a tutti gli effetti, intraprendendo un viaggio internazionale, visto che la nave batte bandiera maltese – ma anche dalla infinita sequenza di addetti che ogni dieci metri mi indica- no il percorso e mi danno il benvenuto con grandi sorrisi.

Appena metto piede a bordo vengo accolta da un calice di bollicine e da altri addetti che mi mostrano la strada ricordandomi che devo scansionare il codice sulla chiave magnetica della cabina, fondamentale anche per sbarcare e risalire sulla nave in ogni porto: la mia missione sarà di non perderla mai di vista. Mentre l’app Explora Journeys diventerà la mia guida pratica e spirituale per la durata del viaggio. Ci si trova quasi ogni informazione utile, dai menu e gli orari dei bar e ristoranti (che in alcuni casi cambiano in base ai giorni) e delle lussuose boutique di bordo (che possono aprire solo fuori dalle acque territoriali, in navigazione, dunque solitamente di sera) al programma fitness, dalle diverse attività di intrattenimento a bordo (tra cui concerti di musicisti di rilievo) alle esperienze da fare a terra, ma soprattutto le mappe dei diversi ponti per orientarsi nella labirintica struttura della nave.

Ci vuole qualche giorno prima che gli ambienti diventino familiari, e che ciascuno possa eleggere il proprio ristorante preferito, la postazione in piscina più comoda – ce ne sono tre esterne e una interna, con un tetto trasparente e apribile, oltre a diverse vasche idromassaggio panoramiche – o il bar con la migliore combo tra drink e vista. La mia Premier Penthouse sul ponte 8 è davvero ampia e comprende una bella area lounge con divano, la camera da letto con cabina armadio e zona vanity e un bagno con doccia walk- in, oltre a tutte le amenities di un hotel di lusso e una grande finestra che dà su un terrazzino con tavolo e daybed per il relax.

L’esterno di una suite vista mare

Ad accogliermi trovo anche una bottiglia di Champagne, dei cioccolatini, l’attrezzatura Technogym se mi venisse voglia di allenarmi in camera e un binocolo a disposizione durante il viaggio, per ammirare coste e paesaggi anche senza scendere. Gli arredi sono raffinati senza risultare sfarzosi, e in camera oltre al frigobar che viene riempito anche in base alle proprie preferenze ci sono pure libri e oggetti di arte e design.

Come ci racconta il comandante Diego Michelozzi, capitano toscano di lungo corso alla guida della Explora I fin dal primo viaggio, le scelte di interior sono state fatte personalmente da Madama Rafaela e Madama Alexa, vale a dire la moglie di Gianluigi Aponte e co-fondatrice della MSC e la loro figlia, che oggi guida insieme al fratello Diego il grande gruppo di navigazione che va dai container commerciali alle “navi bianche”, fino al settore lusso. E in effetti il blu scuro della livrea aggiunge un tocco extra all’aspetto slanciato ed elegante di questa nave lunga 248 metri e larga 32, ben più piccola degli usuali giganti del mare – e dunque più agile, permettendo di attraccare o stazionare al largo di porti non accessibili ai natanti di stazza maggiore – ma abbastanza ampia da garantire ogni comodità ai passeggeri, che arrivano al massimo a 996.

Mentre i membri dell’equipaggio sono 650 e in gran parte lavorano nel settore hotel, tutti di una gentilezza estrema e molto cordiali. A bordo, la parola d’ordine sembra in effetti essere libertà: ciascuno può costruirsi la propria giornata ideale scegliendo se scendere a terra o restare a bordo a godersi i piaceri offerti dalla nave. O a lavorare: la mia suite e la vista del Vesuvio sono state perfette per una mattinata di scrittura a Sorrento, mentre a Taormina sono sbarcata con il tender per una delle esperienze opzionali: una gita in barca seguita dalla visita del paesino arroccato di Castelmola. Si può fare vita attiva o abbandonarsi alla tintarella, ci si può agghindare di tutto punto per le cene o optare per un abbigliamento informale (ma sempre consono), si può scendere in accappatoio nella spa con saune, bagno turco e trattamenti di prima scelta come negli hotel wellness, si può fare una partita a biliardo (il tavolo basculante lo permette anche in navigazione) o partecipare ai giochi di gruppo organizzati dal team di intrattenimento.

Ci si può far servire e riverire nei diversi ristoranti: dai piatti orientali e il sushi del Sakura alle succulente bistecche del Marble&Co Grill o alla cucina francese del Fil Rouge (mentre il fine dining Anthology, che propone alta cucina italiana, è l’unico a pagamento). O scegliere quello che si preferisce al grande, vario e organizzatissimo buffet servito dell’Emporium Marketplace, dove molte delle preparazioni, dalla pasta al ceviche, sono fatte al momento. O ancora, ci si può far servire i pasti in camera – come ho fatto io per la colazione vista Etna – o prepararsi da sé la cena partecipando a una lezione della Chef’s Kitchen, per conoscere da vicino sapori e ricette delle destinazioni toccate e non solo.

Frutta fresca al banco Gelateria dell’Emporium Marketplace

E per la fame fuori orario, il Crema Cafè serve tutto il giorno snack e stuzzichini, oltre a ottimi caffè e aperitivi. A bordo tutto è studiato per far stare bene i passeggeri e conquistarne la fedeltà fin dall’arrivo con una dose inattesa di attenzioni e opportunità (quasi tutte incluse nella tariffa, commisurata all’esperienza) senza tuttavia trascurare le doverose norme di sicurezza e organizzazione che di tanto in tanto danno un tocco militaresco alla altrimenti dolcissima vita di bordo: le giornate scorrono lente ma mai noiose, anzi mi ritrovo con un programma fitto di appuntamenti e attività in cui riesco a infilare anche un po’ di ozio, e posso sfatare molti dei miei preconcetti.

Tanto per iniziare, la crociera non è (solo) per pigri: ogni giorno mi ritrovo sul contapassi almeno 5.000 passi – quanti ne faccio in città in una giornata media – e oltre alla palestra ben attrezzata, sul ponte 12 c’è un running track per correre o camminare: quattro giri completi fanno un chilometro. Decido di iniziare le giornate con la lezione di yoga alle sette, visto che vale comunque la pena svegliarsi all’alba per vedere l’arrivo in porto, e in particolare l’attraversamento dello Stretto di Messina prima di giungere a Taormina, mentre un delfino viene a salutarci.

La ressa qui non è contemplata in nessun caso: durante il viaggio, con un’occupazione di circa il 75%, non ho mai fatto file né ho avuto problemi a trovare un lettino libero e tranquillo per leggere un libro. La crociera sull’Explora I è anche molto inclusiva: nessuno mi giudica quando chiedo una birra o un “gin tonic” analcolico, anzi c’è il programma Club Soda pensato per chi – per vari motivi – vuole restare sobrio ma frequentare ugualmente i bar di bordo, incluso il fornitissimo Malt Whisky Bar. Ci sono anche degli appuntamenti indirizzati ai membri della comunità LGBQT+ e a chi viaggia da solo e ha voglia di fare nuove conoscenze, sfatando il mito che la crociera sia solo una questione di coppia. Bambini e ragazzi hanno spazi, momenti e personale dedicati, mentre una delle piscine è adults-only. E per quel che riguarda lo staff, la percentuale di donne impiegate è molto alta, dal personale della spa fino al ponte di comando (la Explora III, pronta al varo, avrà un comandante donna) e Michelozzi ci assicura che non c’è gap salariale.

Il comandante sfata con pazienza anche un altro mio dilemma: può, una crociera, essere sostenibile? «Le navi hanno la reputazione di essere altamente inquinanti, ma in realtà sono soggette a tantissimi controlli, ben più rigidi e numerosi rispetto agli hotel», spiega. «La velocità di navigazione è sempre entro i 16 nodi, ma spesso molto più bassa, e questo riduce tanto le emissioni. Explora I ed Explora II non usano nafta pesante come combustibile ma Marine Gas Oil, gasolio a bassissima concentrazione di solfuro, mentre la III e la IV useranno GNL (Gas Naturale Liquefatto, ndr). Quando possibile, poi, le navi vengono alimentate da terra, ma solo se siamo sicuri che ci siano fonti di energia “pulita”: spesso, i porti italiani su questo sono ancora indietro e MSC contribuisce alle spese di infrastruttura se viene consentito. Non scarichiamo nulla in mare, nemmeno le acque sporche fuori dalle 12 miglia dalla costa come consentirebbe la legge, e a bordo ci sono gli inceneritori per l’immondizia: la policy della compagnia è di lasciare un mondo migliore alle generazioni future». Per questo è nata anche la MSC Foundation, organizzazione no-profit dedicata alla protezione degli ecosistemi marini e terrestri e allo sviluppo sostenibile.

Lo scenografico Lobby Bar

Anche la cultura non resta a terra: grazie a una collaborazione con la società britannica Clarendon Fine Art a bordo c’è la Galleria d’Arte: attraversando il ponte 5 si possono ammirare opere esposte a rotazione di giovani talenti dell’arte contemporanea e nomi famosi – tra cui sculture e litografie numerate di Dalì e Mirò – che ci si può far spedire comodamente a casa. Agli artisti esposti sono dedicate anche delle brevi conferenze che si alternano a quelle, incentrate sulla successiva località di sbarco, curate dal giornalista inglese Daniel Edward, autore dell’interessante podcast Destination Unlocked, che da 12 anni lavora a bordo delle navi da crociera. Riguardo a Malta, ad esempio, ci svela molte cose del suo passato e dell’origine de La Valletta. Ma ci fa anche riflettere su come questa piccola isola del Mediterraneo conti una popolazione che va ben al di là dei circa 550.000 residenti ufficiali, e abbracci anche i milioni di passeggeri delle tante navi da crociera che, per via delle regolamentazioni marittime, la scelgono come Paese di bandiera: vi rientriamo anche noi, abitanti temporanei della Explora I.

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