Palazzo Ripetta negli scatti di Aurelio Amendola: presentato il libro del maestro toscano

Palazzo Ripetta negli scatti di Aurelio Amendola: presentato il libro del maestro toscano

Tra memoria, architettura e fotografia, parole e immagini sul senso contemporaneo di un’accoglienza sensibile e sartoriale.
Uno degli scatti del libro

Non solo hotel di lusso – come tanti ormai ce ne sono a Roma – ma un indirizzo elegante con una sua propria identità dove racconto, memoria e visione culturale sanno dialogare in armonia. Ieri sera, a Palazzo Ripetta è stato presentato il volume fotografico PALAZZO RIPETTA. Arte e ospitalità a Roma (128 pagine, Rizzoli illustrati) dedicato proprio al cinque stelle a due passi da Piazza del Popolo, firmato dal maestro Aurelio Amendola e accompagnato dai testi della curatrice di mostre Maria Vittoria Baravelli e del giornalista Gianluca Longo: un incontro dal ritmo spontaneo, quasi come in un salotto di casa, in cui si sono alternate riflessioni culturali e aneddoti personali. 

A moderare l’incontro, a cui ha preso parte anche Alessia Meli (COO del Gruppo Ginobbi), è stato Federico De Cesare Viola, Direttore di Travel+Leisure Italia e Food&Wine Italia, che ha accompagnato un dialogo incentrato non solo sul libro, da oggi in libreria, ma anche sul significato dell’accoglienza contemporanea: sempre più sartoriale, attenta ai dettagli, costruita sulla capacità di far sentire l’ospite unico, riconosciuto, mai ridotto a un numero di stanza. Una filosofia che rappresenta perfettamente l’identità di Palazzo Ripetta.

La presentazione del volume PALAZZO RIPETTA. Arte e ospitalità a Roma

Ed è proprio quest’anima a emergere con forza nel volume. Attraverso il bianco e nero poetico di Aurelio Amendola, l’hotel si rivela come un luogo sospeso tra passato e presente, dove la luce scolpisce gli ambienti e restituisce il carattere profondo di una dimora che custodisce storia, arte e relazioni umane. Non semplicemente un albergo, ma una casa aperta alla cultura e alla città.

“Quando mi è arrivata la proposta di fotografare Palazzo Ripetta, la mia prima reazione è stata: io non fotografo gli alberghi”, racconta Amendola nel libro. Poi il ritorno della memoria: quel palazzo lo conosceva già, lo aveva frequentato negli anni Sessanta e Settanta, quando tra quelle stanze passavano artisti come Manzù, Fazzini e Liberatore. Da lì nasce la scelta di raccontarlo non come una struttura ricettiva, ma come si narra un’architettura, un frammento di storia e di suggestioni.

Il libro fotografico del maestro Aurelio Amendola dedicato a Palazzo Ripetta

Le sue fotografie accompagnano il lettore dentro gli spazi progettati da Luigi Moretti, tra corridoi sinuosi, prospettive curve e ambienti che sembrano pensati come una galleria privata. All’ingresso accoglie la celebre Sfera di Arnaldo Pomodoro; poco oltre compare la scultura Il Cardinale di Giacomo Manzù. Nella chiesa interna, voluta nel Settecento dal marchese Gerolamo Theodoli, l’obiettivo di Amendola si posa sull’affresco di Giacomo Triga, Il Trionfo della Divina Provvidenza, restituendone tutta la forza teatrale.

Il palazzo storico, voluto nel 1672 da Papa Innocenzo XI come Conservatorio della Divina Provvidenza per giovani donne in difficoltà, ha attraversato i secoli trasformandosi prima in residenza nobiliare e poi, dagli anni Cinquanta, in raffinata struttura ricettiva grazie alla visione della famiglia Ginobbi. Il restauro firmato da Luigi Moretti e il recente intervento conservativo concluso nel 2022 hanno contribuito a fare di Palazzo Ripetta il primo hotel cinque stelle di via di Ripetta, mantenendo però intatto il dialogo tra storia e contemporaneità.

E mentre il libro racconta il fascino di Palazzo Ripetta, Aurelio Amendola continua il suo personale viaggio nella fotografia d’arte: dal 16 giugno al 6 settembre sarà infatti protagonista a Palazzo Reale di Milano con la mostra “Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo”.

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