In questi hotel sono nate storie incredibili

In questi hotel sono nate storie incredibili

Un viaggio negli alberghi più amati dagli scrittori, luoghi in cui hanno preso vita personaggi mitici e pagine memorabili della letteratura.
GoldenEye, Giamaica
GoldenEye, Giamaica

Al Grand Hotel Timeo di Taormina, A Belmond Hotel, c’è una terrazza affacciata sul mare e sull’Etna. Un tempo questa vista incantò poeti, scrittori e artisti, da Oscar Wilde a Tennessee Williams. Attratti da tanta bellezza, soggiornarono qui per dare forma a opere diventate dei grandi classici della letteratura. Truman Capote ci scrisse Colazione da Tiffany, e D.H. Lawrence Lady Chatterley’s Lover. Oggi la Terrazza Letteraria – così chiamata proprio in omaggio alle penne che l’hanno vissuta – continua a incantare gli ospiti con un’atmosfera (e una vista) unica.

Ci sono hotel che non custodiscono soltanto lussi e comodità, ma storie. Camere dove sono nate pagine destinate a divenire immortali, salotti attraversati da scrittori, bar che hanno ispirato romanzi memorabili. Ecco la nostra selezione di alberghi d’autore, per viaggiare sulle orme della letteratura.

In Costa Azzurra con F. S. Fitzgerald

Hôtel Belles Rives, sulla baia di Antibes, è uno dei luoghi simbolo della Costa Azzurra degli anni Venti. All’epoca era conosciuto come Villa Saint-Louis, ed è qui che Francis Scott Fitzgerald e Zelda Fitzgerald soggiornarono tra il 1925 e il 1926, nel pieno dell’età del jazz. Tra feste scintillanti, sbornie colossali, scandali e bagni notturni, la villa divenne ritrovo della Lost Generation, frequentata anche da Ernest Hemingway e dai mecenati Gerald e Sara Murphy. Fu proprio qui, dopo il successo de Il Grande Gatsby, che Fitzgerald iniziò a scrivere le prime pagine di Tender Is the Night, il suo romanzo più autobiografico e malinconico. Oggi sembra ancora di sentire gli echi delle risate dei Fitzgerald. L’hotel conserva intatto il fascino Art Déco di quell’epoca: marmi lucidi, lampade vintage e terrazze affacciate sul mare restituiscono l’atmosfera elegante e bohémien della Riviera francese degli anni d’oro.

In Giamaica con Ian Fleming

Ian Fleming amava ritirarsi a scrivere a Ocho Rios, in Giamaica. Aveva una villa in stile coloniale sulla spiaggia di GoldenEye, nella baia di Oracabessa. Qui è nato il mitico James Bond. «Non credo che avrei mai scritto i miei libri se non avessi vissuto in questo magnifico avamposto caraibico», diceva. L’isola, già allora, era la meta di viaggio per le star, da Sean Connery a Marilyn Monroe, che trascorse qui la luna di miele con Arthur Miller. L’ex rifugio creativo di Fleming ora è parte di uno dei resort più noti dell’isola, amato da celebrità come Johnny Depp, Kate Moss e Richard Branson o Naomi Campbell: si chiama sempre GoldenEye ed è composto da una verdeggiante tenuta, con diverse suite dallo stile tropical-chic, tra la laguna e l’oceano. Per i veri fan, si può dormire proprio nella Fleming Villa, la residenza dove viveva il creatore di Bond: la casa ha conservato il fascino originario, così come il suo grande parco, la piscina affacciata sull’oceano e la spiaggia privata.

A Edimburgo con J.K. Rowling

Un indirizzo mitico per gli appassionati di fantasy è The Balmoral, Rocco Forte Hotels: lo conoscono bene i fan di J.K. Rowling e della saga di Harry Potter. È qui, nel cuore di Edimburgo, che l’autrice ha concluso Harry Potter and the Deathly Hallows, capitolo finale delle avventure del giovane mago. Rowling soggiornò nella camera 552 dell’hotel, oggi ribattezzata J.K. Rowling Suite. Al suo interno si trova ancora una statua di marmo firmata dall’autrice con la dedica: “J.K. Rowling finished writing Harry Potter and the Deathly Hallows in this room (552) on 11th Jan 2007”. Tra arredi eleganti, atmosfere ovattate e la vista sulla città, la suite è diventata una vera meta di pellegrinaggio letterario, simbolo del legame indissolubile tra Edimburgo e il mondo di Harry Potter. Il resto lo fa l’hotel, l’indirizzo più esclusivo in città.

A Singapore con Rudyard Kipling

Un posto leggendario è il Raffles Hotel di Singapore. Costruito dai fratelli Tigram e Martin Sarkies, quando venne inaugurato, nel 1884, questo grand hotel asiatico era destinato a uomini d’affari e a ricche famiglia. Nel tempo è diventato un luogo leggendario per amanti della letteratura, grazie soprattutto ai tanti artisti che vi hanno alloggiato. Infatti, ha ben 12 suite dedicate alle illustri penne che qui hanno trovato il flusso creativo. Da Joseph Conrad, che nel racconto Al limite estremo descrive l’hotel, a Rudyard Kipling, fino a Somerset Maugham. L’hotel tuttora offre residenze per scrittori, con il programma Writer’s Residency. E, per gli appassionati, oltre a memorabilia, targhe, libri e foto da fare invidia a un collezionista, ha anche un bel Writers Bar, dove sedersi al bancone e immaginare i tanti autori che l’hanno vissuto. Il Raffles è talmente ricco di storie, che dispone di un team di Resident Historians che guida gli ospiti alla scoperta degli episodi e dei personaggi che hanno segnato oltre un secolo di tradizione letteraria.

A New York con i poeti Beat

Se dici New York, dici Chelsea Hotel. Questo storico rifugio creativo è diventato il simbolo della scena artistica e delle contro-culture amate da scrittori, musicisti e artisti visionari. Tra le sue stanze sono passate figure leggendarie come Bob Dylan, Janis Joplin e Andy Warhol. Poeti, drammaturghi, esponenti della Beat Generation ci si ritiravano per mesi, attratti dal clima di libertà e follia: Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Mark Twain, Vladimir Nabokov o Dylan Thomas. Diverse opere sono nate tra le sue stanze. William S. Burroughs lavorò a Naked Lunch. Arthur C. Clarke scrisse qui gran parte di 2001: A Space Odyssey, Thomas Wolfe la sua opera You Can’t Go Home Again, e Arthur Miller completò After the Fall nella stanza 614. Più che un semplice hotel, il Chelsea è un pezzo di storia americana, simbolo della New York più bohémien del secolo scorso.

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