Rinasce Villa San Michele, con tante novità e la prima spa Guerlain in Italia

Rinasce Villa San Michele, con tante novità e la prima spa Guerlain in Italia

Dopo un importante restyling, la leggendaria Dolce Villa di Belmond sulle colline di Fiesole, riapre i battenti, scrivendo un nuovo capitolo della sua lunga storia.
Villa San Michele, A Belmond Hotel. Foto di Mattia Aquila
Villa San Michele, A Belmond Hotel. Foto di Mattia Aquila

La facciata rinascimentale, i giardini con vista, il bar nel chiostro, le opere d’arte e la piscina. Dopo un accurato restyling, è tornata a splendere Villa San Michele, A Belmond Hotel, ed è più affascinante che mai. Appollaiata sulle colline di Fiesole, si raggiunge salendo una breve sequenza di tornanti: curva dopo curva, ci si lascia alle spalle lo stress, la frenesia e il ritmo incessante della quotidianità. La chiamano la “Dolce Villa” infatti, un luogo di armonia e pace, dove dimenticare lo scorrere del tempo. Un viale verde porta all’entrata, con la famosa facciata storica, maestosa testimonianza del passato della villa.

Un luogo dell’anima, con sei secoli di vita

La acciata esterna di Villa San Michele, A Belmond Hotel. Foto di Jonangelo Molinari

Ogni angolo merita un racconto. A partire dalla reception, che nasce in una chiesa sconsacrata e, tra nicchie e altari offre libri, caramelle e champagne. «Per scoprire le origini della villa dobbiamo tornare al 1411, quando è stata posta la prima pietra per realizzare un monastero finanziato dalla famiglia Davanzati», racconta il general manager Sofia Peluso, mentre passeggiamo per i giardini. «Giovanni Boccaccio, che frequentava questo luogo, ne descrisse la bellezza. E la leggenda narra che qui Leonardo da Vinci sperimentò le sue prime macchine volanti, lanciandosi dalla collina». Napoleone Bonaparte, durante la sua permanenza a Firenze, ha soggiornato in quella che oggi viene chiamata la Grande Suite. «Nel Novecento, trasformata una villa, iniziò la sua evoluzione verso l’ospitalità: una famiglia americana cominciò ad accogliere amici e ospiti. Negli anni Quaranta divenne poi un vero e proprio albergo».

Svegliarsi in paradiso: le nuove camere e suite

La Greenhouse Junior Suite. Foto di Adrian Gaut

Le nuove camere e suite firmate da Luigi Fragola Architects puntano su una cura minuziosa dei dettagli: cotto dell’Impruneta, marmo cipollino di Carrara, affreschi restaurati, mobili artigianali e oggetti d’arte scelti uno per uno. Ovunque emergono elementi legati al territorio: dai mobili in scagliola realizzati a mano da Bianco Bianchi – antica tecnica decorativa che consiste nella stratificazione del gesso e dei pigmenti – ai preziosi arazzi dell’artista Elena Carozzi, con una pratica che unisce carta da parati, ceramiche e tessuti ricamati per evocare paesaggi bucolici fiorentini.

«Con questo restyling – continua Sofia Peluso – abbiamo voluto onorare l’essenza originaria del luogo, legata alla sua anima religiosa, mitigandola con l’eleganza di una villa privata dove scoprire la vera Dolce Vita italiana in una dimensione raccolta. Un’idea di villeggiatura lenta e colta, che oggi si cerca di recuperare, vivendo il territorio con calma e profondità»

La prima spa Guerlain d’Italia

La spa by Guerlain. Foto di Jonangelo Molinari

È la grande novità: la prima spa Guerlain d’Italia. Situata al primo piano dell’ex convento francescano, porta in un mondo onirico di bellezza, in tono con la filosofia del luogo. Ambienti raccolti, materiali naturali e trattamenti costruiti attorno al concetto di benessere rigenerativo. Il percorso comincia già dal “Giardino Segreto” all’ingresso, decorato dagli affreschi di Elena Carozzi, dove il paesaggio verde avvolge in un ambiente fiabesco. Le fragranze della maison Guerlain creano un mondo profumato da cui non vorresti più andare via. Cosa provare? Floral Delight in Tuscany, che utilizza note floreali ispirate alla campagna toscana, o The Art of Renaissance, che lavora sul rilassamento muscolare con pietre modellanti. Nelle confortevoli cabine si vive un momento di pausa e rigenerazione all’insegna del benessere, e se ne esce rinati.

La natura è la regina

La piscina esterna. Foto di Jonangelo Molinari

Ci si perde facilmente tra i belvedere panoramici affacciati sulla valle e su Firenze. «I monaci francescani, che vi abitarono per lungo tempo, lo consideravano un rifugio di contemplazione. Qui coltivavano frutti, erbe officinali e fiori, comprese le rose utilizzate poi per l’Acqua di Rose della farmacia dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella», spiega la general manager. I giardini terrazzati, estesi per oltre diecimila metri quadrati e ripensati da Luca Ghezzi Garden Design, fanno rivivere l’idea rinascimentale dell’otium, tra agrumi, lavanda, iris e rosmarino.

«Da questo giardino – dice Sofia Peluso mostrando la natura incontaminata – partono diversi itinerari trekking, dai percorsi più brevi di 45 minuti fino a camminate di circa due ore, con la possibilità di raggiungere anche la Fattoria di Maiano. A giugno aprirà inoltre un nuovo accesso panoramico interno alla proprietà che permetterà di arrivare a piedi fino a Fiesole attraversando esclusivamente i terreni della villa. Già oggi, passando dal cancello d’ingresso, si può raggiungere il borgo con una passeggiata di circa quindici minuti nel verde».

Le esperienze da vivere durante la villeggiatura

Le esperienze da provare sono tante. «Villa San Michele – dichiara Sofia Peluso – ha curato “Masters of Savoir Faire”, un progetto creato dalla cultural insider Barbara Chiucin con gli artigiani locali che porta alla scoperta della vera essenza del territorio: visite private a laboratori di restauro d’arte, incontri con esperti di araldica e archivistica, ed esperienze negli atelier di artigiani della scagliola e della pergamena offrono uno sguardo autentico sulla città».

Salendo tra i sentieri nel verde di Villa San Michele, nel bosco c’è un’altra sorpresa: un’antica cella di meditazione immersa nella natura, trasformata in un creativo spazio dedicato al benessere e firmato La DoubleJ. «Belmond ha ideato con il colorato brand un nuovo programma per recuperare energie, tra gong, installazioni sonore e sessioni di contemplazione, accanto a una terrazza dedicata al sungazing e a una piattaforma per yoga e respirazione. Un’esperienza di rallentamento e riconnessione».

Itinerari di gusto con lo chef Alessandro Cozzolino

Il ristorante San Michele. Foto di Jonangelo Molinari

Il percorso continua a tavola. Se il più informale San Michele Grill, accanto alla piscina a sfioro panoramica, sforna pizze irresistibili, il ristorante principale offre tutta la generosità della cucina toscana rivista in chiave contemporanea. Ma il consiglio è provare il fine dining Antesi, guidato dall’executive chef Alessandro Cozzolino. Ospitato nel loggiato del Cinquecento, propone tre percorsi degustazione, lavorando sul rapporto tra memoria, territorio e cucina vegetale: Attesa, dedicato alle origini dello chef; Ora, che interpreta il presente e Traccia, un equilibrio vegetale essenziale. Tra i piatti, la ricciola con panzanella e colatura di susine e il “Costoluto”, pasta fresca con pecorino a latte crudo e limone di pane. Il resto lo fa la vista, cornice perfetta per vivere la magia della Dolce Villa.

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