Questo museo di New Orleans unisce opere d’arte di livello mondiale a uno splendido giardino di sculture all’aperto

Questo museo di New Orleans unisce opere d’arte di livello mondiale a uno splendido giardino di sculture all’aperto

Situato nell'ampio City Park, il NOMA unisce opere d'arte di livello mondiale a uno dei giardini di sculture più belli del paese.
Courtesy: The New Orleans Museum of Art

Alla fine di un viale fiancheggiato da palme, si erge all’orizzonte il New Orleans Museum of Art. Questo imponente edificio in stile Beaux-Arts, con la sua facciata in marmo bianco e le colonne a due piani, sorge all’interno di City Park, una distesa verde di 520 ettari, quasi il doppio di Central Park.

Arte e natura, insieme, creano un pilastro culturale, sia all’interno che all’esterno. Il museo ospita oltre 50.000 opere che spaziano tra pittura, scultura, fotografia, tessuti e manufatti provenienti da tutto il mondo, dalle ceramiche giapponesi alle reliquie egizie. In una città così dedita all’espressione artistica, ciò appare quanto mai appropriato. Come disse una volta il musicista jazz Ellis Marsalis: “A New Orleans, la cultura non scende dall’alto, ma sgorga dalle strade”.

Il NOMA, come viene affettuosamente chiamato, nacque nel 1911 come Isaac Delgado Museum of Art, un’idea dell’imprenditore di origine giamaicana Isaac Delgado, che ne finanziò la costruzione. L’architetto Samuel A. Marx vinse un concorso nazionale di progettazione con un progetto per un edificio neoclassico adatto a un clima subtropicale. Numerosi restauri e ampliamenti avvenuti a metà del XX secolo hanno dato vita al museo che vediamo oggi, culminati negli anni ’70 con il cambio di nome, che ne ha ridefinito l’identità cittadina.

Durante la visita, iniziate dall’esterno, nel Sydney and Walda Besthoff Sculpture Garden, uno spazio di 4,8 ettari ad ingresso gratuito che ospita oltre 100 sculture. Ampiamente considerata una delle più belle collezioni all’aperto degli Stati Uniti, comprende opere di Auguste Rodin, Henry Moore, Ida Kohlmeyer e Claes Oldenburg, immerse tra boschetti di querce, giochi d’acqua e ponticelli.

Credit: Emily Jones/Travel + Leisure

All’interno, il museo si estende su tre piani e 130.000 piedi quadrati. Tra i pezzi forti figurano la Donna in poltrona di Pablo Picasso e il Ritratto di Estelle Musson Degas (1872) di Edgar Degas, dipinto durante il suo soggiorno a New Orleans. La collezione comprende anche negativi su vetro originali di E.J. Bellocq, le cui immagini degli operai di Storyville offrono un’istantanea viscerale del passato della città all’inizio del XX secolo.

Tra le mostre recenti si annovera Wangechi Mutu: Intertwined (2024), dedicata all’artista keniota-americana Wangechi Mutu. Le sue opere multimediali, in prestito dal New Museum di New York, esplorano temi come il colonialismo, la globalizzazione e la diaspora, trovando una forte risonanza a New Orleans.

Il calendario del 2026 è ricco di eventi. Tra gli appuntamenti principali figurano il Japan Fest in autunno, una mostra sulla pittura Rinpa del periodo Edo, programmi di benessere in primavera e un torneo di Mahjong a settembre. Fino a gennaio 2027, la mostra “Sèvres Magnifique: Porcellane francesi dalla collezione di Thomas B. Lemann” presenta oltre 100 pezzi del XVIII secolo, donati dalla tenuta del collezionista di New Orleans Thomas B. Lemann.

È proprio questa cura meticolosa che contraddistingue il NOMA. In ogni mostra ed evento, si crea un legame con la città stessa: con i successi e le difficoltà di New Orleans, con i suoi dibattiti vitali e con il suo spirito creativo intramontabile.

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