Bolzano e dintorni, tra outdoor ed emozioni

Bolzano e dintorni, tra outdoor ed emozioni

La città altoatesina riserva sorprese a chi è in cerca di movimento en plein air e belle scoperte.
L’emozionante traversata del ponte sospeso Marterloch, lungo un’antica mulattiera

Con le sue cime spettacolari tanto ricoperte dalla neve che da prati montani, laghi e fiumi ideali per il relax e per gli sport acquatici, piste da sci e ferrate, percorsi di trekking e mountain bike, l’Alto Adige è tra le destinazioni italiane più amate per le attività outdoor in ogni stagione. Solitamente, però, nel pianificare una vacanza attiva si pensa subito alle sue cime più impervie, o alle valli punteggiate di graziosi villaggi e hotel accoglienti. 

Bolzano, capoluogo ricco di storia e di indirizzi gastronomici, è spesso una tappa di passaggio, punto di partenza imprescindibile o meta finale dove concedersi un meritato riposo, qualche ora di shopping e un saluto gourmet alla regione. E se, invece, fosse proprio lei la destinazione per un soggiorno all’insegna di attività all’aria aperta e scoperte emozionanti?

Sono diversi, ad esempio, gli itinerari cittadini immersi nel verde da percorrere a piedi, offrendo una piacevole frescura anche nelle calde giornate estive della conca bolzanina. Tra i più noti c’è la Passeggiata Lungotalvera, che segue il corso del torrente che nasce in Val Sarentino: dei sentieri ben tenuti lo costeggiano fino alla confluenza con l’Isarco e proseguono poi verso quella con il fiume Adige. Accompagnati dal mormorio del torrente, ci si può allungare in pochi minuti fino a Castel Roncolo, con i suoi affreschi medievali che raffigurano scene cavalleresche, come quelle di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda. 

Un’altra passeggiata da non perdere è quella del Guncina: il punto di partenza è in piazza Gries, cuore dell’omonimo borgo che oggi, insieme a San Quirino, rappresenta una delle cinque circoscrizioni di Bolzano e nota area vinicola, ma che ai tempi dell’Impero asburgico era una rinomata stazione di cura. Risalgono a quell’epoca numerose ville e dimore, e anche il sentiero immerso nel verde in origine intitolato a Enrico d’Asburgo-Lorena, realizzato nel 1892 per l’attività fisica quotidiana. 

La cantina sotterranea della storica Enoteca Gandolfi in via dei Bottai

A breve distanza dalla piazza su cui affaccia l’Abbazia dei Benedettini, si imbocca il sentiero a serpentina che si snoda in leggera salita alle spalle della vecchia chiesa parrocchiale, lasciando temporaneamente i vigneti per una vegetazione mediterranea e subtropicale di olivi, cipressi, oleandri, cedri, fichi d’India e agavi. 

Tornati tra le vigne, si giunge fino al punto panoramico da cui osservare i tetti di Gries, la vallata di Bolzano e i monti che la circondano. La discesa verso la città regala un ultimo spettacolo: la cascata del Rio Fago che sbuca potente tra gli alberi. Altrettanto bella e facile è la Passeggiata di Sant’Osvaldo, che prende il nome di una chiesetta tardoromanica bombardata nella Seconda guerra mondiale. 

Parte dalla zona di Sant’Antonio, al confine con la Val Sarentino, ed è raggiungibile seguendo la Passeggiata Lungotalvera verso Castel Roncolo. Da qui, un altro percorso a serpentina sale sul monte Tondo, tra formazioni porfiriche, boschi di roverella e carpino nero e il monumento in ricordo di Karl von Ritter, che ideò e realizzò la passeggiata a fine Ottocento. Fate una sosta qui anche per godervi il panorama sulla città e sulle vigne: il punto d’arrivo è infatti la collina di Santa Maddalena, altra celebre zona vinicola dove nasce l’omonimo, elegante rosso da uve di varietà Schiava. 

Dalla Oswaldpromenade si interseca pure la Via Romea Germanica, antico pellegrinaggio fondato dall’abate Albert nella prima metà del Duecento: fu lui a lasciare indicazioni dettagliate del percorso che portava dal monastero tedesco di Stade fino a Roma, realizzando una “guida turistica” ante litteram. Oggi si può ripercorrere il lungo ma bel tratto che da Santa Maddalena segue la Freud Promenade (sentiero 35) verso il Lago di Costalovara, mentre in direzione inversa il percorso procede verso Termeno e il Trentino. 

La città di Bolzano vista dall’alto durante il tragitto della passeggiata del Guncina

Se invece siete in cerca di un’esperienza adrenalinica, raggiungete, in auto o con i mezzi pubblici, Avigna o Ponticino. Da qui proseguite in bici o a piedi lungo il sentiero 1 (sulle tracce della stretta mu- lattiera incisa nel porfido da contadini e pastori dei masi della Val Sarentino). Raggiungerete così il ponte sospeso di Metterloch: con una campata di 272 metri che attraversa la gola del rio Marter a 130 metri d’altezza, e con un dislivello di nove metri tra le due estremità, l’attraversamento del ponte (sotto al quale corre un tubo in ghisa che porta l’acqua per i terreni agricoli della zona di San Genesio) regala un’emozione indimenticabile. 

Ma altrettanto notevole è il resto della passeggiata, tra mulini abbandonati e masi, frutteti e boschi di castagni, gole selvagge e anfratti rocciosi. A Bolzano, l’avventura è dietro l’angolo, o quasi.

La passeggiata di Sant’Osvaldo conduce dalla città fino alle colline vitate di Santa Maddalena

La città underground 

Il capoluogo altoatesino riserva sorprese anche sottoterra. Sotto a portici, palazzi e piazze, si snodano infatti antichi ambienti che raccontano di epoche passate. Ogni giovedì, è possibile effettuare una visita guidata alla scoperta del lato più nascosto di Bolzano, inoltrandosi – dopo aver toccato luoghi come il Duomo, con la cripta dove sono sepolti re e nobili, e la via dei Portici con le sue eleganti boutique – alla scoperta della città sotterranea. 

Si visitano scavi archeologici e profonde cantine che si aprono sotto le antiche dimore dei ricchi mercanti bolzanini, incluse quelle del Palazzo Mercantile (edificio barocco oggi sede del Museo Mercantile, dove si racconta la storia commerciale della città). Non manca un brindisi presso la fornita Enoteca Gandolfi, in via dei Bottai, la cui cantina ipogea custodisce ancora preziose bottiglie. Un altro aspetto “celato” di Bolzano sono i passaggi coperti che collegano diverse strade cittadine: in quello dedicato ad Annette von-Menz, tra via dei Portici e via Dr. Josef Streiter, è ancora possibile vedere l’antica struttura della città, con i cavedi ricavati nelle corti interne, dove un tempo si trovavano stalle e orti, per garantire aria e luce. 

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