Korean Air, già conosciuta per i suoi pasti a bordo a base di bulgogi e per il servizio molto curato del personale di cabina, sta rinnovando le sue lounge aeroportuali nelle principali città, tra cui Seoul, Los Angeles e New York. A metà aprile, la compagnia ha inaugurato due nuovi spazi all’aeroporto internazionale di Incheon, a Seoul: una First Class Lounge di oltre 900 metri quadrati, più che raddoppiata rispetto alla precedente e dotata di 11 suite private e una Prestige West Lounge di 2.601 metri quadrati riservata ai passeggeri delle classi premium.
Le nuove lounge completano un importante progetto di ristrutturazione da 75 milioni di dollari che ha interessato le sette lounge della compagnia all’aeroporto di Incheon (Terminal 2). Il progetto prende ispirazione dall’hanok, la tradizionale casa coreana, e punta a creare ambienti in cui materiali naturali, luce e spazi aperti dialogano in modo armonioso. «Quello che abbiamo realizzato è un vero e proprio “sistema” di lounge, talmente curato e completo da poter essere considerato una “destinazione” a sé», ha dichiarato David Pacey, responsabile del servizio di bordo e delle lounge di Korean Air, a Travel + Leisure.
Le aree dedicate alla ristorazione rappresentano il cuore di ogni spazio, in linea con la tradizione hanok che considera la cucina un ambiente centrale e comunitario. L’attenzione ai materiali naturali si riflette anche nei dettagli: travi strutturali rivestite in foglia d’oro inserite in colonne di vetro illuminate dall’interno, mentre le pareti divisorie in vetro satinato richiamano l’hanji, la carta tradizionale utilizzata per le finestre coreane.
Anche l’offerta gastronomica è stata completamente ripensata: buffet ampliati con kimbap (rotolini di riso ripieni) preparati al momento, postazioni di cucina live e aree “made-to-order”. Nella Miler Club Lounge è presente anche uno spiedo rotante di pollo e manzo per chi ha accumulato almeno mezzo milione di miglia. Per i passeggeri della classe Prestige, sono inoltre disponibili corsi di cioccolateria.
