Via Artis: call per artisti in alta quota

Via Artis: call per artisti in alta quota

Sul Plan de Corones, a 2.275 metri di altezza, la galleria d’arte all’aperto più alta del mondo invita a proporre nuove opere per arricchire l’itinerario e raccontare la montagna e
Via Artis Plan de Corones
La Via Artis sul Plan de Corones

Anche chi non scia e non pratica altri sport invernali ha più di una ragione per salire – in ogni stagione dell’anno – in cima al Kronplatz, massiccio altoatesino dalla forma a panettone che con i suoi 2.275 metri s.l.m. fa da spartiacque fra la Val Pusteria e la val di Marebbe: dal MM Corones, la sede più alta dei Messner Mountain Museums, che racconta l’alpinismo, fino al coinvolgente Lumen, il Museo della fotografia di montagna ospitato nello stesso edificio dove si trova anche il ristorante AlpiNN by Norbert Niederkofler, che incarna al meglio la filosofia “Cook The Mountain” dello chef che ha tre stelle Michelin al suo Atelier Moessmer di Brunico.

E ancora, sentieri di trekking che scendono fino a valle attraversando pascoli alpini, o parapendio e zipline per i più avventurosi. Poi c’è la Concordia 2000, campana monumentale disegnata da Paul de Doss-Moroder e inaugurata nel 2003, che simboleggia unione e pace tra i popoli e rintocca ogni giorno a mezzogiorno o quando si celebrano eventi e notizie legati alla pace nel mondo. Ma l’arte, qui su, prende anche altre forme e non è questa l’unica opera a cielo aperto.

La Via Artis: percorso tra arte, natura e cultura

Via Artis Plan de Corones
Geweih (Verlust) di Wilma Kammerer

In cima al Plan de Corones c’è infatti la Via Artis: percorso ad anello di poco più di sette chilometri e di media difficoltà che si snoda intorno alla vetta Concordia. In una passeggiata di circa tre ore, camminando ciascuno al suo ritmo e godendosi il maestoso paesaggio circostante, si ammirano opere e installazioni pensate dagli artisti appositamente per questo luogo, tenendo come focus – anche nella realizzazione concreta, usando ad esempio il legno degli alberi danneggiati dalla tempesta Vaja – la sostenibilità e il rispetto della natura, e invitando gli osservatori a riflettere sul proprio rapporto con l’ambiente.

Inaugurato nell’estate 2024, il sentiero – suddiviso in tre sezioni che raccontano storie legate al Plan de Corones, dalla costruzione della strada militare negli anni Cinquanta agli alpeggi e all’impatto del cambiamento climatico sulla flora e la fauna – ospita opere diverse tra loro ma unite dal comune messaggio e dalla valorizzazione del territorio: c’è ad esempio Alpine Geometry, dell’artista Alex Dorici (Lugano), che con la sua leggera struttura rossa emerge dal paesaggio e funge insieme da porta e da simbolo, incorniciano le montagne e dirigendo lo sguardo verso di esse; con Geweih (Verlust) – un enorme corno di cervo in alluminio pressofuso lucidato – Wilma Kammerer (San Lorenzo di Sebato) riflette invece sui cicli della natura, trasformando l’opera in un’esperienza sensoriale armoniosamente integrata nell’ecosistema circostante.

Broken Ice Core di Judith Neunhäuserer (Brunico), in vetro massiccio e acciaio zincato, invita a riflettere sui cambiamenti climatici volgendo lo sguardo ai carotaggi della criosfera, dei veri e propri archivi climatici da cui si ottengono preziose informazioni sul clima del passato. Racconta il rapporto antagonista tra turismo e agricoltura l’opera ruhend_palsé di Ruth Oberschmied (Brunico), che vede delle pecore in lino disposte sul prato, per ricordare i pascoli che un tempo caratterizzavano il Plan de Corones.

Via Artis Plan de Corones
Terra Preta – Black Diamond di Rina Treml

Anche nella Grande Conchiglia di Roland Perathoner (Selva di Val Gardena) e in Urra! Crocus! Urra! di Helmut Pizzinini (Val Badia) torna il delicato rapporto uomo-natura, la cui ambivalenza è pure al centro di Terra Preta – Black Diamond di Rina Treml (attiva tra Tirolo del Nord e Alto Adige): un grande cubo nero composto da materiali insoliti come carbonella e carbone vegetale, fertilizzanti e concime, ossa e frammenti di argilla. Mentre Made 2, opera in cemento di Andreas Zingerle (Bressanone), affronta un’altra percezione ambivalente: quella nei confronti degli insetti, fastidiosi ma preziosi.

Il bando per la nuova opera

Ma per l’estate che si avvicina, è prevista l’installazione di una nuova opera. La Regione Dolomitica Plan de Corones, e in particolare Skirama Kronplatz in collaborazione con Lumen  Museo della Fotografia della Montagna, ha aperto un bando per artisti locali e nazionali, chiamati a mandare le proprie proposte la progettazione e realizzazione di una nuova opera artistica che si inserisca nel percorso in sintonia con l’ambiente montano e con la filosofia che lo anima: tra i requisiti, infatti, c’è che sia resistente alle intemperie e alle sfide poste dall’habitat montano, e che sia possibilmente creata con materiali di recupero, ad esempio provenienti da alberi danneggiati dal bostrico.

Le proposte vanno inviate entro il 9 aprile 2026, ed entro il 30 aprile verrà reso noto il nome del vincitore o della vincitrice, che riceverà un onorario complessivo/rimborso spese di 3mila euro (per informazioni: info@lumenmuseum.it). Mentre l’installazione dell’opera avverrà entro luglio 2026, permettendo ai tanti visitatori estivi di queste zone di ammirarla: il periodo ideale per visitare la Via Artis è infatti da giugno a novembre.

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