Le Dolomiti sempre più in cerca di soluzioni efficaci per gestire i flussi turistici in crescita. Tra le ultime proposte sul tavolo, una nuova misura che prevede l’introduzione di una zona a traffico limitato al Passo Gardena, uno dei collegamenti più spettacolari e frequentati tra Val Gardena e Val Badia.
Il progetto, su cui sta lavorando il Comune di Selva di Val Gardena, punta a ridurre la pressione del traffico nei mesi più critici. L’ipotesi è quella di attivare la ZTL tra maggio e ottobre, consentendo il transito principalmente ai residenti delle due valli e ad alcune categorie specifiche: lavoratori, fornitori, ospiti delle strutture ricettive e chi ha comprovate necessità.
Per i visitatori, invece, l’accesso in auto sarà contingentato. Il piano prevede la realizzazione di un parcheggio con 150 posti a pagamento, utilizzabili solo previa prenotazione online. Un sistema che mira a limitare gli ingressi giornalieri e a incentivare modalità di visita più sostenibili.
Parallelamente, sarà rafforzato il trasporto pubblico, con autobus ogni 15-20 minuti tra le due valli. Gli impianti di risalita continueranno a funzionare con le normali tariffe del trasporto locale, integrandosi nel sistema di mobilità alternativa.
Chi sceglierà comunque l’auto dovrà mettere in conto percorsi più lunghi: senza il passaggio diretto dal Gardena, gli spostamenti tra le due valli richiederanno deviazioni attraverso il Passo Sella e il Passo Pordoi, oppure itinerari ancora più ampi via Val Pusteria.
Alla base della proposta ci sono numeri significativi: durante l’alta stagione, la strada del passo può registrare fino a 11.000 transiti giornalieri. Una pressione che mette a rischio non solo la qualità dell’esperienza turistica, ma anche l’equilibrio ambientale dell’area.
Non si tratta però di un caso isolato. Negli ultimi anni, diverse località alpine hanno introdotto misure simili per contenere l’overtourism. Tra gli esempi più noti c’è quello delle Tre Cime di Lavaredo, dove l’accesso in auto è regolato da un sistema di pedaggio e prenotazione, con numero chiuso nei periodi di maggiore affluenza. Una scelta che ha contribuito a ridurre il traffico e a migliorare la gestione dei visitatori in uno dei luoghi simbolo delle Dolomiti.
Anche altri passi dolomitici hanno sperimentato limitazioni temporanee o giornate senz’auto, confermando una tendenza sempre più diffusa: quella di tutelare i territori attraverso una regolamentazione degli accessi.
Il progetto per il Passo Gardena, elaborato da un gruppo di lavoro dedicato alla gestione dei valichi alpini, dovrà ora ottenere l’approvazione della Giunta provinciale. Se confermato, potrebbe entrare in vigore dall’estate 2027, segnando un ulteriore passo verso un modello di turismo più sostenibile nelle Dolomiti.
