Se sei il tipo di viaggiatore che mette sempre in valigia il disinfettante per le mani, porta con sé salviette per pulire il tavolino dell’aereo, il sapone per il piano del bagno in hotel e controlla ogni angolo alla ricerca di cimici dei letti, forse è meglio distogliere lo sguardo. Perché pare che ci sia un altro oggetto piuttosto sgradevole che probabilmente non stai disinfettando quando viaggi.
A febbraio, JRPass.com, il provider del Japan Rail Pass, ha pubblicato i risultati di uno studio volto a individuare gli oggetti da viaggio più sporchi che siamo soliti portare con noi. Come ha spiegato l’azienda, è stato condotto un esperimento microbiologico con piastre di Petri contenente l’agar come terreno di coltura (un gel alimentare usato per coltivare batteri e funghi) per identificare quali articoli presentano i livelli più elevati di batteri una volta rientrati in casa. Sono stati raccolti campioni di sei oggetti comunemente utilizzati in trasferta: indumenti indossati in aeroporto, telefoni cellulari, bagagli a mano, scarpe, valigie da stiva e passaporti. Per garantire risultati coerenti, sono stati analizzati anche tre diversi esemplari per ciascuna categoria.
Dopo aver condotto l’esperimento, il team è arrivato a una conclusione sorprendente: il passaporto è in realtà l’oggetto più sporco che porti con te in giro per il mondo. Nello specifico, l’esperimento ha misurato le unità formanti colonia (CFU), un parametro utilizzato dagli scienziati per quantificare il numero di batteri presenti sulla superficie di un oggetto. Più alto è il numero di CFU, maggiore è l’attività microbica rilevata. I passaporti hanno registrato 436 CFU per tre metri quadrati, un valore che può sembrare poco significativo finché non lo si confronta con quello dell’oggetto successivo in classifica: il bagaglio da stiva, con appena 97 CFU. Al terzo posto si trovano le scarpe con 65 CFU, seguite dal bagaglio a mano con 56, dai telefoni cellulari con 45, mentre i cappotti chiudono la lista con 15 CFU.
È importante ricordare che questi numeri non significano automaticamente che il passaporto o qualsiasi altro oggetto da viaggio sia pericoloso. Tuttavia, suggeriscono che potrebbe essere utile pulire il documento più spesso di quanto si pensi. «Le nostre mani sono ben note per essere fortemente colonizzate da batteri e funghi (e anche da alcuni virus) che, normalmente, vivono sulla pelle», ha spiegato la dottoressa Primrose Freestone, professoressa associata di microbiologia clinica all’Università di Leicester. «Questo significa che, oltre al microbioma naturale della pelle, quando tocchiamo una superficie raccogliamo anche altri microbi presenti nell’ambiente aeroportuale, dove si accumulano i residui microbici delle migliaia di persone che transitano ogni giorno». Come aggiunge Freestone, più un passaporto viene maneggiato da mani diverse, maggiore sarà la varietà di batteri, funghi e persino virus presenti sulla sua superficie.
Cosa fare quindi? Secondo Freestone è importante pulire regolarmente gli oggetti personali, come telefoni e passaporti, utilizzando salviette antibatteriche o a base di alcol. Inoltre, consiglia di togliere le scarpe da viaggio prima di entrare in casa, cambiare i vestiti indossati in aereo il prima possibile e pulire la valigia una volta rientrati. Ma il suggerimento più importante resta uno dei più semplici: lavarsi le mani. «Gli aeroporti e i mezzi di trasporto pubblico sono ambienti ad alto contatto, dove le mani raccolgono facilmente microbi da superfici come chioschi per il check-in, corrimano e bagagli», spiega Freestone. «Lavarle accuratamente con acqua e sapone, oppure utilizzare un gel a base di alcol, è uno dei modi più semplici ed efficaci per ridurre l’esposizione ai microbi».
