“Maestro of Colours”: l’omaggio dell’Hotel Savoy al genio di Rothko

“Maestro of Colours”: l’omaggio dell’Hotel Savoy al genio di Rothko

Il Bar Artemisia dell’elegante albergo fiorentino presenta una inedita cocktail list dedicata al pittore, protagonista di una grande mostra a Palazzo Strozzi.
Savoy Rothko
L'Hotel Savoy a Firenze

Per chi è appassionato d’arte, e in particolar modo di quella moderna e contemporanea, il programma di Palazzo Strozzi è da tenere sempre sotto controllo. Lo spazio espositivo, gestito dall’omonima fondazione, si trova nel cuore di Firenze, nel capolavoro di architettura rinascimentale fiorentina che appartenne alla ricca famiglia Strozzi. Le mostre offrono spesso occasioni uniche per scoprire in maniera approfondita, con allestimenti sempre coinvolgenti, i grandi maestri della nostra epoca o di quelle passate.

Solo negli ultimi anni, infatti, le sale hanno accolto le opere di artisti come Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Helen Frankenthaler, Tracy Emin e la grande mostra dedicata al maestro rinascimentale Beato Angelico, con prestiti internazionali. Veri e propri eventi, oltre che esposizioni, spesso travalicano le mura – e il bel cortile interno, che ospita installazioni site specific legate al tema delle mostre in maniera spesso non banale – del museo per coinvolgere altri luoghi della città. Tra questi, in prima linea c’è sempre l’Hotel Savoy, l’elegante indirizzo fiorentino Rocco Forte Hotels situato in piazza della Repubblica, a breve distanza da Palazzo Strozzi che, grazie alle collaborazioni con artigiani locali e istituzioni culturali, ha acquisito un ruolo di primo piano nella vita culturale nella città.

Rothko a Firenze, un tributo all’artista e al suo rapporto con la città

Savoy Rothko
Mark Rothko, Untitled 1952-1953, image © FMGB Guggenheim Bilbao Museoa. Foto di Erika Barahona

Adesso, e fino al 23 agosto, è la volta di Mark Rothko, artista statunitense di origine estone – il suo vero nome era Markus Yakovlevich Rothkowitz – noto per l’uso del colore e la potente espressività delle sue opere, basate su assenza figurativa e potenti campiture cromatiche, capaci di andare oltre la bidimensionalità della tela e, soprattutto nel caso di quelle più monumentali, di dar vita a profonde tensioni emotive ed esperienze spirituali, solitamente associate all’arte religiosa.

Aperta il 14 marzo, la grande mostra Rothko a Firenze, curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra Rothko e la città che amò e frequentò intensamente, prendendo ispirazione da grandi capolavori del passato – dalla tomba di Giuliano de’ Medici realizzata da Michelangelo, custodita nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo, alle pitture del Beato Angelico – per delineare alcuni degli elementi fondamentali della sua arte.

L’esposizione – che si arricchisce anche di due speciali sezioni presso il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana, in dialogo con alcune delle opere amate dall’artista, e offre anche un interessante programma – presenta oltre 70 opere, alcune delle quali mai esposte prima in Italia. L’allestimento ripercorre cronologicamente il percorso artistico e personale di Mark Rothko, che si evolve dalla Figurazione e il Surrealismo fino alla definizione di un nuovo linguaggio pittorico caratterizzato da rettangoli di colore che fluttuano e sembrano sospesi nello spazio della tela, passando dalle tonalità più accese e vitali a quelle più cupe degli ultimi anni, dall’atmosfera meditativa che invita a una profonda riflessione.

La drink list del Bar Artemisia dedicata al maestro del colore

Savoy Rothko
Il bancone del Bar Artemisia

Nel 2025, in occasione della mostra di Tracy Emin Sex and Solitude a Palazzo Strozzi, la lobby dell’Hotel Savoy aveva ospitato per tutta la durata dell’esposizione l’opera intitolata My Forgotten Heart, realizzata dall’artista nel 2015. Il Bar Artemisia – l’intimo e accogliente spazio dedicato alla mixology nato dalla visione del Maestro Salvatore Calabrese proprio lo scorso anno – aveva invece creato una speciale drink list ispirata a Tim Burton in concomitanza con la XV Florence Biennale-Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea, dove erano esposti anche dei bozzetti del regista dallo spiccato senso artistico d’impronta gotica. Così, da parte dell’albergo non poteva mancare anche un omaggio a Mark Rothko, sempre a cura di Federico Galli, Bar Manager al comando del banconeche affianca i signature di Calabrese con le sue creazioni.

A partire dal 14 marzo, la carta sartoriale Maestro of Colours propone infatti quattro cocktail che attirano l’attenzione a prima vista, rimandando con le loro tonalità nitide in modo inequivocabile ma elegante al tocco artistico di Rothko. Non certo in secondo piano è l’aspetto gustativo, grazie a una selezione ricercata degli ingredienti mixati con mano sapiente.

Hotel Savoy
Bar Artemisia, Nocturne Vermillon (Inspired by Untitled red and black 1953)

Il Red Horizon, a base di rum, spezie, yerbito e vino rosso, richiama i toni vivaci e decisi di Untitled Red and yellow (1952). Si ispira al contrasto vibrante di Untitled red and black (1953) il suadente Nocturne Vermillon, in cui il Negroni miscelato con Campari, Vermouth Mancino Amaranto e Tanqueray gin si arricchisce della scura spuma di more.

Hotel Savoy
Bar Artemisia, Golden Silence (Inspired by Untitled yellow and blue 1954)

I colori del monumentale Untitled yellow and blue (1954) si ritrovano nel Golden Silence, con Venturo aperitivo, Vodka Altamura, limone e nettare di pesca. Mentre le delicate nuance che vanno dal giallo al rosa e violetto, passando per il bianco luminoso, in Untitled white center (1950), sono la fonte di ispirazione del Milky Light, drink analcolico che profuma di lavanda, Real coconut cream e passion fruit.

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