Il tennis – più di altri sport – richiede concentrazione assoluta. Provate voi a non sbagliare la prima di servizio nonostante il rumore del mare in sottofondo, circondati da alte falesie, e con la promessa degli spaghetti al limone e peperoncino del ristorante Carlino in caso di vittoria (ma anche di sconfitta). Quello del San Pietro di Positano, il leggendario hotel della Costiera inaugurato nel 1970, è forse il campo da tennis più spettacolare d’Italia — e tra i più sorprendenti al mondo. Per raggiungerlo c’è l’ascensore scavato nella roccia oppure i 440 scalini, utilissimi per riscaldarsi prima del match o per riflettere sul senso della vita.
A ogni inizio stagione, la superficie (velocissima e capricciosa) in cemento va rifatta completamente, compromessa dalle forti mareggiate invernali che la sommergono senza pietà. A Vito Cinque — che guida la proprietà insieme al fratello Carlo — sta bene così: questo rettangolo verde pieds dans l’eau è diventato uno dei simboli della struttura. Non è raro che i più appassionati arrivino fin qui apposta, magari per misurarsi nel tradizionale torneo di Ferragosto. Il San Pietro non è un caso isolato. Nell’era Sinner, il campo da tennis ha smesso di essere una mera facility — tanto quanto il parcheggio — per diventare parte integrante dell’esperienza: progettato, esposto, spesso collocato nel punto migliore.

Oggi in hotel si viene anche per ostentare un rovescio a una mano degno (quasi) di quello di Wawrinka. In questo scenario, l’Italia offre una varietà difficilmente replicabile altrove. A Castello di Casole, fiabesco resort in Toscana, è stato da poco inaugurato un nuovo centro sportivo che vede protagonisti due campi in erba sintetica. Non ci sono distrazioni: solo silenzio e boschi a perdita d’occhio. La collezione Belmond è decisamente amica dei tennisti, anche di quelli più illustri: una leggenda come John McEnroe ha calcato la terra rossa del campo dell’Hotel Cipriani di Venezia, ai margini del Giardino Casanova — sì, proprio il luogo prediletto del celebre seduttore — e affacciato sulle acque della Laguna. E anche lo Splendido di Portofino custodisce un campo storico (le prime fotografie in bianco e nero risalgono agli inizi del Novecento) con vista sulla baia.

C’è poi il campo di Casa Maria Luigia, la raffinata guest house di Lara Gilmore e Massimo Bottura immersa nella campagna modenese. Qui, un doppio misto può regalare le stesse atmosfere letterarie de Il Giardino dei Finzi-Contini, il capolavoro di Giorgio Bassani. Non tanto per il riferimento geografico — siamo pur sempre in Emilia — quanto per la sensazione rara di trovarsi fuori dal tempo. Una volta posata la racchetta, ci si siede al tavolo sociale di Francescana at Maria Luigia per provare i piatti più iconici dello chef già numero uno al mondo. Realizzato nel 1910, quello del Grand Hotel Tremezzo è uno dei primi campi privati del Lago di Como, mantenuto ancora oggi con grande cura. Si gioca immersi nel parco botanico, tra profumatissime siepi di gelsomino — utile a smussare gli eccessi di agonismo — con la vista che spazia tra il lago e le montagne.

Anche Passalacqua, l’altro fascinoso hotel di proprietà della famiglia De Santis — una dimora del XVIII secolo a Moltrasio — dispone di un campo in terra rossa. Per raggiungerlo si attraversano maestosi giardini terrazzati, con 15 fontane d’acqua. In Puglia la destinazione giusta è Borgo Egnazia, il resort a Savelletri di Fasano che mette a disposizione degli ospiti tre campi in terra battuta (più un campo privato all’interno della Casa Padronale). Il team di maestri della Tennis Academy è pronto a supportarvi per migliorare volée e palla corta. Non sottovalutate il dress code sui campi di tutte e tre le strutture di Pellicano Hotels — Il Pellicano a Porto Ercole, La Posta Vecchia a Palo Laziale e Mezzatorre a Ischia. In caso di dubbi, potete affidarvi ai consigli di Marie Louise Sciò, ceo e direttore creativo del gruppo. Per completare il Grande Slam degli hotel, prenotate un weekend a Villa Igiea, a Palermo, dove i match hanno il peso della storia — quella della famiglia Florio — oppure al Quellenhof Luxury Resort a San Martino in Passiria, in Alto Adige. Qui i campi sono addirittura otto e ci sono corsi personalizzati per capire perché “il tennis è lo sport più bello che esista e anche il più impegnativo”, come scriveva Wallace.