II primato mondiale per estensione territoriale tra gli aeroporti spetta a una struttura non particolarmente nota al grande pubblico: si tratta del King Fahd International Airport (KFIA), in Arabia Saudita, che con i suoi 776 chilometri quadrati è ufficialmente lo scalo più grande del mondo per superficie. Per avere un’idea delle proporzioni, basta un confronto: l’Aeroporto Internazionale di Denver, il più esteso degli Stati Uniti e secondo a livello globale, copre circa 137,8 chilometri quadrati, mentre Kuala Lumpur, terzo in classifica, si ferma a 100 chilometri quadrati. Il King Fahd, da solo, supera di gran lunga tutti gli altri.
La classifica, elaborata da World Atlas – portale educativo e informativo dedicato alla geografia e ad altri argomenti correlati – prende in considerazione l’intera area posseduta e gestita dalle autorità aeroportuali, non solo le zone operative o i terminal. Ed è proprio su questo parametro che l’aeroporto saudita domina senza rivali.
Il King Fahd International Airport si trova a circa 31 chilometri a nord-ovest di Dammam, nella Provincia Orientale del Paese. Inaugurato nel 1999, è intitolato all’ex sovrano Re Fahd ibn Abdulaziz e rappresenta oggi il terzo aeroporto dell’Arabia Saudita per traffico passeggeri. Prima di diventare uno scalo civile, l’area ebbe un ruolo strategico durante la Guerra del Golfo, quando venne utilizzata come base aerea dalle forze statunitensi. Solo successivamente fu riconvertita a uso commerciale, mantenendo però dimensioni fuori scala rispetto agli standard internazionali.
Nonostante l’estensione impressionante, il traffico del King Fahd è relativamente contenuto rispetto ad altri mega hub globali. Lo scalo gestisce oltre 10 milioni di passeggeri all’anno, operando su due piste lunghe circa 4 chilometri ciascuna. I tre terminal riflettono la struttura istituzionale del Paese: uno dedicato ai voli commerciali, uno riservato a Saudi Aramco Aviation e un terminal reale utilizzato dalla famiglia reale saudita. Tra le rotte più frequentate spicca quella verso Dubai, con circa 70 voli settimanali, a conferma del forte legame tra i principali centri del Golfo.
Dal 2017, il King Fahd International Airport è gestito dalla Dammam Airports Company (DACO) e rientra nei piani di sviluppo della Vision 2030, il programma con cui l’Arabia Saudita punta a diversificare la propria economia e rafforzare il settore dei trasporti e del turismo. Come molti scali internazionali, il KFIA ha vissuto una battuta d’arresto durante la pandemia: i voli commerciali sono stati sospesi nel 2020, per poi riprendere regolarmente nel 2021. Oggi, più che per il numero di passeggeri, il King Fahd International Airport resta un caso unico per le sue dimensioni senza precedenti: un aeroporto così grande da essere visibile anche dallo spazio, simbolo di una visione infrastrutturale che guarda lontano — e decisamente in grande.
