Ad Aruba, cominciare dal mare è quasi inevitabile. Ma a tavola è curioso scoprire come in pochi chilometri quadrati si incontrano Caraibi, Europa e America Latina, ingredienti tropicali e ricette di famiglia, ristoranti contemporanei e rum shop. Una stratificazione di culture che nel tempo ha costruito un’identità gastronomica molto più articolata di quanto ci si possa aspettare da una destinazione conosciuta soprattutto per le sue spiagge.
Ottobre è uno dei momenti migliori per scoprirla. Dal 3 all’11 ottobre torna infatti Autentico Aruba Culinary Festival, giunto alla sua terza edizione: per nove giorni il cibo diviene un modo diverso per scoprire e attraversare l’isola. Non un unico evento racchiuso in una location, ma un programma diffuso tra ristoranti, esperienze, incontri con chef e bartender, fino al gran finale per le strade di Oranjestad.
Aruba, ristorante dopo ristorante
Si comincia con la Restaurant Week, dal 3 al 9 ottobre, quando i 25 locali aderenti propongono menu dedicati. La posizione dell’isola e la sua storia spiegano molto di ciò che arriva nel piatto. Influenze caraibiche, olandesi, latinoamericane e internazionali convivono in una scena gastronomica nella quale la tradizione locale incontra linguaggi sempre più contemporanei. Durante Autentico sono proprio i ristoranti a diventare tappe di viaggio: si cambia tavola e, in pochi chilometri, cambia anche il racconto dell’isola.

Accanto alla Restaurant Week ci sono le Bucket List Experiences, appuntamenti più raccolti – come The Art of Brunch, in calendario il 3 ottobre al The St. Regis Aruba Resort – che mettono in dialogo i protagonisti della scena locale con ospiti internazionali. Tra i nomi annunciati per il 2026 spicca quello di Virgilio Martínez, chef peruviano di Central a Lima, ristorante che ha costruito la propria identità sull’esplorazione della biodiversità e dei differenti ecosistemi del Perù. L’8 ottobre partecipa all’Industry Seminar mentre il 9 Martinez è protagonista di From Summit to Sea, in collaborazione lo chef arubano Urvin Croes di Infini.

Il programma non guarda però soltanto all’alta cucina. Anche il bere miscelato entra nel racconto con ospiti come il bartender italiano Luca Cinalli, protagonista di una mixology experience al The Ritz-Carlton Aruba e degli appuntamenti di The Pavilion, mentre l’8 ottobre l’Autentico Industry Seminar porta l’attenzione dietro le quinte dell’ospitalità, affrontando temi che vanno dalla guest experience alla sostenibilità.
Una grande tavola nel centro di Oranjestad
Il viaggio converge infine nella capitale. Il 10 e 11 ottobre, Wilhelminastraat diventa il palcoscenico di The Pavilion, due giornate nelle quali ristoranti, chef – tra cui Marcus Samuelsson, ristoratore svedese di origini etiopi alla guida del Red Rooster di New York, al fianco di L.G. Smith’s Steak & Chop House – bartender e produttori si ritrovano nel centro di Oranjestad. Qui la formula del festival cambia ancora: non soltanto assaggiare, ma anche partecipare. Tra le novità dell’edizione ci sono The Autentico Kitchen, con cooking class guidate da chef locali e internazionali, e The Autentico Bar, dedicato invece alla mixology. Un’occasione per avvicinarsi a ingredienti, preparazioni e cocktail andando oltre la semplice degustazione.

Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti di Autentico: usare il cibo non come parentesi del viaggio, ma come strumento per leggere la destinazione. Significa lasciare per qualche ora la propria spiaggia, entrare nei ristoranti frequentati sull’isola, incontrare chi ci lavora e scoprire quanto della storia di Aruba sia finito, nel tempo, dentro un piatto o un bicchiere.
Una birra racconta Aruba

Quest’anno quel bicchiere può essere anche di birra. Proprio mentre Autentico entra nel vivo, il 4 ottobre apre a Oranjestad la Balashi Beer Experience, una nuova attrazione dedicata alla famosa birra locale e, attraverso di essa, alla storia dell’isola. La definizione di “brewery tour”, in questo caso, sarebbe riduttiva. Il progetto occupa 1.300 metri quadrati ed è articolato in 12 ambienti immersivi, per un percorso che richiede indicativamente tra i 90 e i 120 minuti.
Si parte da una tradizionale Cunucu House, dove viene introdotta la storia di Balashi, per arrivare progressivamente alla produzione. Lungo il percorso si scopre anche cosa c’è dentro una birra nata su un’isola caraibica: acqua marina desalinizzata di Aruba, orzo scozzese, luppolo tedesco e lievito. Poi si entra nel birrificio, si attraversano le fasi di fermentazione, imbottigliamento e distribuzione e si assiste a un Brewing Show immersivo.
Ma il filo conduttore resta il territorio. Scenografie, proiezioni, effetti speciali e installazioni interattive portano dalla costa caraibica ai paesaggi più aspri dell’Arikok National Park, utilizzando la storia del marchio per raccontare anche persone, luoghi e cultura dell’isola. Il percorso termina nell’ambientazione di un tradizionale Aruban Rum Shop, con una degustazione di Balashi. Da qui si può proseguire verso il flagship store oppure fermarsi al Balashi Bar, entrambi accessibili anche senza acquistare il biglietto dell’esperienza. Ed è un indirizzo che rimarrà anche quando le cucine di Autentico si saranno spente.