C’è un momento dell’anno in cui Roma sembra quasi fatta apposta per essere vissuta all’aperto. Sono le ottobrate romane, quelle giornate luminose e ancora miti che invitano a rallentare e a trascorrere un pomeriggio tra i viali alberati di una villa storica. E se c’è un luogo che permette di farlo quasi senza accorgersi di essere ancora dentro la città, quello è Villa Doria Pamphilj, nel quartiere Gianicolense: con 184 ettari, vanta l’estensione maggiore rispetto agli altri grandi parchi pubblici della Capitale come Villa Ada (tra i 160 e i 180 ettari) e Villa Borghese (circa 80 ettari).
La storia di Villa Pamphilj affonda le radici nel Seicento. Il primo documento che testimonia la presenza dei Pamphilj nella zona risale al 1630, ma è dopo l’elezione al soglio pontificio di Giovanni Battista Pamphilj, nel 1644 con il nome di Innocenzo X, che la tenuta comincia a trasformarsi in una vera residenza di campagna della famiglia. In quegli anni nasce anche il Casino del Bel Respiro, concepito come luogo destinato a ospitare la vasta collezione di opere della famiglia. Nei secoli successivi la proprietà viene ampliata con nuovi terreni, fontane e giardini. Nell’Ottocento entra a farne parte anche l’area dell’antica Villa Corsini, acquistata nel 1856, che rappresenta l’ultimo grande ampliamento della tenuta.
La storia del parco è legata anche a quella più turbolenta di Roma. Nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana, l’area fu teatro dei combattimenti tra i Garibaldini e l’esercito francese. La vicina Villa Corsini venne distrutta dai bombardamenti e, sulle sue rovine, fu successivamente costruito l’Arco dei Quattro Venti. Nel Novecento la proprietà passò progressivamente al Comune. La costruzione della via Olimpica, in occasione delle Olimpiadi del 1960, divise il parco in due parti; la porzione occidentale fu aperta al pubblico nel 1965 e quella orientale nel 1971.
Cosa vedere a Villa Pamphilj

La sua dimensione è tale che sono previsti diversi itinerari per esplorarla. Non serve naturalmente seguirli integralmente per cogliere la varietà del parco: anche una passeggiata più breve permette di incontrare alcuni dei suoi luoghi più caratteristici.
L’Arco dei Quattro Venti
Per chi entra da Porta San Pancrazio, è uno dei primi elementi monumentali a comparire. Fu realizzato nell’Ottocento su progetto di Andrea Busiri Vici, nel luogo dove sorgeva il Casino dei Quattro Venti, distrutto durante i combattimenti del 1849. Sulla sommità, quattro statue rappresentano i venti associati ai quattro punti cardinali.
Il Villino Corsini e la Valle dei Daini
Il Villino Corsini, edificio settecentesco appartenuto all’antica Villa Corsini, venne ristrutturato e ampliato nella seconda metà dell’Ottocento. Poco distante si apre la Valle dei Daini, un’area di circa sei ettari che in origine aveva un’impostazione a giardino toscano e che nell’Ottocento fu trasformata anche in riserva di caccia privata.
L’Acquedotto Traiano-Paolo
È uno degli elementi più antichi e suggestivi del parco. L’acquedotto fu costruito sotto l’imperatore Traiano e successivamente restaurato da papa Paolo V. Il suo passaggio rese possibile l’alimentazione del sistema di fontane che ancora oggi caratterizza Villa Pamphilj e ne delimita il confine settentrionale lungo l’Aurelia Antica.
Il Giardino del Teatro
Creato tra il 1644 e il 1652, occupa circa 3,3 ettari. Il nome deriva dalla grande esedra semicircolare destinata in origine a spettacoli teatrali e musicali all’aperto. Al centro venne realizzata nel Settecento la cosiddetta Stanza dell’Organo, mentre l’area conserva ancora l’impronta del progetto seicentesco.

Villa Vecchia, i giardini e le fontane
Un altro itinerario parte da via Aurelia Antica e attraversa la Villa Vecchia, il Giardino dei Cedrati e le antiche serre ottocentesche con il Giardino delle Palme. Lungo il percorso si incontrano alcune delle fontane più caratteristiche della villa, tra cui quelle della Lumaca, del Giglio, della Palomba e del Tevere, fino al canale con le sue cascate e al lago.
Il lago e il paesaggio verde
È uno dei luoghi in cui si percepisce meglio la vocazione paesaggistica della villa. C’è un percorso che conduce attraverso la pineta storica e la lecceta, fino al lago e alla vista sul Casino del Bel Respiro. La vegetazione è infatti una componente essenziale del parco.
Il Casino del Bel Respiro
È probabilmente l’immagine più iconica di Villa Pamphilj. Conosciuto anche come Villa Algardi, fu realizzato nel Seicento insieme ai suoi giardini e rappresentava il cuore monumentale della tenuta. Oggi il Casino e il Giardino Segreto non appartengono alla gestione del Comune: il complesso, acquisito dal Demanio dello Stato nel 1967, è sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio.
È proprio questa combinazione di storia, natura e dimensioni a rendere Villa Pamphilj diversa da un semplice parco cittadino. In pochi chilometri di passeggiata si passa da un acquedotto romano a un giardino seicentesco, da un lago a una pineta, da fontane storiche ad architetture nobiliari. E durante le ottobrate romane, quando il caldo dell’estate ha lasciato spazio a temperature più piacevoli, può essere uno dei modi più piacevoli per vivere Roma.