Uno dei requisiti più ricercati quando si sceglie la destinazione per le proprie vacanze è la tranquillità. Chi è abituato a vivere una quotidianità caotica, tra traffico e stress, quando parte preferisce rallentare i ritmi e rifugiarsi in luoghi dove l’inquinamento acustico è solo un lontano ricordo. Allontanarsi da un contesto rumoroso può infatti avere effetti positivi sulla salute, sia fisica sia mentale.
A elencare i Paesi più silenziosi del mondo ci ha pensato il Noise-Free Nations Index elaborato da Go2Africa – tour operator specializzato in viaggi e safari personalizzati in Africa – utilizzando dati provenienti da fonti come il report Overcrowding, Worldometer, Banca Mondiale, Protected Planet oltre a rapporti governativi di diversi Paesi. L’analisi ha preso in considerazione sette indicatori: densità abitativa, densità turistica, percentuale di territorio rurale, estensione delle aree protette, densità dei veicoli a motore, degli aeroporti e delle linee ferroviarie. A ciascuno è stato assegnato un punteggio da 0 a 100: più alto è il valore, maggiore è il livello di tranquillità associato a un minor numero di veicoli sulle strade, a una presenza turistica più contenuta e a una maggiore estensione di territori naturali incontaminati.
Le destinazioni più tranquille del mondo
Contrariamente alle aspettative, a offrire contesti più tranquilli non sono le isole tropicali sperdute e paradisiache: l’Africa è protagonista assoluta, premiata da un modello di turismo a basso volume e alto valore, mentre l’Europa compare solo al 34° posto con l’Estonia, seguita dalla Finlandia al 39° e dalla Svezia al 40°. A penalizzare il Vecchio Continente sono soprattutto l’elevata densità abitativa, il turismo e le reti infrastrutturali particolarmente sviluppate. C’è però da precisare che alcune realtà, come ad esempio molte piccole isole oceaniche, sono state escluse dalla graduatoria finale per insufficienza di dati.
Bhutan
In cima alla classifica c’è il Bhutan, con un punteggio di 89,44. Adagiato ai piedi dell’Himalaya orientale, il Paese si estende per 39.041 chilometri quadrati tra montagne ricoperte di foreste, vallate terrazzate e altopiani scarsamente popolati, con una percentuale elevata di aree protette. Al fine di promuovere un turismo a basso impatto ambientale, i visitatori devono affidarsi agli operatori locali autorizzati e versare una quota giornaliera, la Sustainable Development Fee, destinata a finanziare iniziative per lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale del Paese.
Namibia
La Namibia conquista il secondo posto con 86,69 punti. È una terra di grandi silenzi, dove si trovano il Namib, il deserto più antico del mondo, e la suggestiva Skeleton Coast, un’area remota e incontaminata con dune che arrivano fino a coste disseminate da numerosi relitti di navi. Con appena 3,83 abitanti e 0,67 turisti per chilometro quadrato, è in grado di offrire ampi spazi in cui ritrovare se stessi in profonda solitudine. C’è poi la NamibRand Nature Reserve, una delle più grandi riserve naturali private dell’Africa meridionale, riconosciuta nel 2012 come International Dark Sky Reserve di livello Gold dall’International Dark-Sky Association per la qualità del cielo notturno, estremamente buio, ideale per l’osservazione astronomica.
Botswana
Ancora una destinazione africana al terzo posto: il Botswana, con un Quiet Score di 80,86. È una delle principali destinazioni al mondo per i safari dove una politica turistica orientata alla tutela degli ecosistemi, con gran parte del territorio suddiviso in concessioni private, prevede un numero controllato di visitatori. Il risultato è un’autentica esperienza nella natura selvaggia che invita a osservare in tutta la loro bellezza e maestosità i cosiddetti Big Five – elefante, bufalo, rinoceronte, leone e leopardo – nella Riserva Moremi del Delta dell’Okavango o ancora avventurarsi nel Chobe National Park (grande quanto l’Irlanda del Nord) dove si trova la più grande concentrazione al mondo di elefanti africani selvatici.
La classifica prosegue con altre due destinazioni africane rispettivamente in quarta e quinta posizione: lo Zambia, dove circa il 48% della superficie nazionale è ufficialmente tutelato e il Gabon, con oltre l’85% del territorio ricoperto da fitte foreste equatoriali. Chiudono la top 10 la Mongolia, in cui immense steppe e il deserto del Gobi, insieme alla scarsità di infrastrutture, offrono ampi spazi lontani dalla folla e la Bolivia che, con una bassa densità abitativa e un turismo contenuto, consente di trovare ancora dimensioni dove poter evitare la folla e riconnettersi con la natura.
I Paesi più rumorosi a livello globale
Tra le realtà più rumorose, lo scettro va a invece a Singapore, con un Quiet Score di 6,78. Il motivo principale? Le aree rurali sono molto limitate e coprono appena il 30% del territorio. A questo si aggiunge una rete infrastrutturale molto sviluppata. Strano ma vero, anche le Maldive si distinguono per il caos generato da auto, motocicli, migliaia di residenti e milioni di turisti che affollano Malé, punto di snodo per molti visitatori diretti nelle isole circostanti. Lo stesso vale per Barbados, dove la presenza di due aeroporti su una superficie così ridotta contribuisce ulteriormente all’inquinamento acustico.