Situato sulla Gran Vía, questo elegante albergo dalla facciata bianca e dalle alte finestre aperte su balconi, invita a varcarne la soglia e a lasciarsi alle spalle il caos della città per ritrovarsi in un rifugio di lusso dall’atmosfera intima, quasi come una dimora privata. Siamo al Brach Madrid, l’ultimo gioiello di ospitalità della catena Evok Collection firmato dal designer francese Philippe Starck. Il nuovo boutique hotel sorge nel luogo in cui un tempo si trovava il Palacio de Masserano, residenza legata all’infanzia di Victor Hugo. Demolito per la realizzazione della Gran Vía, al suo posto venne ricostruito un nuovo palazzo negli anni Venti dall’architetto Jerónimo Pedro Mathet Rodriguez. Nel tempo ha ospitato inquilini illustri come gli Alfonsos, celebre famiglia di fotoreporter che vi mantenne i propri laboratori dal 1939 al 1990. Anche se ora è stato completamente restaurato e ampliato, alcuni elementi sono stati conservati, come l’imponente scalinata in ferro battuto.
Camere e suite ricche di comfort e sentimenti
«Entrare al Brach Madrid è come accedere a un luogo abitato. Un’infinità di oggetti sorprendenti e misteriosi, accumulati per il loro valore sentimentale e dunque inestimabile, riempiono l’hotel di sogni e di suggestioni creative», spiega Starck. Un’atmosfera poetica e romantica, pervasa da una gioiosa nostalgia, aleggia in tutte le 57 camere, di cui 3 suite, progettate per far sentire gli ospiti come a casa, tra fotografie, collezioni di libri, vasi, ceramiche e souvenir di viaggio. Gli interni progettati dal designer raccontano, infatti, una storia d’amore senza tempo: quella di un uomo che, per la donna amata, riveste ogni angolo dei ricordi dei loro viaggi, trasformando lo spazio in un omaggio alla loro relazione.

Attorno alla testiera in pelle si raccolgono schizzi e appunti legati a escursioni mentre di fronte, nell’armadio che funge anche da scaffale, trovano posto una serie di oggetti personali: fotografie di quando era un giovane pugile, i guantoni usati sul ring, le nacchere appartenute alla madre e strumenti musicali tradizionali, come la bandurria e il mandolino, insieme ad altri elementi che richiamano la cultura spagnola. Tutti questi oggetti contribuiscono a costruire un racconto intimo e identitario dello spazio. Anche il bagno include un dettaglio decorativo di rilievo: un grande specchio con cornice in terra smaltata, che diventa un elemento distintivo del design. Infine, per ampliare la sensazione di comfort domestico, è possibile usufruire di servizi beauty direttamente in camera, come la maschera myLED e l’asciugacapelli Dyson per la piega.
Un piano terra dedicato all’arte culinaria e alla mixology
Per la parte dedicata alla gastronomia, il designer si è lasciato ispirare dall’atmosfera dei grandi caffè madrileni degli anni Venti, dando vita a un ristorante elegante con pareti in legno scuro, soffitti in cuoio intrecciato, spessi tendaggi intessuti nei toni del beige, poltrone in pelle naturale, doppi paralumi per smorzare la luce e specchi inclinati. Un’atmosfera calda e sommessa, così evocativa da far immaginare Salvador Dalí, Luis Buñuel, Federico García Lorca e tutta la Generación del 27 riuniti qui. Il menu, ideato dallo chef Adam Bentalha, propone piatti mediterranei con influenze orientali e un’attenzione particolare alla convivialità, preparati nella cucina a vista. Da non perdere le crocchette di cecina (un pregiato salume della Penisola Iberica), il Babaganoush ahumado al Josper, una variante affumicata della crema di melanzane mediorientale che viene preparata al momento, e la morbidissima guancia di Black Angus, con salsa ristretta e porri canditi.

Prima di accomodarsi a tavola, una sosta al bar non può mancare. Qui l’arte della miscelazione si esprime attraverso creazioni esclusive come il “Gran Vía”, con Mezcal Mahani, limone, liquore alla menta, sciroppo fatto in casa di citronella e rosmarino. Avete voglia di dolci? Le vetrine de La Pâtisserie, affacciate sulla strada, invitano a una dolce pausa tra grandi classici della pasticceria francese: torte di fragole, Paris- Brest, Opéra, éclair, flan cremosi, invitano a compiere un viaggio tra i grandi classici della pasticceria francese. Un luogo ideale per vivere il rituale madrileno dell’ora sacra del caffè con i pasticcini, da provare a metà mattinata e nel tardo pomeriggio. Nel weekend, invece, l’offerta si amplia con un ricco brunch a buffet, tra dolci da condividere come tropézienne, kouglof e torte meringate al limone.
La Capsule: un’oasi di benessere intima e sofisticata

Se il design dell’hotel è caratterizzato da arredi e materiali ricchi e importanti, scendendo nella spa si cambia registro e si entra in uno spazio “leggero” come una nuvola, dove domina il bianco puro, impreziosito da dettagli in oro. Un rifugio intimo perfetto per una fuga rilassante, con una piscina di 20 metri e diverse cabine, dove provare trattamenti viso e corpo firmati da My Blend e Clarins, che coniugano competenze manuali e tecnologie di bellezza (elettrostimolazione, fotobiomodulazione a LED, crioterapia). È possibile sperimentare anche attività come sessioni di mindful movement, fitness coaching e tecnologie dedicate al benessere, quali la camera iperbarica a ossigeno, il bagno di ghiaccio guidato, la sauna a infrarossi e la vasca galleggiante.
