Nel cuore storico di Vienna, tra eleganti palazzi imperiali e piazze monumentali, uno dei musei più celebri della capitale austriaca si prepara a festeggiare un anniversario importante. Nel 2026 l’Albertina compie 250 anni, e per l’occasione ha messo a punto un programma di celebrazioni che promette di attirare appassionati d’arte da tutto il mondo.
Ospitato in quello che un tempo era il più grande palazzo residenziale degli Asburgo, il museo custodisce oggi una delle collezioni grafiche più prestigiose del pianeta. Per celebrare la ricorrenza, tra mostre, eventi speciali e giornate a ingresso gratuito, ci sarà anche il ritorno di una delle opere più amate e delicate della storia dell’arte: il celebre Leprotto, il disegno naturalistico di Albrecht Dürer, esposto solo raramente per ragioni di conservazione e già protagonista di un’esposizione molto visitata nel 2019-2020.

La storia dell’Albertina inizia nel 1776, quando il museo fu fondato dal duca Albert of Saxony-Teschen, grande appassionato e collezionista di arte grafica. Nel corso della sua vita il duca raccolse con straordinaria determinazione disegni e stampe provenienti da tutta Europa, costruendo una collezione che già alla sua morte contava circa 14.000 disegni e 160.000 incisioni.
Oggi quell’eredità si è trasformata in un patrimonio immenso: oltre un milione di opere su carta, che spaziano dal tardo gotico fino alla contemporaneità. Dietro la nascita della collezione, tuttavia, c’è anche una figura spesso rimasta in secondo piano. La moglie del duca, l’arciduchessa Maria Christina, Duchess of Teschen, figlia dell’imperatrice Maria Theresa, ebbe infatti un ruolo decisivo: il suo patrimonio personale contribuì in modo significativo alla creazione della raccolta, rendendo possibile l’acquisto di numerose opere.
Il momento centrale delle celebrazioni sarà il weekend del 4 e 5 luglio, quando il museo aprirà gratuitamente le sue porte al pubblico con un ricco programma di attività, visite guidate e iniziative dedicate anche alle famiglie. La scelta della data non è casuale: proprio nei primi giorni di luglio del 1776 il duca Alberto e la moglie ricevettero a Venezia una prima importante raccolta di stampe, consegnata dal diplomatico Giacomo Durazzo. Quel momento è considerato l’inizio simbolico della collezione che avrebbe dato vita all’Albertina.
L’anno del 250° anniversario sarà accompagnato da tre esposizioni principali, pensate per raccontare la storia della collezione da nuove prospettive. La prima, Faszination Papier. Rembrandt bis Kiefer, visitabile fino a marzo, esplora il fascino della carta come mezzo artistico, mettendo in dialogo opere storiche e contemporanee, dalle incisioni fino alle sculture realizzate con questo materiale.
Il vero evento dell’anno sarà però la mostra celebrativa “Sammeln für die Zukunft. 250 Jahre Albertina”, in programma da giugno a ottobre. L’esposizione ripercorrerà la nascita e l’evoluzione del museo, raccontando come si forma una collezione e quali scelte guidano collezionisti e curatori nel tempo. Tra i capolavori esposti ci saranno opere iconiche come il Leprotto di Dürer e alcuni disegni di Egon Schiele, artista simbolo della Vienna moderna.
La terza mostra, prevista tra ottobre 2026 e gennaio 2027, offrirà invece uno sguardo diverso sulla collezione: Künstlerinnen der Albertina metterà al centro le artiste donne, spesso poco rappresentate nelle collezioni storiche, restituendo visibilità a contributi artistici rimasti a lungo in secondo piano. Il calendario del museo sarà particolarmente ricco anche oltre le celebrazioni.
In primavera l’Albertina dedicherà una mostra a Honoré Daumier, celebre maestro francese della caricatura politica. In autunno sarà invece la volta di una grande esposizione che metterà a confronto due giganti della pittura del Novecento, Pablo Picasso e Francis Bacon. Parallelamente, la sede contemporanea del museo, l’Albertina Modern, ospiterà la mostra “KAWS: Art & Comix“, dedicata all’incontro tra arte contemporanea e cultura del fumetto, oltre a importanti retrospettive sugli artisti austriaci Franz Weste Arnulf Rainer.
Tra celebrazioni storiche, capolavori raramente esposti e nuove prospettive sull’arte, il 2026 promette di essere un anno imperdibile per visitare Vienna. E per chi ama il disegno e la grafica, l’occasione di vedere dal vivo il leggendario Leprotto di Dürer sarà uno degli eventi culturali più attesi d’Europa.
