Se per viaggiare negli Stati Uniti è richiesto l’ESTA, per il Regno Unito l’ETA e l’eTa per il Canada, a partire dal 2028 bisognerà aggiungere un nuovo acronimo – e un nuovo documento – al vocabolario del viaggiatore. Si tratta del JESTA, ovvero del Japan Electronic System for Travel Authorization, introdotto dal governo nipponico e richiesto a tutti coloro che intendono soggiornare nel Paese per un arco temporale inferiore ai 90 giorni. Come lascia intendere il nome, si parla di un nuovo sistema elettronico di autorizzazione al viaggio che interesserà solamente i visitatori provenienti da 71 Paesi esenti da Visto (Italia compresa) che dovranno farne richiesta prima di imbarcarsi.
Al fine di ottenere il pass digitale, sarà necessario provvedere a fornire in anticipo alcune informazioni personali e di viaggio, quali i dettagli del passaporto e l’itinerario e, per concludere la pratica, pagare una tassa nominale di richiesta ma, al momento non ci sono ancora informazioni certe per quel che concerne il costo ma si stima che si aggiri orientativamente tra i 10 e i 20 euro. Una novità introdotta per rispondere a diverse esigenze: velocizzare e modernizzare le procedure di immigrazione negli aeroporti giapponesi e rafforzare al contempo i controlli alle frontiere per prevenire soggiorni illegali. La misura si è resa necessaria inoltre per gestire il crescente afflusso di turisti. I numeri sono piuttosto eloquenti: solo nel 2025 il Paese ha registrato 42.683.600 visitatori stranieri, con un incremento del 15,8% rispetto all’anno precedente.