Tra i rituali per l’anno nuovo, c’è anche una valigia vuota

Tra i rituali per l’anno nuovo, c’è anche una valigia vuota

Come si festeggia Capodanno nel mondo? Tradizioni, riti propiziatori, sapori e ricette per augurare e augurarsi 12 mesi di felicità e viaggi.
Capodanno
I fuochi d'artificio a Sydney, foto Shutterstock

Se il Natale è una festa legata alle religioni cristiane, i festeggiamenti di Capodanno sono decisamente più diffusi e spesso “contagiano” anche Paesi che fissano l’inizio dell’anno nuovo in altri periodi, come avviene ad esempio secondo il calendario cinese (tra febbraio e marzo).

E se i fuochi d’artificio sono un grande classico che accomuna le celebrazioni praticamente in tutto il mondo – a cominciare dallo spettacolo che brilla nel cielo di Sydney, davanti all’iconica Opera House, tra le prime città al mondo a dare il benvenuto al nuovo anno – sono invece tantissime le modalità e i piccoli e grandi riti, gastronomici e non solo, che accompagnano il passaggio di data nei diversi continenti.

Dalle Alpi agli Appennini e oltre, non può mancare il cotechino

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Cotechino con le lenticchie, foto Shutterstock

In Italia, il menu del cenone del 31 dicembre varia – per portate, ingredienti e lunghezza – da regione a regione e anche da città a città. Eppure, c’è un piatto cui nessuno si sottrae, nonostante ci si arrivi quasi sempre già sazi: cotechino (o zampone, a seconda delle zone e del gusto) e lenticchie accompagnano lo scoccare della mezzanotte dalle Alpi alla punta dello Stivale, isole comprese.

Questo piatto ha una valenza propiziatoria che nemmeno i più scettici osano mettere in dubbio: risalirebbe all’epoca romana l’abitudine di considerare i gustosi legumi – che ricordano per forma e colore delle piccole monete –, oltre che un cibo nutriente e appagante, anche un augurio di ricchezza.

L’”invenzione” dello zampone viene invece attribuita a Pico della Mirandola, governatore della cittadina oggi in provincia di Modena: durante l’assedio del 1511 da parte delle truppe di Papa Giulio II avrebbe trovato un trucco ingegnoso per conservare le carni dei maiali macellati insaccandole nelle loro stesse zampe.

Fortuna per un anno intero

La scaramanzia gastronomica – soprattutto quella che riguarda l’arrivo dell’anno nuovo, e il lasciarsi alle spalle i dodici mesi precedenti – non è tuttavia questione soltanto italiana. Sono moltissimi i Paesi dove “la fine e il principio” sono celebrati con grandi o piccoli rituali che hanno a che vedere con il cibo.

In Gran Bretagna, ad esempio, si porta in tavola il Sixpence Pudding: il tradizionale dolce natalizio a base di frutta secca prende il nome dall’usanza di nascondere all’interno dell’impasto delle monetine (anticamente dei sixpence, o mezzo scellino), assicurando a chi le trova ricchezza e prosperità per l’anno in arrivo.

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La vasilopita, foto Shutterstock

Una tradizione simile si trova in Grecia, dove non può mancare la vasilopita, o torta di San Basilio, un dolce semplice ma gustoso insaporito da spezie e liquore. Le famiglie di religione ortodossa la condividono come augurio di buona fortuna: in particolare, a chi troverà la monetina di plastica nascosta al suo interno. Altra usanza è la podariko: allo scoccare della mezzanotte si rompe un melograno sulla soglia di casa, per augurare abbondanza, fertilità e buona sorte.

In Francia, invece, è per l’Epifania che si prepara la Galette de Rois: una sontuosa torta di pasta sfoglia farcita da uno strato di frangipane (crema alle mandorle) che nasconde la fève: una mandorla o un altro gingillo di plastica. Chi la trova è il “re” della festa e può indossare una corona di carta, che ricorda quella dei Re Magi. In questo caso,l’anno è già iniziato non è mai troppo tardi per un po’ di fortuna.

In Scozia, la regina della tavola del primo dell’anno è la Steak Pie: da queste parti – dove Capodanno coincide con Hogmanay, il solstizio d’inverno – i festeggiamenti tendono a essere piuttosto esagerati, e contemplano di certo abbondanti bevute. Ecco perché il primo gennaio solitamente si mangia questo poderoso pasticcio di carne, tipico pasto da hangover.

Negli Stati Uniti, l’equivalente decisamente più morigerato del nostro cotechino con le lenticchie è l’Insalata di Black Eyed Peas: in questo caso a simboleggiare le monete sono i gustosi fagioli con l’occhio, mentre gli ortaggi verdi in foglia (come solito cavolo nero o broccoli) ricordano i dollari e il cornbread (pane a base di farina di mais) ha il colore dell’oro.

In Giappone, quello del primo gennaio è considerato il pasto più importante dell’anno. L’Osechi Ryori prevede una serie di piatti benauguranti e simbolici: dall’omelette fino ai Kamaboko, polpette di pesce decorative. Preparati in anticipo, vengono serviti nell’ojubako – elegante contenitore laccato a più piani, a simboleggiare abbondanza e continuità – e spesso durano più giorni, per godersi il riposo.

Diamo i numeri: le tradizioni regionali (e oltreoceano)

Nelle tradizioni regionali italiani – e talvolta anche all’estero – sono diverse le credenze che legano l’ultima notte dell’anno, o il primo giorno di quello nuovo, a cibi particolari da mangiare in quantità specifiche dai significati simbolici o propiziatori, secondo una sorta di “cabala gastronomica”.

In Val d’Aosta e nelle Marche l’usanza vuole che allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre di mangino dodici (come i mesi dell’anno o i rintocchi della campana) acini d’uva: proprio come è abitudine in Spagna e in America Latina, ma con la specifica che sia nera.

In Abruzzo è invece nel menu della Vigilia di Natale che sono previste le “sette minestre”, con piatti a base di altrettanti legumi diversi (non solo lenticchie, dunque, meglio abbondare!) ma anche pasta con sugo di pesce, baccalà e verdure: una tradizione ripresa anche dalle “Virtù” primaverili.

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La tavola imbandita per la Cena dei Sette Pesci, foto Shutterstock

Anche la frutta secca è considerata simbolo di prosperità, e dovrebbe comparire sulle tavole italiane del 31 dicembre in almeno sette varietà (in Francia arrivano a 13): noci, nocciole, mandorle, arachidi e poi uva zibibbo, fichi e datteri. In Sardegna invece, l’usanza contadina voleva che si mettessero 12 chicchi di grano su un mattone rovente: quelli che bruciavano indicavano i mesi di bel tempo a venire. E il grano – simbolo di abbondanza – era pure ingrediente di su trigu cotu: grano cotto, condito con latte di pecora e zucchero o miele, alla base della colazione del primo gennaio da condividere con famiglia, amici e vicini di casa.

Lo stesso numero, con il suo significato simbolico forse legato alla durata del viaggio di Giuseppe e Maria verso a Betlemme, o ai sacramenti della religione cattolica, si ritrova in un’usanza introdotta negli Stati Uniti dalla comunità italoamericana: qui per molti, infatti, la Vigilia prevede la Cena dei Sette Pesci(the Feast of the Seven Fishes ripresa anche nella popolare serie Netflix The Bear), scandita da 13 portate – dall’antipasto al dolce – in cui compaiono sette diverse tipologie di prodotti ittici: la scelta è libera, come anche quella delle ricette, ma molto spesso sono presenti il baccalà fritto e i gamberi o l’aragosta.

In Giappone, infine, da un minuto prima della mezzanotte dai templi buddisti si levano 108 rintocchi, numero che richiama quello dei desideri mondani o peccati: è il rituale di purificazione del Joya no Kane, per entrare nell’anno nuovo più leggeri.

Oltre la tavola

Ci sono poi anche rituali e usanze che esulano dalla tavola. In Danimarca chi ha coraggio si cimenta nel nytårsdyp, il tradizionale tuffo in mare previsto il 31 dicembre. Più alla portata di tutti il Salto di Capodanno: a mezzanotte, pronti a saltare dal divano, da una sedia o anche semplicemente in aria!

Ci si tuffa in mare – a mezzanotte, ma con altre temperature – anche in Brasile, e in particolare sulla spiaggia di Copacabana a Rio, dove tantissime persone vestire di bianco si ritrovano per il Rito delle Sette Onde: dedicato alla divinità afro-brasiliana Jemanjà, figura centrale del Candoblé, prevede di esprimere un desiderio per ciascuna onda.

Interessante, poi, l’usanza diffusa in Colombia. Alla mezzanotte del 31, si va in giro per il proprio isolato o quartiere trascinandosi una valigia vuota: è un modo per assicurarsi numerosi viaggi e avventure nell’anno che entra, e magari anche qualche soldo in più!

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