Natura, spa e buon vino: weekend di charme sull’Etna

Natura, spa e buon vino: weekend di charme sull’Etna

Un affascinante itinerario invernale tra crateri innevati, cantine storiche e oasi di benessere sulle pendici del vulcano più alto d’Europa.

A tremila metri la neve copre la lava e il mare resta sullo sfondo, nitido come un confine. L’Etna d’inverno è un cortocircuito mediterraneo: gelo e sole nello stesso respiro, vigneti addormentati accanto crateri attivi. Si viene per camminare, degustare vini minerali, chiudere la giornata in una spa scavata nella pietra: nella stagione fredda, un weekend sul vulcano più alto d’Europa è un viaggio sensoriale tra natura e benessere, tra energia primordiale e quiete.

La magia della montagna: trekking, neve e panorami sospesi

Trekking sull’Etna

Gli abitanti la chiamano semplicemente ‘A Muntagna. D’inverno, l’Etna diventa un mosaico di contrasti: il nero lavico delle sciare e il bianco puro della neve disegnano un paesaggio surreale. Per chi ama l’avventura, l’esperienza più autentica è un’escursione con una guida vulcanologica come Davide Federico di Mount Etna Tours, che da quasi trent’anni accompagna i visitatori tra colate, crateri e sentieri sospesi sul mare. “Ogni eruzione è diversa – racconta – e ogni giorno il vulcano ci insegna qualcosa di nuovo”. Nei mesi freddi si può camminare fino a 2.500 metri, magari con le ciaspole ai piedi, e assistere da lontano a spettacolari colate di lava. Quando la neve è abbondante, l’Etna offre anche un’esperienza unica: sciare guardando il mare. A Piano Provenzana, sul versante nord, gli impianti aprono piste panoramiche che sembrano tuffarsi nel blu dello Ionio. In lontananza, ma raggiungibile in macchina in meno di 40 minuti, c’è Taormina, la città simbolo della Dolce Vita in Sicilia.

L’anima del vulcano nel bicchiere

Terminata l’escursione, la montagna chiama a un altro tipo di scoperta: quella dei vini dell’Etna, oggi tra i più apprezzati nel panorama internazionale, tanto che Stevie Kim, managing partner di Vinitaly e fondatrice di Vinitaly International Academy, li ha definiti “sexy”. Ma oltre il trend, la viticoltura sul vulcano è antica quanto il mito: i Greci piantarono le prime viti secoli fa, da allora il legame tra fuoco e vite non si è mai interrotto. Oggi, dopo la nascita della DOC Etna nel 1968, le cantine si moltiplicano e aprono le loro porte all’enoturismo. Da un versante all’altro, dalle vigne terrazzate di Randazzo ai pendii assolati di Milo che si affacciano sul mare, è un susseguirsi di degustazioni guidate, visite nei palmenti restaurati e pranzi con vista.

Un calice di Carricante o di Nerello Mascalese racconta tutto: la mineralità della lava, la brezza del mare, la luce tagliente della Sicilia in inverno. Sono tante le cantine maestre di ospitalità, dalle più strutturate, come Cottanera, Pietradolce, Benanti, Barone di Villagrande, dove è possibile pranzare con piatti preparati ad hoc in cucina, fino a quelle piccole per degustazioni con abbinamenti più veloci di salumi e formaggi locali. 

Dormire tra vigne e design

Il panorama dalla Dimora Cottanera

Per vivere appieno l’esperienza etnea, non ci si può far mancare un soggiorno tra i vigneti. Sul versante nord, la Cantina Palmento Costanzo offre un rifugio di puro silenzio: un appartamento in totale privacy, di design minimalista immerso tra viti centenarie e sciare laviche, dove il tempo scorre lento e la vista si perde tra colline e fumo vulcanico. Poco più in là, Dimora Cottanera, parte dell’omonima azienda familiare, interpreta l’arte dell’ospitalità siciliana con gusto intimo e raffinato. Tra le vigne e le pietre nere, la casa offre una zona fitness e colazioni deliziose con marmellate d’agrumi e dolci locali.

Boutique hotel e spa con anima siciliana

Vitellina a punta di coltello con fonduta di formaggi siciliani e bacche di ginepro dell’Etna, affumicata agli aghi di pino al ristorante Shalai – ph. Paola Licciardello

Per chi cerca il comfort contemporaneo, due indirizzi diventano imprescindibili. Il primo è Zash – Country Boutique Hotel & Spa a Riposto, un ex casale di famiglia immerso tra agrumeti, oggi trasformato in un elegante rifugio dove la pietra lavica incontra il vetro e la luce. La spa, ispirata agli elementi vulcanici, offre percorsi sensoriali e suite private immerse nel verde. Da non perdere la cena al ristorante Zash, una stella Michelin guidato dallo chef Giuseppe Raciti.

L’altro è Shalai, nel cuore di Linguaglossa, un palazzo nobiliare dell’Ottocento oggi boutique hotel di charme. Le camere affrescate sono intime e curate nei dettagli, la piccola spa è un concentrato di benessere con idromassaggio e bagno turco. Anche qui, il gusto è protagonista: il ristorante stellato Shalai porta la firma dello chef Giovanni Santoro, interprete elegante della cucina etnea contemporanea.

Soste golose, alla scoperta di sapori tipici

Sciatori sull’Etna

Per chi vuole chiudere la giornata in chiave rustica, a pochi passi da Shalai, si trova la trattoria Dai Pennisi – Macelleria con Cucina, tempio della carne e dell’autenticità siciliana. Sul versante est, a Milo, merita invece una sosta golosa la trattoria Ai Quattro Archi di Saro Grasso, che con la sua simpatia vi coinvolgerà tra scelte di piatti, vini e qualche aneddoto etneo. Da non perdere l’arancino di cavolo trunzu di Aci, che oggi è Presidio Slow Food. A Solicchiata, buonissima la pizza di Cave Ox; a Linguaglossa, tra le trattorie c’è invece LinguaGrossa, mentre a Randazzo la trattoria San Giorgio e il Drago, dove provare i caliceddi (una verdura spontanea moto diffusa sulle pendici dell’Etna) e salsiccia tagliata al ceppo. Girovagando da nord ad est, fino a sud-ovest sono tanti i luoghi da scoprire per chi ama il buon cibo. Irrinunciabili, per i più golosi, le paste di mandorle e nocciole. A Santa Venerina, un’istituzione è la Pasticceria Russo, fondata nel 1880, che custodisce ricette antichissime. Tra sapori di vino e profumi di resina, l’Etna d’inverno sorprende e accoglie. È la montagna che non ti aspetti, un luogo dove il calore non viene solo dal vulcano, ma dalle persone, dal cibo e dal piacere lento di vivere.

Articoli Correlati

Iscriviti alla newsletter