The Knast, quando il carcere diventa hotel

The Knast, quando il carcere diventa hotel

A Berlino un ex carcere femminile è rinato come spazio convivale dove si dorme nelle vecchie celle e l'aperitivo si fa nell’antica cappella.
The Knast, Berlino
The Knast, Berlino. Foto di Florian Kroll

Berlino, oltre al suo muro, ha molte altre storie da raccontare. Lasciandosi alle spalle i classici itinerari turistici, se si punta la bussola in direzione sud-ovest, si approda nel residenziale quartiere di Lichterfelde West dove si scopre un lato più raccolto della città. Qui, passeggiando tra strade lastricate e piccoli viali alberati, ci si imbatte in un patrimonio architettonico e naturalistico fatto di ville in stile guglielmino e rigogliosi giardini di grande impatto visivo: è proprio in questo contesto borghese che si inserisce The Knast, una struttura fuori dall’ordinario che offre la possibilità di trascorrere una notte in una location dalla storia ultracentenaria. Qui, al posto delle tradizionali camere d’albergo, ci sono le celle una volta destinate alla reclusione. Il suo nome, difatti, è il suo biglietto da visita: Knast, in tedesco, significa proprio galera. E non occorre avere la fedina penale sporca per soggiornare in questo insolito boutique hotel.

Camera da letto. Foto di Florian Kroll

Per comprenderne l’identità, bisogna fare un salto indietro nel tempo. Costruito in stile neorinascimentale su progetto degli architetti Rudolf Mönnich, Walter Sackur e Paul Thoemer e inaugurato nel 1903, l’edificio ospitava originariamente il tribunale distrettuale e un carcere femminile. Un passato che vive ancora nel presente, come dimostrano molti degli elementi originali preservati quali le inferriate, le porte e le serrature d’epoca che ne definiscono il carattere. Dopo oltre un secolo di storia, nel 2010 il carcere chiuse definitivamente i battenti, ma per l’edificio si aprì un nuovo capitolo. L’imprenditore berlinese Joachim Köhrich rilevò lo storico complesso e avviò un importante progetto di recupero, preservando il patrimonio architettonico – oggi sottoposto a tutela monumentale – e trasformandolo in una struttura adults only dedicata all’ospitalità, alla ristorazione e alla cultura. La sua unicità nasce proprio dal contrasto tra il passato cruento e la nuova vocazione alla convivialità.

Il ristorante. Foto di Florian Kroll

L’offerta ricettiva comprende nove camere di design la cui superficie oscilla tra i 13 e i 30 metri quadrati e, prossimamente, quattro suite verranno ricavate dal sottotetto. Ma le ex celle non accolgono soltanto i viaggiatori: alcune ospitano infatti, nell’ala laterale, gli atelier degli artisti del progetto prideART Berlin – visitabili previa prenotazione – mentre vernissage, mostre, performance artistiche e appuntamenti musicali animano diverse volte all’anno gli spazi espositivi. Una location fuori dall’ordinario, scelta anche come set cinematografico per produzioni come Monuments Men con George Clooney e la serie tv Babylon Berlin tratta dai romanzi di Volker Kutscher dedicati alle indagini del commissario Gereon Rath.

Se un tempo questo era un luogo di silenzio e isolamento, oggi The Knast ha assunto una vocazione completamente diversa, diventando uno spazio orientato alla socialità dove condividere esperienze culturali, gastronomiche e conviviali. A completare l’offerta c’è il ristorante: qui, una volta accomodati, è possibile scegliere cosa ordinare dal menu à la carte oppure affidarsi al percorso degustazione di sei portate firmato dall’executive chef Michael Zscharschuch. La proposta reinterpreta i sapori della tradizione in chiave contemporanea, elegante e inaspettata.

Altrettanto suggestivo è lo Speakeasy Bar, ricavato nell’antica cappella del carcere, dove Fuchs & Hase e l’esperto di mixology Mike Meinke danno forma a una proposta che unisce tecnica, creatività e attenzione ai dettagli, tra cocktail innovativi, whisky classici, rituali dedicati all’assenzio e alternative analcoliche. Essendo stato concepito come uno spazio riservato, vige il divieto di scattare, e ovviamente di postare, foto. A completare l’esperienza, un ampio giardino che si trasforma in una cornice all’aperto per eventi.

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