È difficile immaginare che un centro di appena 20.000 abitanti possa conquistare il titolo di città europea per il patrimonio culturale 2026. Eppure Ptuj — Poetovio per i romani — ci è riuscita, mettendo insieme due anime che convivono da millenni: l’eredità archeologica straordinaria e la vitalità contemporanea. Sorta in epoca preistorica e divenuta, nel I secolo d.C., uno dei punti nevralgici più importanti dell’Impero romano in questa zona d’Europa, Ptuj ancora oggi custodisce con orgoglio le testimonianze del suo passato.
Il legame con l’antica Poetovio non è relegato ai musei: da aprile a ottobre sono gli stessi abitanti a riportare in vita il passato con visite guidate in costume, rievocazioni e soprattutto i Giochi Romani, che ogni agosto trasformano le strade in un affollato corteo di gladiatori, senatori, legionari e vestali. Oltre 800 figuranti danno vita a uno spettacolo che sorprende perfino gli italiani più “abituati” alla romanità.
Kurentovanje: il Carnevale che non ti aspetti
Ma è a febbraio che Ptuj mostra il suo volto più straordinario. Durante il Kurentovanje, il Carnevale tradizionale considerato tra i più affascinanti al mondo (insieme a Venezia, Rio e New Orleans secondo Lonely Planet), il centro storico diventa un museo etnografico a cielo aperto. Protagonista assoluto è il Kurent, una figura ancestrale dall’aspetto selvaggio ma dal ruolo beneaugurante: scacciare il male e richiamare prosperità per l’anno che arriva. Con il suo costume in pelle di pecora, i grandi campanacci e il bastone adornato di aculei di riccio, il Kurent è entrato nel 2017 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Chi desidera approfondire questa tradizione può visitare la Casa del Kurent, un moderno spazio interattivo che racconta storia, simboli e tecniche artigiane legate alla realizzazione dei costumi, che possono pesare fino a 40 chili e richiedere settimane di lavoro.

Una terra di vino da oltre 2.000 anni
La vocazione enologica di Ptuj è antichissima: già i romani producevano e conservavano vino in queste valli, come dimostrano le anfore rinvenute nei siti archeologici. Ma è nel 1239 che nasce la più antica cantina ancora attiva di tutta la Slovenia, la Ptujska klet, ospitata originariamente sotto il convento francescano. Oggi custodisce una preziosa collezione di vini d’archivio, tra cui il celebre Zlata trta del 1917, il vino sloveno più antico.
Una stagione di festival lunga tutto l’anno
Se c’è un tratto che definisce Ptuj, oltre alla storia, è la sua vivacità culturale. Qui ogni stagione ha il suo festival: dal Kurentovanje a febbraio ai Days of Wine and Poetry, che nel 2026 festeggeranno trent’anni tra degustazioni e letteratura; dal festival Art Stays, che porta in città il meglio dell’arte contemporanea internazionale, alle melodie dell’Arsana, una delle rassegne musicali estive più importanti della Slovenia. Nel 2026 è attesa anche la cantautrice britannica Joss Stone.
Oltre al Carnevale, l’inverno è il momento ideale per scoprire il lato più rilassante di Ptuj: la sua tradizione termale. Le Terme Ptuj, alimentate da sorgenti naturali, offrono oltre 4.000 metri quadrati di piscine, saune, aree relax e trattamenti curativi. Un modo perfetto per unire la magia del Carnevale a un weekend benessere.