Passione hiking: i sentieri selvaggi per chi ha sete di avventura

Passione hiking: i sentieri selvaggi per chi ha sete di avventura

Da El Caminito del Rey in Spagna al Pacific Crest Trail, ecco i trail dove mettersi alla prova con sé stessi e con la natura.
Raiatea. Foto di Alika Photography
Raiatea. Foto di Alika Photography

Un’avventura da vivere un passo dopo l’altro. Seguire i ritmi della natura, con lo zaino in spalla. Svegliarsi con il sole, addormentarsi quando fa buio. Hiking, in inglese, significa camminare attraversando posti primordiali su sentieri per escursionisti dalle dimensioni smisurate, per un giorno, una settimana, persino mesi. Allontanarsi dalla città e da una vita sedentaria, per sfidare i propri limiti fisici e mentali: una necessità oggi, dopo due anni di pandemia, più viva che mai.

Cosa significa fare hiking?

«Non è un trekking nella natura: chi si carica lo zaino in spalla e parte per le terre selvagge è alla ricerca di esperienze estreme», spiega Cam Honan, guru dell’hiking. «È un viaggio iniziatico per staccare la spina e gettare la propria vita oltre i confini della quotidianità. C’è chi lo fa per sport, chi per riflettere, per senso di sfida o per cercare nuove direzioni». Australiano, Cam Honan ha macinato a piedi più di centomila chilometri. «Affronto deserti, giungle, cime impervie, sole e neve. Divento tutt’uno con la natura incontaminata, la fauna selvatica, i luoghi più remoti della terra. È faticoso, ma torno sempre con le idee più chiare».

Da fenomeno di nicchia a tendenza

Un piede davanti l’altro si marcia per chilometri, riflettendo, meditando e cercando nuove ispirazioni. C’è chi parte solo e chi in gruppo, chi lo fa per turismo e chi per sfida. L’importante è scegliere il trail più adatto. Uno dei più famosi al mondo è il Pacific Crest Trail, lungo tracciato di montagna del mondo: un’esperienza grandiosa lunga ben 4.265 chilometri, dal Messico al Canada. Diventato famoso grazie al libro “Wild”, autobiografia di Cheryl Strayed, che seguì il trail per 1.800 chilometri. Al libro presto seguì la versione cinematografica, interpretata da Reese Witherspoon nel 2014, trasformandolo da avventura di nicchia a vera tendenza. Oggi folle di appassionati affrontano marce nei luoghi più selvatici e impervi per il fascino dell’avventura.

La California: terra di hiking

Borrego Palm Canyon Trail – Anza-Borrego Desert State Park è un percorso che conduce a un’oasi naturale di palme nel cuore del deserto: se avete gambe allenate spingetevi fino al Goat Canyon Trestle, uno dei ponti ferroviari in legno più grandi al mondo. Camminando sono tanti siti che meritano uno stop, dai giardini di fiori selvatici primaverili al tramonto multicolore di Font’s Point. Ad Anza-Borrego sbocciano fiori selvatici come la verbena viola, il girasole del deserto e il papavero della California colorando le distese desertiche come un quadro che toglie il fiato.

Joshua Tree National Park

Più semplice ma suggestivo, il Ryan Mountain Trail nel Joshua Tree National Park è un percorso panoramico che offre una vista incredibile sul deserto tra Joshua tree, tra rocce granitiche e paesaggi surreali. Fatelo all’alba o al tramonto, potete anche fermarvi a dormire in un campeggio per fare osservazioni astronomiche. Riservato a escursionisti esperti, il Cone Peak Trail, nella Los Padres National Forest, è un itinerario di grande respiro, che offre un trail di 32 chilometri tra foreste selvagge e creste montuose fino a raggiungere una delle vette costiere più alte degli Stati Uniti: è un santuario naturale che ospita una ricca fauna selvatica, incluso il raro condor della California.

Nel cuore rosso dell’Australia

Uluru Kata Tjuṯa Signature Walk. Foto di TWC

Considerata una delle Great Walks of Australia più straordinarie, la Uluru–Kata Tjuta Signature Walk offre un hiking di cinque giorni e quattro notti nel cuore del Red Centre, attraverso il Parco Nazionale di Uluru–Kata Tjuta, patrimonio UNESCO. Il percorso di 54 chilometri, dalle cupole monumentali di Kata Tjuta fino alla base di Uluru, è guidato dai Proprietari Tradizionali Anangu, che condividono storie millenarie e una profonda conoscenza della terra. Si macinano chilometri nei grandi scenari primordiali, tra albe nel deserto e cieli stellati, integrando la marcia alla scoperta del luogo e delle tradizioni. Un viaggio raro e trasformativo, dove geologia, cultura e spiritualità si incontrano, frutto di dieci anni di progettazione e di una visione avanzata di turismo sostenibile, firmata Tasmanian Walking Company.

Arabia Saudita – Il volto verde dell’Asir

Asir. Foto Saudi, Benvenuti in Arabia

Nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, le montagne dell’Asir svelano un paesaggio sorprendente, lontano dall’immaginario desertico del Regno. Qui l’hiking si snoda tra foreste di ginepri, altipiani verdeggianti e temperature miti, in scenari che ricordano, in modo inatteso, quelli alpini. Tra i percorsi più suggestivi c’è la scalata al Jabal Soudah, oltre i 3mila metri, uno dei punti più alti del Paese, da cui lo sguardo spazia sulle valli e sulla pianura di Tihama. L’esperienza unisce natura e cultura: lungo i sentieri si incontrano villaggi tradizionali asiri, antiche comunità montane e un’immersione nella fauna selvaggia, con rapaci e specie endemiche che popolano i cieli.

Isole di Tahiti – Trekking nella pancia del vulcano

Bora Bora. Foto Tahiti Tourisme

Le Isole di Tahiti rivelano un volto insolito e profondamente autentico. Dai picchi di Tahiti, Moorea, Bora Bora, Raiatea, Taha’a e Huahine, fino alle più remote Marchesi e Australi, i sentieri vulcanici conducono attraverso paesaggi modellati da fuoco e acqua, custodi di leggende ancestrali e del concetto spirituale di Mana. A Tahiti, i Lavatubes invitano a esplorare gallerie sotterranee tra stalattiti, stalagmiti e piscine naturali; a Moorea, il Three Coconut Tree Pass offre panorami iconici sulle baie gemelle di Cook e Opunohu, tra foreste lussureggianti e uccelli tropicali variopinti. A Bora Bora, invecem il Cross-Island Trail attraversa pendii scoscesi, antichi Marae con viste sul Monte Otemanu e sulla laguna turchese mentre a Raiatea, la Promenade de Gabbros mostra rocce scolpite come creste naturali e piattaforme panoramiche sulla caldera. Infine a Huahine, il sentiero di Matairea conduce tra antichi Marae immersi nella foresta e scorci sull’oceano.

Restando in Europa

El Caminito del Rey. Foto di Pajor Pawel/Shutterstock

In Europa, un tracciato impegnativo è l’Haute Randonnée Pyrénéenne, lungo percorso impervio che accompagna tra le cime dei Pirenei. Non è per principianti: con una lunghezza di ben 800 chilometri, da Hendaye sull’Atlantico, fino a Banyuls-sur-Mer sul Mediterraneo, richiede un grande allenamento e almeno un mese (ma si può anche fare una sola tappa). Ci vuole sangue freddo anche per affrontare El Caminito del Rey, in Spagna, considerato il trail più pericoloso al mondo: si cammina a cento metri da terra, costeggiando le pareti verticali del Desfiladero de los Gaitanes a El Chorro, su un viottolo largo appena un metro che costeggia uno strapiombo. I rischi sono tanti, la fatica anche, ma in premio ci sono panorami incredibili e tutto il gusto di vivere un’avventura epica.

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