Nel mondo ci sono circa 26 milioni di vegani. Sebbene abbiano molte opzioni, un nuovo rapporto della Vegan Society mette in evidenza alcune destinazioni particolarmente adatte a chi segue una dieta plant-based. A gennaio è uscito il rapporto Veganism Around the World, che esplora come lo stile di vita a base vegetale stia cambiando diversi aspetti del mondo, tra cui cultura, viaggi e commercio. Il team spiega che, unendo dati internazionali e sondaggi condotti in 10 Paesi, hanno creato un database completo e affidabile per mostrare “dove il veganismo sta crescendo e perché questo è cruciale per il futuro del cibo, dell’ospitalità e del business”.
Dai dati emerge una classifica delle destinazioni più accoglienti per chi non consuma prodotti di origine animale, basata sul numero di ristoranti vegani pro capite. In testa c’è la Nuova Zelanda, un risultato che non sorprende Plabita Florence, co-proprietaria e chef del Forest Restaurant di Auckland. «Qui abbiamo prodotti selezionati di altissima qualità, alla base di tante preparazioni, ma ancora più importanti quando si cucina e si mangia senza ingredienti di origine animale», ha raccontato Florence a Travel + Leisure. «Coltivando la maggior parte dei prodotti localmente, rimangono molto freschi, semplificandomi notevolmente il lavoro».
Nuova Zelanda, Taiwan e Islanda sul podio
Come ha sottolineato Florence, i neozelandesi godono di stagioni miti, che garantiscono accesso a una maggiore varietà di materie prime locali durante tutto l’anno. «Immagino che cucinare vegano in un luogo con inverni rigidi possa essere molto limitante per quanto riguarda la disponibilità di prodotti freschi di qualità», aggiunge la chef. Nonostante la Nuova Zelanda sia riconosciuta come la migliore destinazione per la cucina vegetale, Florence ha spiegato che il movimento vegano nel Paese procede piuttosto lentamente. «In Nuova Zelanda abbiamo alcuni locali specializzati, ma sono rari e distanti tra loro», racconta, precisando che il suo ristorante è tecnicamente vegetariano, non completamente vegano. «Detto ciò, circa il 95% dei nostri piatti è completamente vegano, ma mantenere una piccola parte di prodotti lattiero-caseari nel menu aiuta a far entrare i clienti più titubanti, che altrimenti non varcherebbero mai la soglia se fossimo totalmente vegani e lo dichiarassimo apertamente».
Secondo Florence, il cibo serve “soprattutto a rendere felici le persone” e chissà, forse anche i carnivori più convinti potrebbero sorprendersi davanti a un piatto vegano. Oltre alla Nuova Zelanda, la Vegan Society ha indicato anche Taiwan tra le mete migliori per il maggior numero di ristoranti completamente vegani pro capite, e l’Islanda come eccellenza europea, dove il 43% dei ristoranti propone almeno un piatto vegano. Anche il Portogallo si distingue, classificandosi al secondo posto mondiale per ristoranti completamente vegani pro capite. Gli Stati Uniti figurano nella lista come il Paese con il maggior numero assoluto di ristoranti vegan, rendendo facile trovare ottimi piatti senza carne praticamente ovunque. E se questa classifica vi serve come scusa per prenotare un viaggio in Nuova Zelanda, non c’è nulla di male.