In questo lussuoso albergo di Sorrento si respirano duemila anni di storia

In questo lussuoso albergo di Sorrento si respirano duemila anni di storia

Il 20 marzo il Bellevue Syrene riapre le sue porte, celebrando 206 anni di storia tra memoria, magia e mistero.
Bellevue Syrene
Bellevue Syrene

Il mare del Golfo di Napoli era di una tinta verde pallida, l’aria sottile e pura, il cielo d’inverno grigio come il piombo. Era l’ultimo di tre meravigliosi giorni trascorsi al Bellevue Syrene, albergo costruito oltre 200 anni fa sulle vestigia di una villa romana, dove nel I secolo avanti Cristo l’imperatore Augusto ha esiliato il nipote Agrippa Postumo, erede al trono. La dimora ha accolto anche Virgilio, padre dell’Eneide, e Tiberio, mentre governava l’Impero da Capri. Nella mia stanza color acquamarina, affacciata sul Vesuvio e sull’orizzonte lattiginoso, una mensola rivestita di libri custodiva un piccolo volume che raccoglieva i pensieri degli ospiti.

Nel 2011, un turista di Toronto annotava: «Il Bellevue è un pezzo di paradiso. Per il luogo, il servizio, lo staff». Ma a sorprendermi è stata una nota del 2000, firmata da un tale di nome Bill: «Non posso fare a meno di notare che fu a Sorrento che Omero descrisse le infide Sirene… le ho sentite cantare sulla terrazza una sera». Forse ciò che ha udito il turista era soltanto il sibilo sottile e acuto del singhiozzo del vento che si incuneava nella roccia. Ma il Bellevue Syrene è davvero un luogo del mistero, capace di stregare chiunque si avvicini come il canto armonioso di una sirena.

Passato illustre

Camera con vista

Nel 1750 la struttura ospitava la residenza estiva dei Conti Mastrobuono ma, nel 1820, fu trasformata in un albergo, la “Locanda delle Sirene”, poi ereditato da importanti famiglie di Marchesi. In quest’oasi di quiete e meraviglie naturali, nel 1853, ha soggiornato anche Luigi II di Baviera. Nel 1868 Eugenia, Imperatrice di Francia e moglie di Napoleone III, vi ha trascorso circa tre mesi durante il viaggio verso l’Egitto per l’apertura del Canale di Suez. Nello stesso anno Heinrich Schliemann, padre dell’archeologia moderna e scopritore di Troia, alloggiò nella spaziosa camera numero 20, dotata di un balcone a picco sul mare. All’inizio del Novecento vi sono passati Re Paolo di Grecia, Vittorio Emanuele III con la Regina Elena e il Duca d’Aosta. Il Bellevue Syrene ha ispirato anche registi e scenografi di fama internazionale. Nel 1934 vi è stato girato La cieca di Sorrento, film d’esordio dell’attrice Anna Magnani: la maggior parte delle riprese è stata realizzata proprio a Sorrento, con l’albergo come scenario protagonista della vicenda.

Albergatori per diritto di nascita

Suite Vista Vesuvio

La villa originaria possedeva due ninfei marittimi, accessibili soltanto dal mare, diversi per dimensioni e per la ricchezza delle decorazioni che li vestivano. Il ninfeo minore era adornato di paste vitree, azzurre o bianche, che nel gioco delle luci riflesse dall’acqua — che allora arrivava fino al fondo della grotta — creavano un effetto suggestivo, quasi magico. Oggi la discesa a mare dell’antica villa è ancora intatta, e la rampa coperta che dalla domus conduceva alla riva può essere ancora percorsa. L’attuale albergo, affiliato a Relais & Châteaux e premiato con due chiavi Michelin nel 2024, offre servizi esclusivi tra cui spa, beach club, cocktail bar e ristorante gastronomico. A guidare la struttura è la famiglia Russo‑Attanasio.

«La nostra è una stirpe di albergatori», racconta Amelia Attanasio. «Mia sorella Adda e io siamo la quinta generazione votata all’hôtellerie da parte di nonna materna e la quarta da parte di nonno materno. Conosciamo ogni angolo di questo albergo; abbiamo tanti ricordi di quando, bambine, giocavamo a nascondino nella grande hall. Nostra madre Elsa, ogni anno, arricchisce gli ambienti del Bellevue con pezzi d’arte, fotografie di valore o semplici oggetti di bric-à-brac».

Soggiornare nell’arte

Le opere d’arte che arricchiscono gli spazi interni del Bellevue Syrene

Arredi di design, oggetti di artigianato o trovati per caso in un mercatino e subito immaginati negli spazi dell’hotel; fino alle opere di talenti contemporanei che scelgono di esporre temporaneamente la propria produzione agli occhi di una clientela cosmopolita: ogni scorcio del Bellevue Syrene racconta la passione della proprietaria, Elsa Russo, per l’arte. «Non chiedetemi l’elenco dei pezzi più pregiati o dei miei preferiti, perché al Bellevue l’arte non entra per fare sfoggio. Mi prendo cura continuamente degli spazi dell’hotel come farei a casa mia per circondarmi di bellezza», spiega Elsa. Le fa eco la figlia Adda: «L’albergo non è mai uguale a sé stesso. Ogni volta che mia madre porta nuovi pezzi, viene ristudiata la collocazione degli altri, regalando un senso di sorpresa pur nella continuità di stile dell’hotel».

Buongiorno vista Costiera

La Suite Roccia

Dalla suite più prestigiosa — la Lord Astor, con i suoi 80 metri quadrati e la terrazza privata dotata di vasca idromassaggio — alle Junior Suite, fino alle camere Deluxe, Superior e Classiche, le parole d’ordine sono spazio e luce. «È stato nostro nonno ad avere l’intuizione di ridurre il numero di camere per aumentarne la superficie. Una sistemazione ariosa rende l’esperienza ancora più lussuosa», racconta Adda. Nelle camere, quasi tutte affacciate sul blu, accenti contemporanei dialogano con dipinti, fotografie, sculture e decori scelti con criterio.

La lucentezza del bianco avvolge gli ambienti senza rinunciare a contrappunti di turchese, verde, fucsia, giallo, ciclamino e tocchi di nero a contrasto. Ogni allestimento è rifinito nel dettaglio, e l’attenzione dedicata agli ospiti procede di pari passo con quella verso l’ambiente: dal 2021 l’hotel redige volontariamente il proprio bilancio di sostenibilità. L’obiettivo è ridurre al minimo l’uso della plastica, a partire dai courtesy kit: lo spazzolino è in bambù, il dentifricio in polvere è custodito in piccole scatole di latta riutilizzabili, come quelle della crema corpo solida da stemperare con un goccio d’acqua.

La colazione servita sulla terrazza panoramica della Villa Pompeiana

Al mattino, una ricca colazione a buffet e à la carte viene servita sulla terrazza panoramica della Villa Pompeiana, dove sono state riprodotte tracce della dimora romana originaria, come il pavimento a mosaico dell’antica fontana e alcuni affreschi. Sulle tavole imbandite sfilano delizie dolci e salate della tradizione campana: sfogliati e bomboloni ripieni di crema pasticcera al limone, pastiera e torte, trecce di mozzarella fresca, forme di ricotta e salumi del territorio che riaccendono il nostro bisogno di Mediterraneo.

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