È un vero microcosmo, il Perù, che racchiude in sè una storia millenaria e ambienti diversissimi e affascinanti: dalle strade vivaci – e la ricca scena gastronomica – di Lima, la capitale affacciata sull’Oceano Pacifico, agli habitat montani degli Altopiani Andini e la moltitudine di climi che caratterizzano la regione della Sierra, fino all’incontaminata foresta pluviale amazzonica della zona detta la Selva, uno scrigno di biodiversità prezioso per tutto il mondo. La Costa, però – vale a dire la stretta pianura semi-arida che si estende lungo l’oceano, punteggiata da oasi verdeggianti e fertili create dai fiumi che scorrono dalle Ande – non si esaurisce certo con la pur imperdibile capitale.

A sud di Lima, ad esempio, si apre la regione di Ica: attraversata dalla leggendaria Panamericana Sur, questa regione desertica che prende il nome dalla città principale è famosa soprattutto per ospitare le celebri Linee di Nazca, enigmatici geoglifi millenari che continuano a sfidare l’immaginazione, da ammirare dall’alto grazie a voli turistici un po’ temerari e costosi, o salendo sull’apposito punto d’osservazione.
Ica, la culla del Pisco

Ma per i peruviani, e per chi è appassionato di Pisco – il distillato di mosto d’uva che rappresenta la quintessenza dello spirito peruviano – questa è soprattutto la regione il cui le vigne rubano spazio alla sabbia. Nel territorio che si apre tra la costa di Paracas (dove si trova la città portuale di Pisco, da cui partivano le navi cariche di merci conservate nelle grandi anfore di terracotta dette piskos) e le colline di Nazca si concentra infatti circa il 70% della produzione di Pisco nazionale, e dunque delle uve necessarie a realizzarlo. Introdotta in Perù nel XVI secolo dai missionari spagnoli per farne vino da messa, la coltivazione della vite prese poi una via diversa, diventando la solida base per la realizzazione di questo portentoso distillato, ideale per preparare cocktail come il Pisco Sour o il popolare Chilcano, ma molto apprezzato anche da bere liscio.
La Vendimia, un omaggio alla terra e alla cultura peruviana

Ogni anno, nel periodo di marzo – qui naturalmente le stagioni sono invertite rispetto all’Europa, e dunque anche i tempi agricoli – la regione ospita uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale peruviano: la Vendimia. Da oltre mezzo secolo, il festival della raccolta dell’uva – che è insieme una festa agricola, un rito affascinante ma anche un momento di spettacolo e divertimento tanto per gli abitanti del luogo che per i visitatori, non privo di un glamour dal tocco sudamericano – trasforma il deserto in un palcoscenico vibrante di colori, musica e sapori: il centro di Ica è attraversato da parate scenografiche in cui spesso sono protagonisti gli eleganti cavalli peruviani Paso.
Le bodegas – cantine – della zona organizzano animate feste dove nei lagares (tradizionali vasche di pietra) si pratica il pestaggio collettivo dell’uva a piedi nudi, ricordando le usanze di generazioni di vignaioli. Il momento più atteso, però, è quello in cui viene nominata la regina della Vendimia, che poi ballerà anche lei nel lagar con i piedi scalzi e la sua corona. E poi, tutto il periodo è caratterizzato da concerti, danze e degustazioni guidate di vino e pisco peruviano che scandiscono il ritmo delle giornate.
Huacachina, l’oasi romantica tra dune e vigne

Nella regione di Ica, a pochi chilometri dalla città, da vedere ci sono infatti anche le spettacolari dune di Huacachina e di Villacuri: qui, grazie all’opera di irrigazione e concimazione e alla notevole escursione termica tra il giorno e la notte, la qualità delle uve che crescono sulla sabbia desertica è ideale per la vinificazione e la produzione di Pisco. Ma l’oasi di Huacachina merita una visita anche al di là delle vigne. Sfrecciare sulle “montagne” di sabbia a bordo di 4×4 o dune buggy è un’emozione unica che assicura adrenalina e divertimento, mentre la meta finale è uno degli scenari più suggestivi dell’intero Sudamerica. Incastonata tra le dune dorate, infatti, si trova una laguna color smeraldo che crea un contrasto unico, e quasi surreale, con il deserto circostante.
Non manca una romantica leggenda sull’origine di questo insolito paesaggio: la laguna, con le sue acque brillanti, sarebbe nata dalle lacrime di una giovane principessa, disperata per la perdita del suo amato; per sfuggire agli sguardi indiscreti, la giovane si trasformò in sirena e si dice che abiti tuttora nel lago, proteggendo chi arriva fin qui a farle visita. E nel periodo della Vendimia, questo luogo diventa una tappa ancora più imperdibile: alla bellezza naturale, e all’aura di mistero e romanticismo, infatti, su aggiunge anche il vino, con degustazioni al tramonto e atmosfere da sogno.

Oltre a Nazca, poi, Ica può anche essere una base di partenza per visitare il golfo di Paracas e le Isole Ballestas, un vero paradiso naturale dove si possono incontrare leoni marini e pinguini. Raggiungibile in circa 4 ore di macchina da Lima – o, se preferite l’avventura, con un viaggio un po’ più lungo a bordo dei bus che collegano le due città – Ica offre diverse possibilità di soggiorno. Nel 2026, la festa della Vendimia è in programma tra fine febbraio e metà marzo: vale la pena iniziare a programmare un soggiorno da queste parti per godersi l’atmosfera unica e il clima perfetto di questo periodo.conviene prenotare in anticipo anche il volo sulle Linee di Nazca e una escursione in fuoristrada 4×4 sulle dune.