I paesi più a rischio per viaggiare nel 2026

I paesi più a rischio per viaggiare nel 2026

La nuova Risk Map di International SOS fotografa un contesto globale instabile, tra tensioni geopolitiche e criticità sanitarie.
Il sito Unesco di Yazd in Iran

Il 2026 si apre con uno scenario mondiale sempre più complesso per chi viaggia o lavora all’estero, soprattutto a causa di guerre e operazioni militari che vanno dal Medio Oriente all’America Latina. A delinearlo è la nuova Risk Map pubblicata da International SOS, società leader a livello internazionale nella gestione dei rischi legati alla sicurezza e alla salute delle persone. La mappa accompagna la decima edizione del Risk Outlook, un report annuale che analizza le principali minacce mediche e di sicurezza che organizzazioni, aziende e viaggiatori dovranno affrontare nei prossimi mesi. Il quadro che emerge è quello di un mondo in cui i rischi crescono più rapidamente della capacità di risposta.

Un monaco a Bagan, Myanmar

Secondo lo studio, il 57% degli intervistati ritiene che le nuove minacce stiano evolvendo a una velocità superiore rispetto ai sistemi di prevenzione, mentre il 74% segnala una riduzione del tempo disponibile per prendere decisioni critiche in situazioni di emergenza. Solo poco più di un terzo delle organizzazioni si sente realmente pronto a mobilitare team e risorse in tempi rapidi. Uno dei temi centrali del report riguarda la difficoltà di interpretare correttamente le informazioni. Sebbene l’80% degli intervistati riconosca che individuare in anticipo i rischi rappresenta un vantaggio strategico, appena il 20% afferma di riuscire a verificarli con sufficiente rapidità, un fattore che può avere conseguenze rilevanti in contesti instabili o in rapido deterioramento.

Il sito archeologico di Sabratha, in Libia

La Risk Map 2026 mostra inoltre come i rischi sanitari e quelli legati alla sicurezza siano sempre più intrecciati. Quasi la metà degli intervistati (49%) osserva una convergenza crescente tra questi due ambiti, rendendo necessarie strategie integrate che tengano conto sia delle condizioni politiche e sociali sia della qualità delle infrastrutture sanitarie locali.

Sanaa, la capitale dello Yemen

Viaggiare nel 2026: ecco le aree del mondo da evitare

Dal punto di vista geografico, la mappa – con valutazioni che si riferiscono, come ultima finestra temporale analizzata, a novembre 2025 – evidenzia un peggioramento del livello di rischio in diverse aree del mondo, spesso a causa di tensioni geopolitiche, criminalità e instabilità interne. L’Iran passa da un livello di rischio medio ad alto così come il Venezuelail Niger che registrano un incremento del rating, mentre il Myanmar passa da alto a estremo, insieme a Libia, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Somalia, Yemen, Iraq, Siria e Afghanistan evidenziate come zone rosse da evitare assolutamente.

Homs in Siria

Si tratta di Paesi in cui fattori come conflitti, insicurezza diffusa e fragilità delle strutture statali incidono in modo diretto sulla sicurezza di residenti e visitatori. In Europa, il Paese che registra il rischio più elevato è l’Ucraina per via della guerra in corso. Non mancano però i segnali positivi. La Mongolia migliora il proprio profilo di rischio, passando da medio a basso, grazie a una maggiore stabilità nella capitale e a progressi nella gestione delle emergenze, dei disastri naturali e della sicurezza stradale. Sul fronte sanitario, l’India vede il proprio rating medico salire da variabile a medio, in particolare per lo standard di cura disponibile nelle principali aree urbane.

Bamiyan in Afghanistan

Nel complesso, il report di International SOS restituisce l’immagine di un mondo in cui viaggiare nel 2026 richiederà una pianificazione sempre più attenta e informata. Per aziende e viaggiatori, conoscere i livelli di rischio aggiornati e comprendere la natura delle minacce non è più un’opzione, ma una condizione essenziale per muoversi in sicurezza in un contesto globale in continua evoluzione.

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