In un contesto in cui sempre più viaggiatori cercano esperienze autentiche, sostenibili e accessibili, lo scambio casa sta conquistando uno spazio sempre più centrale nel panorama turistico globale. Non più una nicchia per pochi, ma un vero e proprio modello di viaggio che si affianca a hotel e affitti brevi, fondato su fiducia reciproca, relazioni umane e integrazione nella vita locale. A confermarlo sono i dati di HomeExchange, la più grande community di scambio casa al mondo, che nel 2025 ha registrato una crescita del 43% degli scambi effettivamente realizzati rispetto all’anno precedente. Con oltre 270.000 membri attivi in 155 Paesi, lo scambio casa è ormai parte delle abitudini di milioni di persone: solo nel 2025, circa 2 milioni di viaggiatori hanno scelto HomeExchange per i propri soggiorni, contribuendo a un volume in costante aumento che punta a raggiungere i 15 milioni di pernottamenti globali entro il 2026. Numeri che raccontano un cambiamento profondo nel modo di intendere il viaggio, sempre più orientato alla condivisione e alla responsabilità.

L’Italia come quarto mercato mondiale per HomeExchange
A trainare questa crescita è soprattutto la forza della community. Il passaparola resta il principale motore di espansione della piattaforma: il 60% dei nuovi iscritti arriva grazie alla segnalazione diretta di altri membri, segno di un alto livello di fiducia e soddisfazione. Anche il modello economico contribuisce al successo: con una quota annuale di 175 euro, gli utenti possono effettuare scambi illimitati, rendendo questa formula particolarmente attrattiva in un periodo segnato dall’aumento generale dei costi di viaggio. L’Italia gioca un ruolo di primo piano in questa evoluzione. Nel 2025 il numero di scambi conclusi nel nostro Paese è cresciuto del 45%, passando da 27.100 a 39.400 soggiorni.
Un risultato che colloca l’Italia come quarto mercato mondiale per HomeExchange e tra quelli con il tasso di crescita più elevato. Alcune regioni si distinguono in modo particolare: la Campania guida l’incremento con un +80%, seguita da Puglia (+60%), Liguria (+57%), Lombardia e Trentino-Alto Adige (+55%). Crescite significative si registrano anche in Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e nelle regioni del Centro-Nord, a dimostrazione di un interesse diffuso e trasversale. Oltre ai numeri, lo scambio casa si propone come risposta concreta alle criticità del turismo tradizionale. In un momento storico in cui molte destinazioni soffrono gli effetti dell’overtourism, questo modello viene sempre più riconosciuto come una forma di turismo virtuosa.