Epokale, il vino che sfida il tempo

Epokale, il vino che sfida il tempo

Cantina Tramin presenta l’annata 2017 del Gewürztraminer, affinato nella miniera di Ridanna, che rappresenta il vertice qualitativo della produzione.
Cantina Tramin, firmata dall’architetto Werner Tscholl, con la sua struttura che richiama i tralci di vite, si integra perfettamente nel paesaggio di Termeno

Impossibile non riconoscerla: la struttura verde, che richiama i tralci di vite, è diventata un’icona del paesaggio di Termeno – Tramin in tedesco – e da sola meriterebbe il viaggio sulla Strada del Vino. Firmata dall’architetto Werner Tscholl, la sede di Cantina Tramin è giustamente famosa anche come “La Casa del Gewürztraminer” perché di questo vitigno autoctono, vendemmia dopo vendemmia, ne ha fatto una missione.

Il merito va soprattutto alla competenza e alla passione di Willi Stürz e di Wolfgang Klotz, rispettivamente direttore tecnico e direttore commerciale della Cooperativa nata nel 1898 – la terza più antica dell’Alto Adige–che oggi riunisce 170 famiglie proprietarie per 260 ettari di vigne. Epokale è l’etichetta che rappresenta, dal millesimo di esordio 2009, il vertice qualitativo della produzione. È contraddistinta da una peculiarità: affina per sette anni nella miniera di Ridanna a Monteneve (Bolzano), in condizioni di buio, umidità e temperatura costanti a circa 2.000 m s.l.m.

Una bottiglia di Epokale 2017, all’interno della miniera di Ridanna, dove affina per sette anni

Ma allo status di “vino di culto”, particolarmente ricercato dai collezionisti, contribuiscono anche il potenziale di invecchiamento di oltre vent’anni, il numero limitato di 2.150 bottiglie e la distribuzione mirata. Oggi Cantina Tramin presenta Epokale 2017, nuovo vintage che ridefinisce, ancora una volta, i canoni stilistici ed espressivi del Gewürztraminer. «L’annata si è contraddistinta per la quantità contenuta e la raccolta a ottobre inoltrato, legger-mente posticipata rispetto alle vendemmie precedenti così da ottenere – spiega Stürz – grappoli leggermente surmaturi.

Dal millesimo 2015, infatti, abbiamo scelto di tornare a un profilo più abboccato e intenso rispetto alle annate precedenti, constatando come una maggiore concentrazione ci permetta di ottenere il massimo dal vitigno in termini di ampiezza e raffinatezza aromatica, corpo, bilanciamento e una straordinaria capacità evolutiva».

A certificare quella che per Cantina Tramin era una convinzione empirica maturata in tanti anni di osservazioni, intuizioni e sperimentazioni è oggi una ricerca condotta da un team di Fondazione Edmund Mach, coordinato dal Professore Ordinario di Chimica degli Alimenti Fulvio Mattivi. Lo studio evidenzia il ruolo dei monoterpeni, sostanze aromatiche presenti nell’uva – le stesse responsabili delle note di rosa, noce moscata, mango, litchi ed erbe essiccate – che rendono il Gewürztraminer uno dei pochi vini bianchi capaci non semplicemente di conservarsi a lungo, ma di potenziarsi e impreziosirsi nel tempo.

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