Ecco perché sui treni non ci sono le cinture di sicurezza 

Ecco perché sui treni non ci sono le cinture di sicurezza 

Dopo le recenti tragedie in Spagna, quello che c’è da sapere sulla sicurezza ferroviaria.

Di recente la Spagna è stata scossa da una serie di gravi incidenti ferroviari che hanno riacceso la polemica sulla sicurezza: il più drammatico è stato lo scontro tra due treni ad alta velocità ad Adamuz, in Andalusia, costato la vita ad almeno 43 persone e oltre 290 feriti lungo la linea Madrid–Sevilla. A questo si sono aggiunti un deragliamento fra le località di Sant Sadurni d’Anoi e Gelida, in Catalogna, con un macchinista morto e diverse decine di feriti – causato dal cedimento di un muro di contenimento, probabilmente dovuto al maltempo – e un altro convoglio che, sulla linea locale Cartagena-Los Nietos, ha urtato una gru di un cantiere edile nella regione di Murcia con feriti lievi. Tutti questi eventi hanno portato l’attenzione di media e opinione pubblica sulla sicurezza dei viaggi in treno e, inevitabilmente, sulla domanda che molti si fanno: perché a bordo non ci sono le cinture di sicurezza?

Un obbligo che non c’è (e un perché ben preciso)

In auto, autobus e aereo le cinture di sicurezza sono dispositivi obbligatori proprio perché riducono drasticamente il rischio di lesioni in caso di impatto o decelerazione improvvisa. Tuttavia, sui treni queste non sono presenti e non sono richieste dalla normativa vigente. La ragione attiene alla fisica: in particolare a come avvengono gli incidenti ferroviari e a come reagisce il convoglio in caso di urto. Innanzitutto va specificato che i treni si muovono in un ambiente controllato: un percorso fisso, su binari dedicati e separati da altri veicoli. Il traffico è regolato centralmente e sorvegliato da operatori professionisti, il che riduce sensibilmente l’imprevedibilità di un impatto violento rispetto a quello che potrebbe avvenire in strada aperta con le auto. In un incidente stradale, un’auto può fermarsi bruscamente contro un ostacolo rigido, ma un treno rallenta gradualmente grazie alla sua massa, alla resistenza dei carri e a sistemi di sicurezza automatici. Per questo motivo, il rischio di un arresto violento con decelerazione improvvisa è molto più basso.

Nei treni, inoltre, la protezione dei passeggeri non si basa sull’uso delle cinture, ma su un concetto di sicurezza passiva. I sedili, la disposizione degli interni e le strutture sono progettati per assorbire e distribuire l’energia di un impatto, ridurre la possibilità che oggetti diventino proiettili e permettere movimenti controllati in caso di decelerazione. In molti test, è stato dimostrato che sedili antiurto senza cinture possono risultare più efficaci nel limitare lesioni rispetto a se il corpo fosse bloccato rigidamente da una cintura in un ambiente di collisione ferroviaria.

Le statistiche confermano: il treno resta un mezzo sicuro

Le analisi di settore evidenziano che il treno è tra i mezzi di trasporto più sicuri in assoluto, soprattutto rispetto alle auto. Secondo la Rail Passengers Association – la più grande e antica organizzazione di advocacy senza scopo di lucro negli Stati Uniti che agisce come voce per i passeggeri ferroviari – viaggiare in treno è 17 volte più sicuro che viaggiare in auto. Qualche numero? Sempre per la RPA, nel 2024 non si sono verificati decessi sui vettori aerei statunitensi, su Amtrak (la compagnia ferroviaria nazionale degli Usa che gestisce la rete passeggeri) o sui treni pendolari, mentre sulle strade statunitensi si sono verificati quasi 40.000 decessi. Queste statistiche spiegano anche perché le cinture non siano considerate necessarie: l’insieme di infrastruttura, normative e tecnologie di sicurezza rende il rischio di impatto violento estremamente basso, rendendo l’adozione di cinture poco efficace o addirittura controproducente in alcuni scenari di incidente.

Articoli Correlati

Iscriviti alla newsletter