C’è un luogo in cui la montagna smette di essere sfondo e diventa protagonista, dando forma a un turismo esperienziale. Succede a Cortina, il cui centro è racchiuso in una cornice imponente fatta di cime come il Becco di Mezzodì, le Cinque Torri, le Tofane, il Pomagagnon e il monte Cristallo che, al tramonto, si accendono grazie al fenomeno dell’enrosadira, tingendosi di rosa e arancio. Un’immagine che conquista, soprattutto se si pensa che queste vette, oggi slanciate verso il cielo, erano un tempo una barriera corallina. Passeggiare lungo corso Italia significa attraversare un vero salotto alpino, tra boutique di tendenza e pasticcerie storiche come Embassy e Lovat, dove ci si dà appuntamento per una cioccolata calda e una fetta di strudel. Cortina è il luogo in cui l’anima internazionale incontra la tradizione ladina e l’eleganza dell’ospitalità italiana: una dimensione che affascina per la sua mondanità e per l’ampia offerta di sport outdoor.
E se siete qui per sciare, vi ritroverete sulle piste più belle delle Alpi, parte del carosello Dolomiti Superski che, con i suoi 1.200 chilometri di tracciati, è il più grande d’Europa. Quest’anno la ‘Regina delle Dolomiti’ accoglie i GiochOlimpici e Paralimpici Invernali 2026 insieme a Milano. Dal 4 al 22 febbraio,diventa il palcoscenico di una pluralità di discipline: dallo sci alpino femminile sull’Olympia delle Tofane ai tornei di curling nell’Olympic Stadium fino allegare di bob, skeleton e slittino in scena nel nuovo Cortina Sliding Centre. I Giochi Paralimpici prendono invece il via il 6 marzo per concludersi il 15 marzo con la cerimonia di chiusura nello storico Stadio del Ghiaccio, inaugurato in occasione dei Giochi del 1956. Cortina è la prima città italiana a ospitare per due volte le Olimpiadi. A settant’anni di distanza, l’evento sportivo più celebre al mondo torna tra queste cime imprimendo un forte impulso all’hôtellerie e contribuendo alla nascita di una nuova stagione gastronomica.
L’hôtellerie che si reinventa

L’hospitality ampezzana attraversa oggi una fase di profondo rinnovamento, tra nuove aperture e un’idea di accoglienza contemporanea che dialoga con la memoria della sua storica cultura alberghiera. Le strutture ricettive si trasformano in luoghi da vivere, dove il vero lusso risiede nell’attenzione su misura riservata a ogni ospite. Dopo una meticolosa ristrutturazione, ha riaperto l’Hotel Ancora, fondato nel 1826 e per quasi due secoli teatro di incontri e vita mondana. Affacciato sul corso principale, con vista sull’iconico campanile, oggi si presenta come una dimora dall’eleganza contemporanea firmata da Renzo Rosso, fondatore di Diesel, e dalla designer Vicky Charles, che ne hanno riscritto il destino. La struttura dispone di 35 camere, suddivise in sette categorie, arredate con un raffinato dialogo tra elementi vintage e dettagli moderni. Ma il vero fiore all’occhiello è il Club Brave, la dimensione notturna e l’anima ribelle dell’albergo dove si organizzano serate speciali accessibili solo su invito. Già celebre per le sue esperienze di benessere in alta quota, Cortina ha saputo rinnovarsi anche in questo ambito.
A imporsi come nuovo punto di riferimento del wellness è l’Hotel Tofana Cortina, immerso nella natura e dotato di piscine interne, saune e varie aree relax. La struttura sorge sulla pista Rosà, in una posizione strategica per gli sciatori: da qui si raggiungono facilmente le piste delle Tofane e la cabinovia Skyline, porta di accesso agli impianti delle Cinque Torri, del Lagazuoi e dell’Alta Badia. A Cortina, molti ospiti sono dei repeater che tornano negli hotel storici, spesso gestiti dalla stessa famiglia da generazioni. Come il Villa Oretta, di proprietà della famiglia Bocus dal 1979, recentemente rinnovato nel segno della modernità senza rinunciare al lusso più autentico: quello di sentirsi come a casa. Le camere regalano una vista a 360° sulla Conca ampezzana, mentre la cucina del ristorante porta avanti la visione gastronomica di Giovanna e Piero, unendo le ricette venete di famiglia con accenti più creativi e una solida cultura del bere. In ogni portata si ritrovano i sapori del territorio, tra le Dolomiti e la Laguna. Da non perdere lo Chateaubriand: il pregiato taglio di carne viene avvolto nello speck e cotto tra piastra e forno assicurando la perfetta succosità, e viene servito con una deliziosa salsa bernese.

Dopo un radicale restyling, anche l’ex Hotel Europa ha riaperto le porte come Eight Hotel Cortina, con interni in cui suggestioni etniche dialogano con lo stile alpino più autentico. Le suite, monumentali, sono firmate Eight Lab e si distinguono per arredi e tessuti di pregio, tra velluti e parquet ricercati. Completano l’esperienza una spa esclusiva, una palestra, una piscina interna e due ristoranti, tra cui quello ospitato nel celebre VIP Club, storico punto di ritrovo per le serate con musica dal vivo. I nuovi hotel alzano l’asticella, offrendo servizi d’eccellenza che invitano al relax e alla rigenerazione, trasformando la vacanza sulla neve in un’esperienza di autentico lusso. Il quattro stelle Lajadira Boutique Hotel & Spa porta a Cortina il fascino del quiet luxury, con un’eleganza discreta che si percepisce nei dettagli sartoriali, nei pavimenti in legno, negli arredi in larice spazzolato e nelle ampie vetrate panoramiche. La Suite Premier, di 50 metri quadrati, si distingue per il magnifico terrazzo affacciato sulle cime delle Cinque Torri, uno dei simboli di Cortina. Le Spa Suite sono invece pensate per chi desidera il massimo del comfort, con vasca idromassaggio privata e accesso esclusivo ai servizi wellness. Ogni pomeriggio, dalle 16 alle 18, l’hotel propone il Tea Time: un momento di convivialità in cui vengono serviti tè e tisane accompagnati da piccola pasticceria fatta in casa. L’albergo fa parte della Dhom Collection, il nascente gruppo italiano dell’hôtellerie di alta gamma che punta sul restauro di strutture prestigiose, associandovi design e “saper accogliere”.

Un nuovo capitolo del lusso alpino apre sotto lo stesso cappello dal primo febbraio, con l’inaugurazione del Grand Hotel Ampezzo. La storica struttura, risalente agli anni Venti, è stata trasformata in un hotel a 5 stelle. Situato a pochi passi dalla funivia Faloria, l’edificio è stato modernizzato preservando i distintivi colori originali – panna e celeste – della facciata e degli infissi, e valorizzando gli elementi compositivi tipici delle strutture alberghiere nate nel secondo dopoguerra. Il progetto degli interni, curato dallo studio Zuretti Design, unisce l’essenza dell’eleganza francese al savoir faire artigianale italiano. Le 70 camere, di cui 26 suite, accostano il calore del legno di noce all’eleganza del marmo Botticino e alla morbidezza del velluto. Il piano terra ospita le aree lounge, con l’Ampezzino Cafè e il ristorante Cucina, mentre la spa di mille me-tri quadrati si distinguerà per un’offerta all’avanguardia grazie alla partnership con The Longevity Suite, marchio pioniere nel settore della longevità.
Proporrà un’ospitalità eclettica e avvolgente Le Graal, retreat ospitato in un palazzo degli anni Venti che aprirà in estate con 30 camere, di cui 13 suite, un ristorante fine dining e una spa esclusiva. Nuovo brand di ospitalità di lusso, che sarà presente anche in altre rinomate destinazioni italiane, Le Graal è pensato per chi cerca una connessione autentica con le persone e il territorio. Anche qui il wellness è decli-nato attorno al tema della longevità, filo conduttore dell’intera esperienza. Arte, design e architettura dialogano in ogni ambiente grazie alla visione dell’architetto Achille Salvagni, che ha creato interni capaci di raccontare il territorio e le sue valli attraverso raffinati richiami alla cultura locale.
La proposta gastronomica è affidata alla consulenza dello chef siciliano Giovanni Guarnieri, del ristorante Don Camillo di Ortigia, che firmerà una cucina sofisticata ma autentica, arricchita da una costante sperimentazione creativa. Per l’apertura del Mandarin Oriental Cristallo, Cortina, bisognerà invece attendere novembre 2026. Sarà il primo resort alpino del gruppo e riaprirà dopo un’importante riqualificazione firmata dai pluripremiati architetti Herzog & de Meuron, già coin-volti nel progetto del Mandarin Oriental, Lago di Como. Situato nella posizione più scenografica della Conca, l’hotel disporrà di 84 camere, di cui 30 suite con vista sulle Dolomiti, e offrirà due ristoranti, un tea bar e spazi poliedrici per l’intrattenimento e gli eventi, oltre a un’ampia area wellness, tratto distintivo dell’esperienza Mandarin Oriental.
Cime golose

La scena enogastronomica ampezzana si arricchisce di nuove proposte che ampliano l’offerta culinaria, rendendo sempre più cosmopolita – e interessante – la località. I ristoranti gourmet d’hotel si aprono anche agli ospiti esterni e le lounge bar diventano luoghi di incontro. Ha scelto Cortina come nuovo palcoscenico Zuma, punto di riferimento internazionale per la cucina giapponese contemporanea, con un concept inedito che mette in dialogo la tradizione nipponica e l’identità delle Alpi italiane. Inaugurato a dicembre in corso Italia, porta in alta quota l’atmosfera conviviale e informale di una izakaya giapponese, tra piatti in condivisione e allegria (sempre raffinata). La Main Room, con cucina robata a vista e sushi bar, invita a vivere la preparazione dei piatti come parte del rituale gastronomico. La lounge e il cocktail bar, con un’installazione di blocchi di ghiaccio su granito che richiama i ghiacciai della Marmolada, sono invece lo scenario ideale per un aperitivo o un after dinner sofisticato.
Nel menu si ritrovano le più note creazioni di Zuma, reinterpretate con ispirazioni stagionali e prodotti locali, in un percorso gastronomico che spazia dalla vellutata intensità della Zuppa di astice con carciofi e zenzero alle sfumature aromatiche di Funghi, cavolo, yuzu kosho e tartufo, fino ai gyoza di manzo e al Kamameshi ai funghi, proposto anche in una versione arricchita da guancia di manzo brasata. In corso Italia ha aperto anche l’Antica Bottega del Vino, storica insegna di Verona celebre per la carta dei vini annoverata tra le migliori al mondo (e premiata, per il ventunesimo anno consecutivo, con il Grand Award di Wine Spectator). Il ristorante approda a Cortina con la cucina dello chef Giulio Alberto Debeni, mentre la cantina è affidata all’head sommelier Pietro Campara, una squadra che promette di mantenere l’identità della casa madre anche in alta quota. Il menu include sia i grandi classici della tradizione scaligera, come il risotto all’Amarone e l’insalata di gallina, sia specialità ampezzane.

Rimanendo su corso Italia, all’interno de La Cooperativa – apprezzato luogo di ritrovo e di passaggio, oltre che indirizzo per lo shopping –, la più recente novità è The Roof Cortina Bistrot & Lounge Bar. Aperto da colazione a cena, è gestito dallo chef Graziano Prest, già noto per lo stellato Ristorante Tivoli, e si sviluppa su due livelli sotto il tetto (da cui il nome The Roof). La proposta spazia dalla caffetteria e pasticceria d’eccellenza firmata Luigi Biasetto, all’aperitivo con cocktail, bollicine e crudi di pesce, fino al più informale menu in stile bistrot. In alcuni fine settimana, la sera, è previ-sto anche un intrattenimento musicale.
Una cucina d’autore, raffinata e contemporanea, in cui convivono i prodotti delle Dolomiti, le cotture della tradizione francese e la leggerezza di ispirazione asiatica, con un’attenzione particolare al mondo vegetale: è questa la proposta del team della storica Baita Piè Tofana, guidato dal patron Michel Oberhammer, dallo chef Federico Rovacchi e dalla maître Elisa Prudente, che inaugura un nuovo capitolo negli spazi del Grand Hotel Savoia. Il nuovo locale prende il nome del già esistente 1224 Restaurant, ma porta con sé la ricerca gastronomica e la calorosa ospitalità che lo hanno reso un punto di riferimento ai piedi delle Tofane. Tra i piatti simbolo spiccano il Rossini al mare (rilettura del grande classico francese con suggestioni marine), la celebre Lumaca, dalle note terrose e profonde, e l’iconico Cappelletto al Parmigiano, omaggio alle origini emiliane dello chef.

Un’altra tappa gastronomica è il ristorante La Taverna, all’interno dell’Hotel Lajadira. Qui lo chef Carmelo Librizzi racconta la Valle d’Ampezzo con gusto e misura, valorizzando la pasta fatta in casa, le carni selezionate e altre materie prime locali, ma inserendo anche una proposta quotidiana di pescato. In carta non mancano mai i Casunzei alla rapa rossa fatti a mano con semi di papavero, la zuppa d’orzo, le pappardelle con porcini, il Filetto di cervo con mirtilli e polenta e le ribs di maiale. Molte le novità anche sulle piste da sci, dove ha preso forma la cultura del mountain party e dell’a-près-ski, con terrazze in stile beer-hall e feste che iniziano alla chiusura degli impianti. Una socialità alpina ripensata, che porta l’aperitivo in quota e un nuovo modo di vivere la montagna dopo le giorna-te trascorse a sfrecciare sui pendii.
A interpretare questa evoluzione è lo storico Rifugio Faloria che ha cambiato volto riaprendo come Faloria Mountain Club e introducendo anche qui il format Super G, già noto in altre località alpine, che fonde lo spirito del rifugio tradizionale con eventi, dj set e un’atmosfera da club. Gli spazi sono stati completamente ripen-sati: il bar trova ora posto al piano terra, il ristorante Il Meraviglioso occupa il livello superiore, mentre la terrazza panoramica è dedicata al divertimento après- ski. Elemento chiave dell’esperienza è l’accesso serale tramite la Funivia Faloria, con orari prolungati che permettono di godersi aperitivi e cene in quota.

Per il restyling definitivo, tuttavia, bisognerà attendere la stagione 2026–27. Ai piedi delle Tofane, a Socrepes, ha fatto il suo debutto durante la fashion week di dicembre lo Chalet Franz Kraler, che nasce dalla collaborazione tra il brand di arte, moda e cultura, e la famiglia Craffonara, titolare del leggendario Club Moritzino in Alta Badia: un nuovo spazio esclusivo su tre livelli, progettato dallo studio blueArch di Bolzano/Milano, che rivede in maniera contemporanea lo stile alpino dall’esterno fino alla scenografica wine cellar in vetro e acciaio. Lo chalet nasce come luogo poliedrico, destinato a ospitare mostre, incontri, installazioni e performance, seguendo la passione per l’arte dei proprietari e l’idea di trasformarlo in un contenitore di bellezza. Non mancheranno dj set, eventi privati e collaborazioni con brand del mondo della moda e del lusso. La proposta gastronomica, affidata agli chef del Club Moritzino, fonde radici altoatesine e visione mediterranea, con piatti tra terra e mare. Un nuovo indirizzo destinato a diventare un’icona dell’ospitalità alpina contemporanea, pronto ad accogliere chi cerca convivialità, design e intrattenimento in quota.
Appuntamenti gourmet ed eventi post olimpici

Se volete immergervi nella cultura ladina, il tour operator Cortina IN organizza un’esperienza gastronomica con escursione al Passo Giau, tra le terrazze panoramiche più spettacolari delle Dolomiti. Giunti a destinazione, potrete scegliere tra una passeggiata a piedi, una via ferrata o una ciaspolata e partecipare a una cooking class privata con la chef Ludovica Menardi, ospitata in una baita ad uso esclusivo. Insieme a lei preparerete un piatto tradizionale a scelta tra casunziei, canederli, tirtlan o spätzle, mentre l’esperienza sarà completata dalla degustazione di un antipasto a base di affettati e formaggi locali. Gli amanti dello sci possono invece optare per una mattinata sulle piste con l’allenatore Kristian Ghedina, tra i tracciati delle Olimpiadi e dei Mondiali 2021, seguita da un pranzo panoramico affacciato sul percorso di gara, per vivere Cortina insieme al suo campione.

Quando la notte scende sulle dolomiti, la montagna cambia volto: i suoni si attenuano e la neve riflette la luce della luna. Al Rifugio Averau, a 2.413 metri, l’esperienza alpina si vive lontano dalle ore diurne. Si sale con la seggiovia illuminata delle Cinque Torri e si prosegue in motoslitta fino al rifugio, dove una cena à la carte accompagna il silenzio e l’intimità dell’alta quota. Ci si immerge in un’atmosfera che esiste solo quassù. Il rientro, sotto un cielo stellato, trasforma la discesa in parte integrante dell’esperienza. Al Rifugio Col Drusciè, invece, con Astrocena la montagna si fa osservatorio e il cielo diventa protagonista. Dal fondovalle si sale con la cabinovia Tofana-Freccia nel Cielo e, in pochi minuti, ci si lascia alle spalle la dimensione terrestre. La cena è pensata come un preludio: piatti creati ad hoc, vini selezionati con cura e luci soffuse. Poi lo sguardo cambia direzione. La serata continua con il naso all’insù, tra la visita all’osservatorio astronomico e la scoperta di pianeti e costellazioni con il telescopio. Qui gastronomia e scienza si incontrano e lasciano spazio alla meraviglia. Due modi diversi di vivere la montagna di notte: uno avvolto dal calore di una casa in quota, l’altro guidato dal desiderio di esplorare il cielo. Il calendario degli eventi potrebbe variare per lo svolgimento dei Giochi.

Archiviati i Giochi Paralimpici, Cortina d’Ampezzo continua a proporre un calendario di eventi capace di attrarre un pubblico eterogeneo e di prolungare la stagione invernale. Dal 19 al 21 marzo torna WinteRace, manifestazione dedicata alle auto storiche e sportive che, durante il percorso, attraversano i passi innevati attorno alla Regina delle Dolomiti. Dal 23 al 29 marzo invece l’appuntamento è con Cortinametraggio, il festival dedicato al cinema breve italiano che combina proiezioni e momenti formativi, con uno sguardo al contesto internazionale. Tra gli ospiti confermati, Riccardo Scamarcio, protagonista di un laboratorio in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.