Una storia piena di passione quella di Paolo e Antonella De Santis per l’arte: ci sono voluti 50 anni, infatti, per dare forma a una delle collezioni private più interessanti d’Italia. Proprietari di due icone dell’ospitalità italiana, il Grand Hotel Tremezzo e il Passalacqua, inaugurano ora un nuovo capitolo, aprendo le porte di un vero gioiello: Casabianca una (bellissima) dimora dove arte, gusto e ospitalità si incontrano in modo insolito. Questo nuovo progetto prende vita in una villa degli anni Trenta affacciata sulle acque del Lago di Como, progettata da Piero Ponci come residenza per una dinastia di industriali tessili e trasformata nel tempo in uffici, showroom e infine in istituto bancario.
Un indirizzo di grande fascino, avvolto da alberi imponenti e da una vista ampia che si apre sul lago. Oggi, con i De Santis — mecenati oltre che albergatori — la dimora torna ad aprire le sue porte, offrendo un’esperienza immersiva grazie alla collezione privata di famiglia. La proprietà si presenta come uno spazio all’avanguardia, aperto alla città, dove abitanti e viaggiatori sono invitati a esplorarne gli ambienti, concedendosi un tempo lento dedicato alla cultura, alla scoperta e all’ispirazione.

Al centro di tutto, c’è l’arte. Ogni sala, ogni piano nasconde una sorpresa. Appena entrati, si viene accolti da opere monumentali, insegne inaspettate, pezzi unici. Negli ambienti, sulla grande scala, nei corridoi sfilano i protagonisti dei nostri tempi: Emilio Vedova, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Marina Abramović, William Kentridge, Mario Merz e Gilberto Zorio. I pezzi provengono dalle acquisizioni più recenti della coppia, scelti tra artisti particolarmente amati: alcuni creati appositamente per questi spazi, altri scovate tra gallerie, fiere e aste. In totale cinquanta lavori — pittura, installazioni luminose, sculture — distribuiti sui tre livelli, con uno sguardo rivolto soprattutto alla scena italiana degli ultimi cinquant’anni.
Non esiste un percorso prestabilito, e qui viene il bello: lo spazio va vissuto in modo libero, intuitivo e personale, come si preferisce, esattamente come a casa. «Ci piace l’idea che chi entra e visita la collezione possa farlo con calma, magari fermandosi a leggere un libro sull’arte, prendendosi il tempo di osservare e respirare il luogo. Vogliamo che Casabianca viva con chi la abita, anche solo per un’ora», raccontano.

In questa dimora speciale non si viene solo per ammirare le opere esposte. Presto sarà possibile viverla appieno, soggiornando in una delle suite all’ultimo piano della villa, attualmente in lavorazione. Nel mentre, il raffinato salotto al pian terreno invita ad accomodarsi e a rallentare. A mettere di buonumore, oltre alla bellezza del luogo, ci pensano le delizie dolci e salate di Cova, che qui ha trovato spazio con un progetto inedito: Cova Casabianca. Non si può resistere alla storica pasticceria milanese che, tra i lavori di Alighiero Boetti e di Mario Merz, sforna dolci e manicaretti da accompagnare a un caffè fumante o a un aperitivo, ammirando la vista privilegiata sulle acque placide.

Più che una semplice residenza sul lago, questa nuova villa rappresenta la realizzazione di un sogno, il lieto fine di un progetto coltivato per anni, nato dal desiderio dei coniugi di condividere con amici, turisti e gente del posto una passione quarantennale per l’arte contemporanea. «Siamo nati e cresciuti a Como, la nostra città ci ha dato molto, volevamo lasciare un segno, restituire qualcosa, che potesse essere utile alla comunità, ai giovani, che potesse aiutare a conoscere e ad amare l’arte», spiega Paolo De Santis. L’opportunità di acquistare la proprietà — che ha mantenuto il suo nome originario — ha trasformato l’idea in realtà. Qui ogni stanza diventa un microcosmo pieno di luce e colore, dove il contemporaneo dialoga con la memoria, amplificato dai panorami del lago, che esalta le opere e ne amplifica il fascino. Tutt’intorno un bel giardino regala una sensazione di villeggiatura sospesa sull’acqua.