Best Wine Resort: Borgo San Felice Resort

Best Wine Resort: Borgo San Felice Resort

Premiato ai Travel + Leisure Italy’s Best Awards 2025 per l'ospitalità di charme e la produzione vinicola d’eccellenza, abbinata a una cucina d’autore.
Borgo San Felice Resort
Borgo San Felice Resort

CASTELNUOVO BERARDENGA (SI) – Circondato dal paesaggio idilliaco ma operoso delle colline senesi del Chianti Classico, e da 150 ettari di vigneti, Borgo San Felice Resort rappresenta un modello forse inarrivabile di enoturismo, che riesce a coniugare l’ospitalità raffinata con l’autentico spirito agricolo ed enoico di una tenuta toscana ricca di storia: se le origini del villaggio sono etrusche, nei secoli si sono avvicendate proprietà religiose e nobiliari, fino a quando, intuendo il grande potenziale del territorio, Giulio Grisaldi Del Taja investì in possedimenti rurali e partecipò alla fondazione del Consorzio del Chianti Classico nel 1924. Dagli anni Settanta di proprietà della compagnia assicuratrice Ras (oggi parte del Gruppo Allianz), grazie a un ponderato restauro conservativo e a un progetto di sviluppo produttivo il borgo è stato trasformato prima in una fiorente azienda agricola e vinicola e poi, a partire dal 1990, anche in un albergo diffuso a 5 stelle, dove l’esclusività è accompagnata da una impeccabile coerenza di stile e di animo grazie anche alla guida attenta del general manager Danilo Guerrini. Così, oggi Borgo San Felice Resort non è solo un wine resort di lusso che accoglie in suite e ville disseminate tra piazzette e angoli verdi, dove immergersi in soggiorni di bellezza e relax, ma è anche un organismo pulsante e integrato nel territorio e nella comunità circostante, dove ogni cosa ha un senso profondo. L’antico forno del villaggio è stato trasformato in reception, l’orciaia in palestra, l’antico frantoio nella Botanic Spa, che propone trattamenti basati sulla vinoterapia, e l’officina meccanica nel ristorante 1 stella Michelin Al Poggio Rosso, affidato al talentuoso chef greco Stelios Sakalis sotto la supervisione di Enrico Bartolini. Molte delle materie prime arrivano dall’Orto e dall’Aia Felice, il progetto di inclusione sociale volto a migliorare la qualità di vita di ragazzi con disabilità. In occasione del mercato del Sabato del Villaggio le stradine del borgo si riempiono di artigiani locali con i loro prodotti, e di residenti in albergo quanto di visitatori esterni in arrivo da vicino e lontano.

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