Esistono hotel che non sono semplici luoghi dove sostare e riposare, ma strutture evolute che intrecciano armoniosamente creatività, sapori, persone e territorio. È il caso di Chesa Marchetta, un progetto firmato Artfarm – gruppo internazionale dell’ospitalità fondato dai galleristi svizzeri Iwan e Manuela Wirth – aperto lo scorso gennaio nel centro Sils Maria, nell’Alta Engadina, a pochi anni dall’inaugurazione del Fife Arms a Braemar (2019). Una destinazione dal pittoresco paesaggio e dall’atmosfera rilassata che affascinò artisti come Marcel Proust e dove Friedrich Nietzsche trovò ispirazione per le sue opere filosofiche.
Non si tratta di una nuova struttura, ma di un edificio con un importante trascorso storico: un ristorante con pensione gestito dal 1947 dalla famiglia Godly, molto apprezzata per l’accoglienza autentica e la cucina genuina, dove trovarono ospitalità personalità illustri del calibro del pittore Gerhard Richter e del visionario artista Jean-Michel Basquiat. A seguito di un significativo progetto di riqualificazione durato quattro anni a firma dall’architetto Luis Laplace (autore anche del ristorante Mount St. e del pub Audley Public House nel quartiere londinese di Mayfair), è nato un boutique hotel con 13 camere che preserva il suo fascino originario, pur presentandosi sotto nuove vesti.
Gli ambienti sono arredati con mobili tradizionali dell’Engadina e arricchiti da opere di artisti e maestri artigiani che riflettono la storia dell’edificio e del territorio circostante, come gli affreschi e i murales dell’artista anglo-tedesco Corin Sands, le tende in pizzo realizzate da una monaca benedettina di St. Johann a Müstair o il mobilio in legno proveniente dalla falegnameria Peider.

Dalla suite familiare all’ultimo piano alle camere standard, superior e deluxe, fino alla casa adiacente con tre stanze da letto, ogni alloggio ha una storia da raccontare. Chesa Marchetta è anche un luogo dove ci si lascia conquistare dalla cucina: il ristorante da quarantasei coperti, ispirato all’uso innovativo di ingredienti freschi da parte delle sorelle Maria e Christina Godly, è aperto sia agli ospiti dell’hotel sia ai visitatori esterni.

Diretto da Davide Degiovanni, il locale propone un menu che celebra l’incontro tra la cultura gastronomica del Nord Italia e quella svizzera, una cucina autentica basata su una filiera che privilegia produttori dell’Engadina e delle valli limitrofe. Nascono così piatti genuini che parlano di montagna con accenti creativi: dalla trota alpina intera al forno, purè di cavolfiore affumicato e bergamotto alla guancia di manzo, topinambur e mirtillo conservato. Il tutto arricchito da proposte quotidiane sempre diverse che seguono il ritmo delle stagioni.