Questa è l’unica capitale al mondo dove non troverete neanche un semaforo

Questa è l’unica capitale al mondo dove non troverete neanche un semaforo

A Thimphu, in Bhutan, niente luci verdi o rosse: agli incroci più trafficati troverete solo agenti della polizia a dirigere le auto a mano.

In un mondo di incroci automatizzati, countdown digitali e traffico regolato da algoritmi, una capitale senza semafori sembra quasi impossibile. Eppure esiste: si chiama Thimphu ed è la capitale del Bhutan, piccolo regno incastonato tra India e Cina, nel cuore dell’Himalaya

Agli incroci principali, soprattutto nelle zone più trafficate della città, sono gli agenti della polizia a dirigere il flusso delle auto manualmente. In piedi all’interno di piccole postazioni decorate, muovono braccia e mani con gesti precisi, quasi coreografici, indicando a ogni veicolo quando avanzare, fermarsi o svoltare. E non si tratta semplicemente di una capitale rimasta indietro rispetto alla tecnologia.

Thimphu i semafori li ha anche sperimentati. Quando, negli anni Novanta, ne furono installati alcuni per gestire gli incroci più frequentati, l’esperimento non ebbe però il successo sperato. Il sistema automatico venne percepito come poco adatto alla città e si tornò così al controllo manuale, affidato agli agenti della Royal Bhutan Police. Da allora, il poliziotto all’incrocio è rimasto una presenza inconfondibile del paesaggio urbano.

Per chi arriva da una grande metropoli europea, la scena può sembrare un salto indietro nel tempo. Ma a Thimphu il risultato è quasi l’opposto di quello che ci si potrebbe aspettare. La mancanza dei semafori non significa assenza di regole: il traffico è organizzato, i gesti degli agenti sono codificati e gli automobilisti sono abituati a seguire le indicazioni. Il punto, semmai, è un altro: in questa capitale il rapporto tra città e tecnologia ha seguito una strada diversa.

La particolarità dei semafori racconta infatti qualcosa del Bhutan stesso. È un Paese che negli ultimi decenni ha affrontato l’arrivo della modernità cercando, almeno nelle intenzioni, di non rinunciare completamente alla propria identità. È il luogo che ha reso celebre nel mondo l’idea della Felicità Interna Lorda, un indicatore pensato per affiancare la crescita economica con altri aspetti della vita collettiva, dal benessere alla tutela dell’ambiente e della cultura.

Tra i luoghi simbolo della città c’è il Tashichho Dzong, complesso che ospita importanti uffici governativi e il corpo monastico centrale. Poco distante, templi, ruote di preghiera e bandiere colorate convivono con negozi, caffè e strade sempre più frequentate. Ma Thimphu è soprattutto una porta d’ingresso al Bhutan contemporaneo, un luogo in cui iniziare a capire un Paese fatto di monasteri arroccati, vallate himalayane e tradizioni ancora molto presenti nella vita quotidiana.

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